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Ecco quanto costa al Tesoro il tonfo del Monte dei Paschi di Stato

E’ un conto salato (provvisorio e potenziale, ossia virtuale) quello che deve registrare finora lo Stato con l’investimento in Mps. Il Monte dei Paschi di Siena infatti continua a soffrire in Borsa e, per la prima volta dal suo ritorno a Piazza Affari, ieri ha chiuso sotto quota 3 euro.

COSA E’ SUCCESSO IN BORSA

Ieri il titolo Mps ha terminato le contrattazioni in calo del 2,7% a 2,93 euro, riducendo la capitalizzazione della banca a 3,3 miliardi di euro.

IL CONTO PER IL TESORO

Il valore della quota dello Stato, che possiede il 68,2% del capitale in forza di un investimento di 5,4 miliardi, è quindi scivolato sotto i 2,4 miliardi. Con una perdita, per ora solo potenziale, di circa 3 miliardi di euro.

GLI INDICI DI BORSA

In Borsa, il calo di Montepaschi è stato più accentuato sia dell’indice dei titoli principali (il Ftse Mib ha perso lo 0,98%) che degli altri bancari. Confermando un trend negativo che prosegue da 9 sedute.

LA TENDENZA DEL MONTE

Al suo rientro in Borsa, il 25 ottobre 2017, Mps aveva chiuso a 4,55 euro, superando i 4,7 euro nei giorni successivi, per poi invertire rotta e perdere, da allora, più di un terzo del suo valore.

L’AZIONE DEL TESORO

L’investimento del Tesoro in Mps è avvenuto in due tranche: la prima da 3,85 miliardi, per compare azioni a 6,49 euro, e la seconda da un altro miliardo e mezzo, per acquistare a 8,65 euro le quote degli ex possessori di bond. Così facendo, il governo ha evitato il fallimento della terza banca italiana, che avrebbe potuto dare il via una crisi dell’intero comparto, con risvolti pesantissimi sui risparmiatori.

LE PAROLE DI PADOAN

D’altronde lo stesso titolare del dicastero dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non aveva esitato a dire nei giorni scorsi che il ruolo del Tesoro non era troppo temporaneo nel Monte dei Paschi di Siena. Lo Stato resterà in Mps “per alcuni anni”, ha detto nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a Siena ai sindacati aggiungendo che “dare un numero sarebbe sbagliato e controproducente per i mercati”. “E’ la domanda ad essere posta in modo sbagliato – ha argomentato il ministro rispondendo ai sindacati in un incontro pubblico -: non quanto resterà lo Stato in Mps, ma quanto deve rimanere lo Stato per mettere Mps in condizione di essere una banca che sta in piedi in modo profittevole per Siena e per l’Italia”. Il ministro Padoan inoltre ha confermato “la fiducia dello Stato nel management attuale” e definito l’incontro di stamani “molto utile”.

COSA FARA’ MORELLI

Il gruppo bancario guidato dall’ad, Marco Morelli, è al lavoro sul piano di ristrutturazione concordato con la Ue e sta cercando di risalire la china, dopo aver chiuso il 2017 con un rosso di 3,5 miliardi, in gran parte generato dallo smaltimento di 26 miliardi di crediti deteriorati.

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