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Golden Power: nuovi provvedimenti del Governo sul controllo della Rete Tim

di

Amos_Genish tim
Amos Genish, Ad Tim

Il Governo esercita nuovi poteri speciali su Tim e dedice di monitorare investimenti e sviluppo della rete

 

 

I piani di sviluppo e di investimento della rete di Tim saranno monitorati da Palazzo Chigi. Questo è il risultato dell’esercizio di nuovi poteri speciali da parte dell’Esecutivo sull’azienda di telecomunicazione italiana, ritenuta strategica per l’economia e per il funzionamento dell’infrastruttura della penisola.

timL’arrivo dei francesi di Vivendi alla guida di Tim, infatti, non è gradito al Governo: la società d’Oltralpe (azienda media) ha una mission diversa da quella che appartiene originariamente a Telecom Italia. La paura di Palazzo Chigi, dunque, è che Vivendi possa modificare le scelte organizzative e strategiche della società italiana per il funzionamento e la sicurezza delle reti.

E così, appellandosi alla “difesa e sicurezza nazionale”, l’Esecutivo ha deciso che i piani di sviluppo e di investimento di Telecom saranno sotto la sorveglianza del Governo. Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, varato ieri, impone all’ex incumbent “di adottare adeguati piani di sviluppo, investimento e manutenzione sulle reti e sugli impianti” con l’obiettivo di “assicurarne il funzionamento e l’integrità, a garantire la continuità della fornitura del servizio universale e di soddisfare i bisogni e le necessità di interesse generale nel medio e lungo termine”, anche considerando l’evoluzione tecnologica e gli standard utilizzati oltreconfine nelle reti europee.

“I cambiamenti intervenuti nella governance di Tim hanno determinato il controllo e la disponibilità in capo a Vivendi, anche alla luce dell’entità della partecipazione detenuta, degli attivi strategici di Tim” spiega il Decreto. Questo “potrebbe, in ragione della differente mission industriale di Vivendi S.A. (orientata soprattutto ai contenuti, ndr), determinare mutamenti nelle scelte organizzative e strategiche di Tim, rilevanti per il funzionamento e la sicurezza delle reti, con conseguente minaccia di grave pregiudizio degli interessi pubblici”.

In capo a Tim, dunque, secondo quanto deciso anche dal gruppo di coordinamento, che affianca Palazzo Chigi nell’esercizio del golden power, resta l’obbligo di attuare “adeguate misure di natura tecnica e organizzativa di gestione dei rischi”.

E allora, anche Tim, come Vivendì, è tenuta ad informare il governo di qualsiasi cambiamento che intervenga sugli attivi strategici. Tim dovrà comunicare preventivamente, ovviamente, al comitato di monitoraggio “qualsiasi variazione e riorganizzazione degli assetti societari di Tim e delle controllate” (dirette e indirette), e “qualsiasi piano di cessione e alienazione degli attivi strategici o delibere del cda”.

Entro sei mesi, Tim dovrà inviare, una relazione su tutti gli adempimenti dell’azienda e sui progetti futuri, con particolare rifetimento alle attività della rete. La relazione avrà cadenza annuale.

Sembra sfuumare, quindi, l’ipotesi di una separazione della Rete, tanto propagandata dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Proprio dop l’incontro tra Carlo Calenda e l’ad Amos Genish e dopo il dietrofront di Vivendi rispetto all’ipotesi di ricorrere contro il primo golden power, i rapporti tra i francesi e l’Esecutivo sembrerebbero migliorati.

Telecom tim“TIM prende atto che si tratta di misure relative ai piani di sviluppo, investimento e manutenzione sulle proprie reti e impianti al fine di preservarne funzionalità e integrità, nonché all’obbligo di notificare ogni azione societaria che possa avere un impatto sulla loro sicurezza, disponibilità e funzionamento. TIM comunicherà con cadenza annuale l’adempimento delle prescrizioni”, ha fatto sapere Tim in una nota. “Le misure adottate si pongono in linea con la strategia di TIM e rispetto ad esse la società manifesta la propria condivisione ed il proprio impegno, a conferma della volontà di continuare ad avere un dialogo franco e costruttivo con il Governo e le Autorità di settore che permetta di coniugare gli interessi del Paese con quelli della libera attività d’impresa”.

Ricordiamo che già il 16 ottobre scorso, il Governo ha esercitato dei poteri speciali su Tim eVivendi. Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri costringe Tim e le società da questa controllate ad un controllo e monitoraggio costante da parte di Palazzo Chigi: un componente gradito all’esecutivo dovrebbe sedere nel board delle tre società e Tim avrebbe l’obbligo di costituzione di un Comitato di Sicurezza guidato da un funzionario del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, che dovrà dettagliare azioni e stato delle cose ad un Comitato di Monitoraggio costituito da Palazzo Chigi. Poi, in caso Vivendi decidesse di uscire dall’azienda di Tlc, dovrebbe vendere la partecipazione solo a qualcuno gradito al Governo.

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