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Mediaset e Vivendi, nuove trattative. Ma i tempi sono stretti

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Faranno la pace Mediaset e Vivendi? Difficile dirlo, ma tra le aziende sono riprese le trattative

 

Mediaset e Vivendi nuovamente in trattative. Potrebbe finire con una stretta di mano la guerra in corso tra la società francese e l’azienda media italiana: il legale della media-company transalpina Frédéric Crépin ha incontrato per ben due volte il collega del Biscione Sergio Erede. Ma andiamo per gradi.

I primi accordi

Vivendi-MediasetIl primo accordo Vivendi-Mediaset  risale ad aprile 2016 e parlava di uno scambio azionario di un pacchetto del 3,5% del capitale e della vendita della quota del Biscione nella pay-tv Mediaset Premium (l’89% della pay-tv, mentre il restante 11% acquistato dagli spagnoli di Telefonica sarebbe arrivato in un secondo momento). La partnership, “avente una portata internazionale, prevedeva, da un lato, varie iniziative relative alla produzione e distribuzione congiunta di ambiziosi programmi audiovisivi e, dall’altro lato, la creazione di una piattaforma televisiva globale over-the-top”, spiega l’azienda francese.

Dopo aver analizzato il business plan di Mediaset Premium (che secondo la francese si basava “su ipotesi irrealistiche” nel fissare al 2018 il limite per il ritorno all’equilibrio operativo), l’azienda guidata da Vincent Bollorè ha fatto marcia indietro, proponendo un nuovo accordo.

La nuova proposta fatta da Vivendi, però, cambiava non poco le carte in tavola, riducendo drasticamente l’impegno francese sulla pay-tv italiana. La società d’Oltralpe avrebbe confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, ma aveva proposto di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.La tv del Biscione non ci sta, si rifiuta di siglare il nuovo accordo e insieme a Fininvest ha deciso di richiedere i danni.

Mediaset-Vivendi: la guerra a colpi di azioni

La guerra legale in corso, però, non sembra far paura a Vivendi, che nelle scorse settimane ha iniziato a rastrellare le azioni Mediaset. Il primo giorno si è assicurato il 3,01% del Capitale dell’azienda del Biscione e in poche ore ha raggiunto il 28,8% del capitale ad un passo dal 30%, soglia massima oltre la quale è necessario lanciare una offerta su tutto il capitale.

Finivest, dunque, ha chiesto l’intervento della Consob, l’Authority che vigila sul corretto andamento degli scambi in Borsa. Intanto anche l’Agcom si è schierata a favore dell’italiana. E Vivendi è stata costretta a cedere buona parte dei diritti di voto.

Ma Perchè Vivendi vuole trattare a tutti i costi con Mediaset?

Vivendi-MediasetMediaset, per quanto valga meno di Vivendi, è comunque il primo gruppo Media italiano per telespettatori e introiti pubblicitari. E non solo: l’azienda italiana è presente anche sul mercato spagnolo: anche questo è qualcosa che fa gola a Vivendi.
Grazie ad un eventuale accordo con l’azienda del Biscione, Vivendi potrebbe dare vita ad un polo media e telecomunicazioni sull’asse Roma-Parigi-Madrid.

Nuove trattative?

Mentre la guerra legale è in corso, sarebbero riprese le trattative. Il capo del legale della media-company transalpina Frédéric Crépin (affiancato dall’avvocato Giuseppe Scassellati, partner dello studio Cleary Gottlieb) ha incontrato per ben due volte il collega del Biscione Sergio Erede hanno avviato nuovi colloqui, ma tutto è ancora in fase iniziale.

Il tavolo della trattativa

La trattativa potrebbe vedere la joint Canal Plus-Tim (che ha ottenuto il via libera dal cda della compagnia telefonica solo poche settimane fa) allargarsi a Mediaset e il possesso da parte di Vivendi del 10% dell’azienda del Biscione. Il resto delle quote dell’azienda italiana in possesso della società d’Oltralpe passerebbe alla stessa Mediaset.

Tempi stretti

E se è vero che a trattare sono gli avvocati, è anche vero, che l’accordo potrebbe essere siglato, entro l’anno in corso, dal presidente-azionista di Vivendi, Vincent Bolloré e dal fondatore di Mediaset Silvio Berlusconi. Quel che è certo è che i tempi sono stretti: il 19 dicembre, infatti, è fissata l’udienza sul mancato rispetto da parte della francese del contratto su Premium. A presiedere sarà il giudice del Tribunale di Milano, Vincenzo Perozziello, che ha invitato a esperire un tentativo di ricomposizione.

Nessuna delle due compagnie ha commentato.

Bollorè e Arnaud de Puyfontaine indagati per aggiotaggi

La scalata di Vivendi a Mediaset era già programmata da tempo. Ed era un punto di arrivo (non definitivo) per Vincent Bollorè, che avrebbe deciso di disdettare l’accordo iniziale preso con Mediaset per far scendere il valore del titolo della casa del Biscione, e quindi approfittarne. È con questa accusa che la procura di Milano ha iscritto Vincente Bollorè e Arnaud de Puyfontaine nel registro degli indagati, Telecomnell’ambito dell’inchiesta della scalata di Vivendi a Mediase., seguita dai pm Stefano Civardi e Fabio De Pasquale.

Ci spieghiamo meglio. Secondo la procura di Milano, Vivendi non avrebbe più rispettato gli accordi presi con Mediaset “per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset” e quindi poi programmare la scalata “a prezzi di sconto”.

C’è da dire, comunque, che l’iscrizione di Bollorè dopo la denuncia di Fininvest, era quasi cosa dovuta, per il proseguio delle indagini.Che tutto sia stato pianificato era anche l’accusa contenuta nell’esposto che i legali del Biscione avevano presentato negli scorsi mesi in procura chiedendo, appunto, l’intervento dei Pm sulla faccenda.

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