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Banda ultralarga: anche Vodafone accetta le sfide del mercato

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Oltre alla domanda di connessioni sempre più veloci, in costante crescita sono servizi strettamente dipendenti dalle buone prestazioni della rete. Se in ambito mobile la risposta è nel 4G, sul fronte della rete fissa la tecnologia del presente e del futuro è la fibra ottica. 
Vodafone Italia conta di portare la banda ultralarga fissa a 7 milioni di famiglie e aziende entro i prossimi tre anni.

La fibra ottica consiste in un insieme di filamenti a base di silicio (componente principale del vetro) per la trasmissione a banda ultra larga con segnali ottici (luminosi) invece che elettrici. Un materiale che, oltre a presentare numerosi vantaggi in termini di resistenza e facilità di installazione, consente di realizzare connessioni a banda larghissima di nuova generazione, garantendo prestazioni finora inedite. 


Grazie alla fibra è infatti possibile raggiungere già oggi, con una normale connessione casalinga, una velocità di download a 100 Mb/s e potenzialmente molto superiori in un prossimo futuro. 
Queste prestazioni, che solo la Fibra ottica può offrire, permettono di scaricare film in pochi minuti in qualità dvd, di seguire gli eventi sportivi in streaming senza interruzioni, di collegare tutti i device di casa contemporaneamente, di lavorare in videoconferenza e condividere documenti e materiali di lavoro in tempo reale.


La Fibra è inoltre la chiave che aprirà la strada a una serie di nuovi servizi fino ad oggi solamente immaginati: basti pensare a tutte le potenziali evoluzioni della domotica e delle applicazioni per la casa intelligente del futuro, che apriranno la strada verso un mondo di nuovi servizi per i cittadini e per le imprese.

La fibra ottica promette di essere un investimento economicamente valido. Da un lato cresce la domanda da parte dei clienti, che sono sempre più connessi: già oggi oltre il 60% della popolazione italiana utilizza quotidianamente uno smartphone, mentre sono oltre il 23% coloro che utilizzano un tablet per navigare, consultare il loro giornale preferito o fare shopping; in futuro saranno sempre di più i clienti “digital native” e abituati ad essere connessi sempre con molti device.

D’altro canto è l’evoluzione stessa dell’ecosistema digitale a sostenere la domanda. I device in possesso dei clienti sono infatti sempre più piccoli e performanti dal punto di vista della capacità di calcolo, basti pensare che gli smartphone di fascia media sono dotati di processori che solo qualche anno avrebbero fatto la loro figura su un PC casalingo.

L’altro trend della “wearability” dei device porterà alla proliferazione degli stessi: i Google glass e gli smart watch di oggi sono solo l’inizio di un trend, con un mercato che toccherà il valore di 10-15 miliardi entro il 2020, secondo gli analisti. A questo si aggiunge lo sviluppo di servizi di cloud, big data e fenomeni come lo smart working, che stanno ampliando sempre di più l’importanza del digitale nella vita di tutti giorni.

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