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Italia in ginocchio. Il maltempo costa caro al Bel Paese

Danni da maltempo per 400 milioni di euro nelle campagne italiane. A Chieti servono 0 milioni di euro, per affrontare, nell’immediato, i lavori di manutenzione straordinaria. Commercio in ginocchio, schizzano i prezzi di frutta e pesce

 

Prima la neve, come non accadeva da decenni, ora la pioggia abbondante su Sicilia e Calabria. Il maltempo costa caro all’Italia: il prezzo più alto, quelle delle vite umane (6 vittime accertate per la slavina che ha colpito l’hotel Rigopiano, in Abruzzo, e un morto nel Palermitano). E mentre i Vigili del Fuoco continuano a scavare per trovare gli altri dispersi a Farindola, c’è chi in Abruzzo (ben settemila famiglie) fa ancora i conti con la mancanza di elettricità e con la mancanza di erogazione dell’acqua, a causa della rottura di una conduttura. Mentre in Calabria e Sicilia, i cittadini devono affrontare l’emergenza delle bombe d’acqua.

Il maltempo ha messo in ginocchio l’Italia, anche economicamente. Difficile ora fare una stima dei danni, sono tanti, troppi. E si vanno a sommare ai danni causati dalle scosse di terremoto infinite. Per avere un’idea: solo a Chieti, secondo la giunta Comunale, servono ben 10 milioni di euro, per affrontare, nell’immediato, i lavori di manutenzione straordinaria.

Campagne: danni per 400 milioni di euro

Una stima ben più pesante, invece, arriva da Coldiretti ed è riferita alle campagne italiane. “E’ salito a 400 milioni il conto dei danni causati nelle campagne italiane dall’ondata di maltempo che ha portato neve, gelo e vento, con l’ultimo allarme che viene dalla Sardegna dove potrebbero essere centinaia gli animali morti, soprattutto mucche, intrappolate nella neve, mentre il bilancio e’ drammatico nelle zone delle terremoto dove sono addirittura iniziate le evacuazioni degli animali sopravvissuti dalle stalle crollate per le nuove scosse ed il peso della neve”, scrive Coldiretti. Le nevicate abbondanti hanno “distrutto interi raccolti di ortaggi invernali nelle regioni del centro sud e provocato danni alle serre e alle piante da frutta come agrumi e viti crollate sotto il peso della neve ma anche strage di animali, crollo del 50% della produzione di latte nelle mucche e pecore stressate dal freddo e perdite commerciali per le difficoltà di consegna del latte e degli altri prodotti”. Nelle aree colpite dal terremoto di Lazio Umbria, Marche e Abruzzo sono sepolte dalla neve 3mila aziende agricole e stalle.

E le campagne sono solo una parte. Il maltempo ha danneggiato anche infrastrutture, strade e palazzi pubblici e privati. Il conto che che ci presenta questa ondata di gelo sarà davvero alto.

Commercio in ginocchio

maltempoAl netto dei danni, le conseguenza del maltempo si notano anche nel settore commercio. La stagione invernale era iniziata male per vendite e i saldi davano la speranza di una ripresa. Le abbondanti nevicate, però, hanno bloccato i cittadini di diverse regioni d’Italia, costringendo alcuni commercianti a rimanere chiusi.

Prezzi di verdura e pesce alle stelle

I danni del maltempo, come è facile immaginare, si vedranno anche sui prezzi di frutta, verdura e pesce, che dal campo (o dal mare) alla tavola aumenteranno del 200%, con effetti che “rischiano di protrarsi nel tempo per i danni strutturali causati alle piante da frutto a causa del peso della neve”.

Federcoopesca-Confcooperative sostengono che i prodotti ittici hanno registrato un aumento del prezzo fino al 30%, rispetto alla media del periodo.

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