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Apple, Facebook, Amazon guardano alla Cina come al mercato del futuro. Ma…

di

Apple Watch

 

Il capo del dipartimento pechinese che si occupa del disciplinare internet, Lu Wei, di fatto colui che ha il potere di oscurare di bloccare un sito in Cina, ha incontrato, nel corso della sua visita americana, in California, i numeri uno di Apple, Facebook ed Amazon. Tra curiosità e colore, la visita di Lu Wei viene riportata con enfasi dai giornali americani nelle pagine dedicate all’economia e al business.

La Cina è un mercato molto interessante per le major del web, ma allo stesso tempo è un mercato molto difficile, con il quale, è inutile nascondersi, ci sono stati molti problemi nel passato. Il regime cinese per esempio è stato sospettato nel passato di aver intercettato alcune comunicazioni di utenti su iCloud, per questo, Tim Cook, numero uno di Apple all’epoca si recò in Cina, per incontrare il numero due del Governo cinese, il vice premier Ma Kai. Alcuni prodotti della Apple sono stati nel tempo ritardati o ritirati dal mercato cinese. Insomma il rapporto tra i colossi del web e il governo di Pechino è fatto di alti e bassi.

Tra le curiosità che i fotografi hanno tenuto a segnalare dell’incontro tra Tim Cook e Lu Wei, il dono da parte del numero uno di Apple all’ospite cinese di un Apple Watch. Per Apple il mercato cinese è potenzialmente il più promettente, dopo quello degli Stati Uniti, è Cook non vuole perdere di vista questa opportunità.

Ha suscitato invece qualche malumore tra i difensori dei diritti umani in Cina la visita dello stesso Wei a Mark Zuckerberg, fondatore e capo di Facebook, che si è fatto trovare all’appuntamento con una copia in inglese del libro del presidente Xi Jinping: “The Governance of China”. Zuckerberg ha sostenuto di aver preso anche delle copie del libro per i colleghi perché, come riferisce il New York Times, imparino a conoscere il socialismo con le caratteristiche cinesi.

Nel libro, il presidente cinese sostiene che bisogna “utilizzare le regole di comunicazione di internet per sostenere le cose sane e positive, e diffondere e mettere in pratica i valori socialisti di base” e “dovrebbe gestire correttamente i tempi, la portata e l’efficienza per rendere il nostro cyberspazio salubrità e pulizia”.

I critici di Zuckerberg hanno visto nell’atteggiamento del numero uno di Facebook il pericolo che si ripeta un altro caso Yahoo!, come accaduto nel 2004, quando un giornalista cinese fu catturato dai funzionari dello Stato di Pechino, dopo che Yahoo! aveva fornito informazioni al Governo cinese.

Ma Zuckerberg, per ora, guarda ai numeri di un mercato, quello cinese che ha cifre spaventose, 680 milioni di persone che dovrebbero essere on line in Cina per il prossimo anno, rappresentando il 43% della crescita mondiale nel settore della tecnologia.

Non a caso Lu Wei ha dimostrato un certo interesse da parte dei cinesi per le aziende della Silicon Walley.

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