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Perchè Flavio Cattaneo lascia Tim

di

banda Larga Cattaneo

Il braccio di ferro tra Vivendi e Flavio Cattaneo sembra concludersi con un cambio al vertice di Tim. A lasciare, secondo alcune indiscrezioni date da Reuters, sarà il ceo Flavio Cattaneo. Approfondiamo insieme.

La posizione di Vivendi in Telecom

TelecomTelecom rappresentare il primo (vero) colpo grosso dell’imprenditore Vincente Bollorè in Italia. Attraverso Vivendi, azienda di cui ricopre la carica di Presidente, Bollorè detiene il 23,9% del capitale della tlc. Una quota che ne fa il primo azionista della compagnia telefonica.

Vivendi ottiene il pieno controllo di Telecom

I numeri delle azioni hanno spinto Vivendi a sottoporre all’Ue la volontà di poter prendere il pieno controllo di Telecom. Il via libera al controllo de facto di Vivendi su Telecom è arrivato il 30 maggio 2017, ma ad alcune condizioni.

La decisione è subordinata alla cessione delle quote detenute da Telecom Italia in Persidera.Persidera è una joint venture tra Telecom Italia Media Broadcasting (gruppo Telecom, 70% intestato alla capogruppo TI spa) e Rete A (gruppo L’Espresso, 30%). La società è un operatore di rete con cinque multiplex digitali (precedentemente in mano a La7), con sede a Roma.  La Commissione ha analizzato la questione, evidenziando che dopo l’acquisizione del controllo de facto di Vivendi su Telecom, la società d’Oltralpe avrebbe condizioni favorevoli per alzare i prezzi a carico dei canali televisivi nel mercato dell’accesso all’ingrosso alle reti del digitale terrestre, in cui Persidera e Mediaset possiedono entrambe una quota significativa. Ci spieghiamo meglio: sommando i mux di Persidera con quelli di Mediaset (di cui Vivendi detiene il 28,8% del capitale e il 29,9% dei diritti di voto), Vivendi supera la quota di mercato del 50% nel canali tv digitali terrestri.

I numeri le darebbero una posizione di forza che potrebbe giustificare eventuali rialzi di prezzi, costringendo i canali tv a sostenere costi maggiori per raggiungere il loro pubblico in Italia. Vivendi trarrebbe i benefici di una strategia simile attraverso Persidera, oppure indirettamente, attraverso la quota di minoranza in Mediaset.

Della questione se ne è parlato lo scorso 7 luglio al Consiglio di Amministrazione diTelecom, ma non è stata presa alcuna decisione in merito.

L’indagine Consob

Persidera a parte, quello che preoccupa ora i piccoli azionisti di Telecom è l’influenza del socio francese Vivendi nel gruppo di tlc. Ed è con l’obittivo di verificare questa cosa che Consob ha chiesto alla Guardia di Finanza di prelevare tutta la documentazione utile a comprendere il ruolo di Vivendi all’interno dei vertici di Telecom.

Telecom timL’ispezione negli uffici di Roma e Milano è iniziata la sera del 19 luglio e proseguirà anche nei prossimi giorni.

L’inchiesta trae origine dalle voci circolate negli ultimi giorni su un braccio di ferro tra l’Ad Flavio Cattaneo e l’azionista francese. Si è parlato di abbandono della guida dell’azienda da parte di Cattaneo, ma le indiscrezioni sono state poi smentite.

La situazione, però, non è piaciuta ai piccoli azionisti di Telecom riuniti nell’Asati, che, spinti da rialzi e tonfi improvvisi del titolo, più volte hanno sollecitato un intervento della Consob.

“Non possiamo che apprezzare l’attuale impegno delle Autorità competenti e ci auguriamo che, in tempi rapidi, si giunga a quei chiarimenti sul ruolo di Vivendi in Telecom Italia che, da tempo, Asati sollecita, nell’interesse dei propri iscritti e del mercato in generale”, si legge in una nota dell’associazione Asati. “Fermo restando che il Cda gode di un insieme di prerogative gestionali, da esercitare in piena autonomia le dinamiche delle recenti vicende societarie che hanno interessato Telecom Italia, dal rinnovo del Cda al rapido avvicendarsi di due presidenti, nonché il susseguirsi di voci inerenti a una presunta sfiducia di Vivendi nei confronti dell’Ad e a ipotesi alternative di ridefinizione della gestione, non possono che destare, allo stesso tempo, meraviglia e preoccupazione”.

“Riteniamo, quindi doveroso sia un immediato chiarimento, da parte dei Vertici aziendali, di quanto stia avvenendo in Telecom Italia sia una rapida e completa istruttoria da parte non solo della Consob ma delle diverse Istituzioni interessate”, concludono i piccoli azionisti.

Il cambio del Ceo

Il braccio di ferro sfocerà nel cambio al vertice di Telecom Italia. Il Ceo Flavio Cattaneo dovrà uscire entro il 27 luglio, giorno del consiglio sui conti del trimestre. Tim avrebbe annunciato che sono in corso di convocazione il Comitato Nomine e Remunerazioni e a seguire, il Consiglio di Amministrazione, con all’ordine del giorno “l’esame della proposta di definizione consensuale – scrive l’azienda in una nota – dei rapporti fra la società e e l’a.d. Flavio Cattaneo. Deliberazioni conseguenti. E’ previsto che le riunioni si terranno il prossimo lunedi’ 24 luglio”.

banda ultralargaSempre secondo indiscrezioni, Catteneo (prima voluto dai francesi, che hanno messo alla porta Marco Patuano) non riceverà per intero lo special award da circa 40 milioni di euro che gli spetterebbe a termini di contratto.

Solo pochi giorni fa il manager aveva ribadito la volontà di rimanere alla guida di Tim fino al 2020, smentendo le crescenti indiscrezioni sulla sua imminente uscita.

Perchè Cattaneo lascia Tim?

Il motivo principale è la Banda larga. I rapporti tra l’ex monopolista e il governo, su tale argomento, non sono buoni. Cattaneo avrebbe rivolto accuse pesanti all’esecutivo. “Non partecipiamo più ai bandi perché riteniamo che siano costruiti in una certa maniera. Se sono costruiti ad hoc, allora per me possono farlo anche senza bando e darlo a chi ritengono più opportuno“, avrebbe detto Cattaneo in audizione alla Camera.

In questa fase, però, il colosso francese gradisce avere buoni, o quanto meno non ostili, rapporti con il Governo.

E chi prende il suo posto?

Ci sarebbe già un primo nome. Sarebbe Amos Genish, cittadino israeliano,stato nominato chief convergence officer del gruppo media Vivendi, nel mese di gennaio, il candidato per la nomina a nuovo amministratore delegato di Tim.

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