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Benvenuti nell’ipnocrazia

“Ipnocrazia” di Jianwei Xun letto da Tullio Fazzolari

Circa due anni fa, con il saggio “Infocrazia” il filosofo Byung-Chul Han aveva dimostrato quanto la rete condiziona la vita e i comportamenti delle persone. Da facebook a X e altri ancora si è arrivati a essere prigionieri di quelli che all’inizio sembravano utili e innocui strumenti di comunicazione. Ma c’è di peggio. E con “Ipnocrazia” (Tlon, 128 pagine, 13 euro) Jianwei Xun, filosofo e teorico dei media, spiega come ormai il vero problema sia la manipolazione dell’inconscio. Per dirla in parole semplici, non ci sono più soltanto gli influencer che convincono a comprare un panettone o ad andare in crociera. Più potenti e più pericolosi di loro sono i grandi burattinai capaci di obnubilare le menti facendo immaginare una realtà e far credere che sia vera.

Il sottotitolo del libro di Jianwei Xun, “Trump, Musk e la nuova architettura della realtà”, indica chiaramente quanto la questione sia di attualità. Nel presidente degli Stati Uniti e nel plutocrate di origine sudafricana l’autore individua i due massimi esponenti della manipolazione dell’inconscio. Che piaccia o no la loro abilità è indiscutibile. Trump ha ottenuto un successo elettorale anche convincendo milioni di elettori che l’economia americana durante la presidenza Biden stesse andando peggio di quanto non fosse in realtà. E Musk continua a far credere di essere il numero uno degli affari anche quando non è così. Fino a che punto i due possano convivere prima di arrivare a una clamorosa rottura difficile da pronosticare. Per altro non sembrano così bene assortiti come vorrebbero far sembrare. Però qualcosa li accomuna sicuramente ed è la capacità di creare crisi immaginarie o di ingigantire quelle esistenti per poi proporsi come salvatori dell’umanità. Quello che accadrà davvero è tutto da verificare ma l’obiettivo principale è già raggiunto: milioni di persone ci hanno creduto e sono intimamente convinte che sia così.

La forza dell’ipnocrazia raggiunge i massimi livelli di potenza e di pericolosità in mano a personaggi come Trump o Musk. Ma il libro di Jianwei Xun non è un pamphlet politico. E’ invece un’analisi accurata dei meccanismi che portano al controllo dell’inconscio. Narrazioni, immagini, desideri penetrano la mente e creano un’ipnosfera. Non serve imporre. Basta sedurre e le persone sono felicemente convinte. Di qualunque cosa e qui sta il rischio soprattutto se la manipolazione mediatica diventa strumento della politica. Che però non ne ha l’esclusiva. Fra i casi singolari raccontati da Jianwei Xun ci sono due artisti mai esistiti. Eppure una troupe di “Chi l’ha visto?” è andata a cercarne uno in Inghilterra. E l’altro è arrivato addirittura a esporre le sue opere alla Biennale di Venezia. Ed è paradossale che la finzione venga considerata realtà nell’immaginario collettivo. Ma non è facile resistere al potere dell’ipnocrazia. Colpa di Trump e Musk ma anche delle nuove tecnologie sempre più invasive. L’unica alternativa per il momento è che conviene avere ragionevoli dubbi anziché manipolate certezze.

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