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Un misterioso ammasso marino sta tenendo in ostaggio 800 persone su una nave

Ammasso Marino Nave

Al largo dell’Australia c’è una nave da crociera con 800 persone bloccate a bordo. Dal 26 dicembre, giorno della partenza, la Viking Orion di Fincantieri non ha mai potuto attraccare in nessuno dei porti previsti dall’itinerario a causa di un “accumulo marino potenzialmente dannoso”. Tutti i dettagli

 

Pensavano di partire in vacanza e invece circa 800 persone sono attualmente bloccate da otto giorni su una nave al largo dell’Australia meridionale, a cui viene negato il permesso di attraccare. Nessun porto vuole far sbarcare i passeggeri perché, a quanto si apprende da diversi media, la Viking Orion è stata attaccata da un ammasso marino “potenzialmente dannoso”.

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PERCHÉ NON POSSONO SBARCARE

Un “accumulo marino potenzialmente dannoso”, inizialmente identificato come un fungo, sta tenendo in ostaggio centinaia di passeggeri a bordo della Viking Orion, una nave da crociera realizzata dallo stabilimento Fincantieri di Ancona per la società armatrice Viking Ocean Cruises.

Secondo quanto riferito dalla Bbc, alla nave non è stato dato il permesso di attraccare ad Adelaide dopo che le autorità hanno scoperto un biofoul. Autorizzazione non concessa nemmeno dai porti di Christchurch, Dunedin e Hobart.

Il Guardian aggiunge che, secondo il sito web di monitoraggio delle navi VesselFinder.com, la Viking Orion non ha mai attraccato in un porto da quando è salpata da Wellington, in Nuova Zelanda, il giorno di Santo Stefano.

COS’È UN BIOFOUL

Il biofouling, o incrostazione biologica, si legge su Science Direct e Sofar, è un accumulo di microrganismi (piante, alghe o piccoli animali) su superfici artificiali che si trovano in acqua e con una funzione meccanica (scafi, piattaforme galleggianti, condotti di raffreddamento di centrali elettriche).

QUALI SONO I RISCHI

Tale accumulo oltre a causare carenze strutturali ha anche un forte impatto economico e ambientale. Secondo gli esperti, il rischio è che i microrganismi vengano trasportati in acque dove solitamente non sono presenti, con possibili conseguenze negative per la salute dell’ambiente acquatico, degli animali marini e anche degli esseri umani. Per questo, lo scafo della nave dovrà essere pulito prima di attraccare in un porto.

COSA SUCCEDE ORA

Il Dipartimento di pesca australiano, scrive Bbc, ha dichiarato che la gestione del biofoul è una “pratica comune per tutte le navi internazionali in arrivo” e che la nave doveva essere pulita per evitare che “organismi marini dannosi” venissero trasportati nelle acque australiane.

Le autorità hanno inoltre riferito che “sommozzatori professionisti sono stati ingaggiati direttamente dalla compagnia di navigazione per pulire lo scafo mentre era all’ancora fuori dalle acque australiane”.

PASSEGGERI DISPERATI

Intanto rabbia e frustrazione si stanno diffondendo come un’epidemia tra i passeggeri. Le testimonianze raccolte dalla Bbc e dal Guardian parlano di “viaggio infernale” e lacrime da parte di chi dice di aver risparmiato per due anni per fare il viaggio.

LA RISPOSTA DI VIKING

Secondo quanto riportato dalla Bbc, l’operatore Viking ha dichiarato che una “quantità limitata di normale accumulo marino” è stata rimossa dallo scafo ma che proprio questo ha fatto sì che la nave dovesse “saltare diverse fermate dell’itinerario”.

Tuttavia, biofoul permettendo, entro oggi il viaggio dovrebbe riprendere regolarmente e Viking ha fatto sapere che “sta lavorando direttamente con gli ospiti per compensare l’impatto del loro viaggio”. Venerdì scorso, il capitano della nave, scusandosi per il disservizio, ha affermato che un membro del team di Viking addetto alle relazioni con i clienti avrebbe presentato “un’offerta di risarcimento adeguata” nei prossimi giorni.

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