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Vittoria debole delle Merkel. Quali conseguenze per Europa ed euro

Addio Merkel

I numeri danno la maggioranza alla Merkel, ma le nuove forze del Governo potrebbero spingere la cancelliera in una posizione meno europeista

 

Angela Merkel ha vinto le elezioni in Germania. Una vittoria debole che avrà non poche conseguenze: la formazione del governo tedesco sarà difficile e prenderà parecchio tempo. Mentre i socialdemocratici, prendendo atto della sconfitta, si sfilano dalla grande allenza, la Cancelliera deve fare i conti (e trovare un dialogo) con gli altri candidati e gli altri partiti.

L’esito del voto avrà implicazioni profonde anche sull’Europa e sul progetto di riforma dell’Eurozona di Macron. Andiamo per gradi.

L’esito delle elezioni

Partiamo dai numeri. La Cdu (Angela Merkel) è il primo partito della Germania con il 33% dei voti. La Spd di Martin Schulz ottiene appena 20,5% (-5,2). L’AfD fa il boom con il 12,6% (+7,9).

L’affluenza definitiva, invece, secondo i dati dell’ufficio elettorale federale, si è attestata al 76,2%.

Dunque la Cdu vince quindi nello scontro con Schulz, ma il partito della cancelliera riceve un durissimo colpo, registrando un -8,5% dei voti rispetto al 2013, quando prese il 41,5%. Quella della Merkel è una vittoria debole, che cela una diminuzione del sostegno al blocco CDU-CSU e l’avanzata del partito anti-immigrazione Alternativa per la Germania (AfD) che hanno indebolito la posizione della Merkel.

“Non ci gireremo attorno, avremmo voluto naturalmente un risultato migliore. Siamo però la forza maggiore del Paese, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo strategico e contro di noi non può essere formato alcun governo”, ha detto la cancelliera Angela Merkel, commentando le proiezioni di voto in Germania che vedono il suo partito (Cdu) oltre il 32%. “Sono ottimista, come lo ero prima, sul fatto che troveremo una soluzione”.

Difficile formare un nuovo Governo

Il nuovo Bundestag, la XIX legislatura tedesca, sarà formato da almeno 705 deputati (con una maggioranza a quota 353) contro i 630 di quello uscente, secondo i dati forniti dalla tv pubblica Zdf alle 23. Ma non è certo cosa facile: Angela Merkel per governare potrebbe essere costretta a mettere assieme democristiani, liberali e verdi, creando il gruppo più eterogeneo di partiti mai sperimentato alla guida della Germania.

“Angela Merkel non mi ha chiamato, e dopo il cosiddetto ‘Elephanten Runde’ di ieri, credo che abbia capito che userà meglio il suo tempo chiamando qualcun altro” dice Schulz,  “Io ritengo Angela Merkel molto responsabile dello stato della democrazia in questo Paese”, aggiunge, confermando di voler portare il partito all’opposizione e di rifiutare una Grosse Koalition.

Il progetto Macron

MacronSenza dubbio una vittoria così debole avrà anche conseguenze fuori dai confini tedeschi. E sul piano di Emmanuel Macron in particolare. Il Presidente francese, infatti, vorrebbe costruire un’Europa credibile sul piano socio-politico e competitiva su quello economico: ed è con questo obiettivo che ha proposto di un bilancio comune, un ministro delle Finanze europeo e un Parlamento ad hoc che dia al progetto legittimità politica, puntando su una Unione non più sbilanciata nei rapporti di forza interni e meno esposta al rischio di altre scissioni (con riferimento alla Brexit, in particolare).

Il presidente Macron dovrebbe presentare in queste ore i piani della suo piano di riforma dell’Eurozona, ma ci si domanda se troverà ancora l’appoggio della Germania.

Quali conseguenze sull’Europa

Quando Emmanuel Macron ha esposto i suoi piani, Angela Merkel ha elogiato la “tabella di marcia per lo sviluppo dell’eurozona”. “Si può immaginare una specie di governo economico, che prenda le best practices”, aveva dichiarato la Merkel. Si può “certamente pensare a un ministro delle finanze comune, se le condizioni generali sono adeguate” e anche “a un budget per l’eurozona, se si rafforzano strutture e si fanno cose ragionevoli”.

Ma se è vero che il quarto mandato di Angela Merkel potrebbe garantire lo status quo è anche vero che l’ascesa della destra nazionalista ha indebolito la posizione della Cancelliera tedesca e tutto questo può condizionare l’approccio della Germania alla questione europea.

Non è infatti cosa certa che Berlino appoggi ancora le idee francesi. Con i Verdi non ci dovrebbero essere problemi su questo fronte, ma i liberali di Christian Lindner potrebbero riservare sorprese. Si tratta, infatti, di un partito eurscettico, decisamente contrario a trasferimenti di risorse dagli Stati più ricchi a quelli meno ricchi dell’eurozona e all’integrazione.

Angela Merkel non avrà dunque vita facile nel Paese e in Europa e dovrà faticare non poco a trovare una soluzione che concilia i diversi movimenti.

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