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TJ Innova, tutti i segreti dell’azienda cinese che punta sull’Italia per le batterie elettriche grazie a finanziamenti di Invitalia (Mef)

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Il progetto cinese di TJ Innova per costruire batterie ed auto elettriche in Italia. Numeri, investimenti e scenari 


Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Il mercato cinese, per l’automotive italiano e per Fca in particolare, è sempre stato un miraggio. Fiat ha sempre puntato a Pechino, ma non ha mai realmente conquistato il mercato asiatico. Ed ora una casa auto cinese ,la TJ Innova Engineering & Technology, ha grandi piani per l’Italia. Nel campo dell’auto (elettrica) in particolare.

Grazie a finanziamenti che potrebbero arrivare anche da Invitalia (controllata al 100% dal ministero dell’Economia), la società cinese intende dar vita ad un impianto per la realizzazione di vetture a batteria da 300 milioni di euro. Andiamo per gradi.

CHI È TJ INNOVA ENGINEERING & TECHNOLOGY CO.

Fondata nel 1999 da Tong Jian e Leiled Tji, la TJ Innova Engineering & Technology è una società privata che sviluppa, produce e distribuisce ricambi auto (trasmissioni, motori, telai, apparecchiature per sistemi di sospensioni e altri prodotti) e progetta e crea veicoli.

La società è la più grande azienda di sviluppo di prodotti auto professionali in Cina ed impiega oltre 1500 dipendenti.

I MERCATI DI TJI

Ad oggi i mercati in cui  TJ Innova Engineering & Technology è presente sono: Nord e Sud America, Europa orientale, Sud-est asiatico, Africa, Oceania, Medio Oriente e Asia orientale. L’azienda è anche alla conquista dei mercati dell’Europa occidentale, dominati ancora dalle creazioni locali.

ISPIRATA ALLA FERRARI

TJI è stata la prima azienda cinese a utilizzare moderni strumenti digitali come il CAD 3. La concept car più famosa di TJI è la TJ Innova Lightning, una sports-car che è stata mostrata nella sua prima generazione al Shanghai Auto Show 2005 ed è chiaramente ispirata all’italianissimo modello Ferrari.

TJI GUARDA ALL’ITALIA

A scuotere il mercato, però, potrebbero essere i nuovi progetti della casa automobilistica di Shangai. Come racconta il Sole24Ore, infatti, l’azienda cinese avrebbe intenzione di realizzare in Europa uno stabilimento per la produzione di batterie e veicoli elettrici. E l’Italia sembra essere il luogo preferito dalla casa auto.

“Abbiamo firmato una lettera di intenti per uno studio di fattibilità. Ad oggi non c’è una decisione definitiva, ma senz’altro molto interesse”, ha affermato Gianpaolo Varchetta, presidente del Laboratorio pubblico privato Marea, partecipato dalla università Federico II, che nell’assistere TJI è supportato da Arkadiusz.

IL PROGETTO ITALIANO

Il progetto c’è già. Ed i numeri sono importanti: 300 milioni da investire nella costruzione di una fabbrica da 300 mila metri quadrati (100mila coperti) e oltre 300 nuovi posti di lavoro a partire dal 2021, quando l’impianto dovrebbe aver avviato la produzione a pieno regime.

DELEGAZIONE IN VISITA

Per cercare la zona migliore dove far sorgere il mega impianto per le auto elettriche che una delegazione di TJ Innova Engineering & Technology, dal 9 all’11 settembre è stata in Italia.

LE AREE PAPABILI

Nella tre giorni italiana, gli esperti cinesi hanno visitato le aree industriali di Torino e di Modena, luoghi dove sono nate le bandiere dell’automotive italiano, da Fiat a Ferrari. La delegazione, sempre in base ai racconti del Sole24Ore, ha anche visitato l’area industriale di Ponte Valentino a Benevento.

BENEVENTO CI CREDE

L’accoglienza, soprattutto a Benevento, è stata di quelle in pompa magna. C’erano il sindaco, Clemente Mastella, il presidente della locale Confindustria, Filippo Liverini, l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello, il presidente del Consorzio Asi di Benevento Luigi Barone, il ceo di Sapa Group, Antonio Affinita.

“Si prospetta una grande opportunità per il territorio. Abbiamo proposto un’area geografica che si colloca al centro del triangolo industriale automobilistico di Fca di Melfi, Pomigliano, Cassino”, ha commentato l’assessore Liverini, aggiungendo che “TJI ha trovato in Campania un polo dell’automotive e fornitori interessanti. Vuole produrre in Italia poiché punta a questo mercato”.

INVITALIA SUPPORTA IL PROGRAMMA CINESE?

E ad avere un ruolo centrale nei futuri progetti cinesi sul nostro territorio, potrebbe essere Invitalia, società per azioni italiana partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia, che lavora nell’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

La delegazione cinese, infatti, è stata anche a Roma, per scoprire tutte le agevolazioni finanziarie previste dall’Italia per nuovi investimenti. L’agenzia potrebbe firmare un contratto di sviluppo, ma per legge l’investimento dovrà essere di 100 milioni al massimo. L’ostacolo dei 300 milioni di investimenti totali potrebbe essere superato da un contratto di sviluppo iniziale da 100 milioni per realizzare lo stabilimento industriale e far partire le prime linee produttive nel primo triennio.

LE PROSSIME DATE

Due le date importanti a cui dobbiamo guardare per sapere se questo mega investimento verrà realizzato in Italia: il 25 settembre, data in cui Giampaolo Varchetta andrà a Shangai per un confronto, e i primi giorni di ottobre, in cui TJI prenderà la decisione.

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