La sfida commerciale tra Usa e Cina non passa solo dai chip e dai software di intelligenza artificiale. A giudicare infatti da quanto andato in mostra al Ces, il Consumer Electronics Show di Las Vegas, che rappresenta la principale fiera hi-tech al mondo, piazzata strategicamente a inizio anno per delineare trend e individuare nuovi e vecchi protagonisti, Oriente e Occidente si sfideranno anche nel settore dei robot.
ROBOT OVUNQUE
Se si spulciano i dati degli oltre 4mila espositori, si vede che all’edizione di quest’anno una quarantina hanno proposto al pubblico accorso dai quattro angoli del globo le proprie declinazioni del robot domestico o industriale. Di questi, oltre la metà provengono dalla Cina.
UNA LOTTA ANCHE NORMATIVA
Curioso insomma che il Consumer Electronics Show di Las Vegas dedichi tanto spazio a soluzioni made in China che, se mai saranno commercializzate, potrebbero sbattere contro legislazioni ostili, specie se anche nel settore dei robot si applicheranno le medesime decisioni che il Congresso sotto Joe Biden ha preso in ambito automotive, dove le auto cinesi “troppo smart” sono di fatto bandite dai 50 Stati del Nord America visto che si guarda con sospetto ai dati che potrebbero raccogliere e trasmettere a Pechino.
LE AZIENDE CINESI CHE VANNO ALL’ASSALTO DEL MERCATO
Al netto di ciò, come si anticipava sono davvero numerose le aziende che arrivano dalla Cina, il cui nome al momento non comunica alcunché alle orecchie occidentali, ma che potrebbero presto acquisire posizioni di rilievo in un settore ancora tutto da colonizzare: Noetix Robotics, Galbot, AgiBot, Unitree Robotics e EngineAi sono sono le prime di un elenco lunghissimo di realtà spesso finanziate direttamente da Pechino.
UN SETTORE CHE ATTRAE ANCHE NOMI BEN NOTI
Sul fronte opposto, ovvero delle realtà che posseggono già un peso specifico in altri settori e che sono soprattutto localizzate dall’altra parte dell’Oceano (insomma, negli Usa) si muovono colossi come Tesla e il suo Optimus, con Elon Musk che si dice convinto che “il 2026 sarà l’anno di IA e robotica, siamo entrati nell’era della singolarità tecnologica”; ma soprattutto Boston Dynamics, colosso della robotica che all’esercito Usa ha già fornito il noto automa quadrupede BigDog e che ora si appresta a produrre in serie il robot Atlas dopo anni di sperimentazione.
COLLABORAZIONI USA – COREA DEL SUD
Peraltro, in questo caso Boston Dynamics rivela che anche il settore della robotica può essere al centro di collaborazioni che evadano dai confini territoriali: coinvolgerà infatti contemporaneamente sia la sudcoreana Hyundai, che controlla la maggioranza della società, sia Google DeepMind, che andrà a fornire gli algoritmi di intelligenza artificiale.
Non è il solo vincolo commerciale sovrannazionale da tenere d’occhio: anche la sudcoreana Lg e l’americana Qualcomm hanno presentato i propri robotper le faccende domestiche e un’architettura che comprende hardware, software e sistemi di Intelligenza artificiale.
ANCHE NVIDIA DELLA PARTITA
L’avventura dei robot attrae anche un altro colosso statunitense: Nvidia, storico produttore di processori grafici per il mercato videoludico e professionale. In occasione del Ces 2026 l’amministratore delegato Jensen Huang ha annunciato che punta a costruire una piattaforma di riferimento per la robotica generalista.
La strategia di Nvidia, divenuta centrale nelle strategie americane volte a mantenere la leadership nell’ambito hi-tech, è interessante: scommettere su simulatori per addestrare sia le auto autonome sia i robot a muoversi nel mondo reale, rispettando i più alti standard di sicurezza, senza che nessuno si faccia davvero male in caso di intoppi. La scacchiera insomma è pronta e le pedine posizionate: a muoverle sarà un braccio robotico?




