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Terzo Valico: quali sono le richieste dei pm

Terzo Valico

Il 30 giugno i pubblici ministeri hanno chiesto la condanna per 27 imputati del processo per presunte tangenti nella realizzazione del Terzo Valico realizzato da Cociv, consorzio formato in origine da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ. I dettagli e le parole della difesa di Salini (Webuild)

 

Processo Terzo Valico, arrivano le richieste di condanna da parte dei Pm.

Il 30 giugno i pubblici ministeri Paola Calleri e Francesco Cardona Albini hanno chiesto la condanna per 27 imputati del processo per le presunte tangenti per la realizzazione del Terzo Valico, il raddoppio ferroviario tra la Liguria e Milano, riporta l’Ansa. Per l’accusa molte gare sarebbero state truccate “costantemente”.

“L’indagine della Finanza ruota attorno al Cociv, il consorzio di imprese scelto dallo Stato come general contractor per la costruzione della ferrovia. E in origine formato da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ. Privati chiamati a gestire un fiume di denaro pubblico, smistando gli appalti”, segnala il Secolo XIX.

“Appalti pilotati per favorire imprese considerate amiche, in alcuni casi con scambi di mazzette registrati dalla Guardia di finanza”, rimarca il quotidiano.

Come ricorda Repubblica, “gli arresti scattarono nell’autunno 2016, ma i fatti risalgono al 2013 e al 2014”. Tra gli imputati anche Pietro Salini, ad di WeBuild (ex Salini-Impregilo). Per l’imprenditore chiesti tre anni e cinque mesi di reclusione con la sola accusa di turbativa d’asta (come per altri 23). Ad altri 3 imputati si contesta anche la corruzione.

Tutti i dettagli.

IL TERZO VALICO

Il Terzo Valico dei Giovi è una nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità in costruzione fra Genova e Tortona. Come spiega il sito web dedicato all’opera, “quando entrerà in funzione consentirà sia di potenziare i collegamenti merci tra la Liguria, il Nord Italia e l’Europa, sia di rendere più veloci i collegamenti passeggeri fra Genova, Torino e Milano”.

L’opera, il cui committente è RFI, società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è realizzata in sei lotti costruttivi non funzionali tutti interamente finanziati ed in corso di realizzazione.

IL VALORE DELL’OPERA

Rientra nei finanziamenti del Pnrr e il valore è di circa 7 miliardi di euro.

AL CENTRO IL CONSORZIO COCIV

A costruire il Terzo Valico è Cociv, General Contractor incaricato da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, della progettazione e realizzazione della linea.

E l’indagine ruota proprio intorno al Cociv, consorzio formato in origine da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ.

LE RICHIESTE DELL’ACCUSA PER 27 IMPUTATI

I pm hanno chiesto 4 anni e 10 mesi per Giandomenico Monorchio (turbativa d’asta e corruzione), imprenditore e figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea (quest’ultimo inquisito per turbativa d’asta, avrebbe fatto da sponsor al figlio) per cui sono stati chiesti un anno e 6 mesi; un anno e 7 mesi per Ettore Incalza (turbativa d’asta), storico ‘grand commis’ delle maxi-opere, che si sarebbe speso per Monorchio. Tra gli altri imprenditori figurano Stefano Perotti (chiesti 4 anni e sei mesi) e Duccio Astaldi (due anni e tre mesi).
Nel mirino della procura era finito il sistema con cui venivano smistati gli appalti da parte del general contractor individuato dallo Stato per la realizzazione dell’opera (53 km di cui 37 sotterranei, valore superiore ai 6 miliardi).

LA CONDANNA RICHIESTA DAI PM PER PIETRO SALINI

Tra le richieste di condanna anche quella a tre anni e cinque mesi di reclusione, per turbativa d’asta, per Pietro Salini, l’ad di WeBuild.

LE CONTESTAZIONI DELLA PROCURA A SALINI

Contestata dalla Procura a Salini in particolare una telefonata con l’ex presidente Cociv Michele Longo (chiesti 5 anni), riporta l’Ansa. Il primo chiedeva di escludere il cugino Claudio, che aveva lasciato nel 2005 l’azienda di famiglia per crearne una autonoma ed è poi morto in un incidente stradale, e il secondo lo rassicurava. Salini ha rimarcato che “in tutte le conversazioni contestate si fa riferimento ad appalti ormai non modificabili: ci sarà modo di dimostrare la buona fede durante il processo”.

LA POSIZIONE DELLA DIFESA

Pronta la replica della difesa di Pietro Salini.

“Ci aspettavamo questa richiesta, rispecchia il modo con cui la Procura ha affrontato il processo, rimanendo ostinatamente ancorata sulle sue tesi e sul suo pregiudizio. Il Pubblico Ministero ha ignorato le risultanze delle prove emerse nel dibattimento e tutte le testimonianze che hanno prodotto risultati di segno contrario alle tesi dell’accusa. Ha affermato, in sostanza, il principio dell’inutilità del processo, venendo meno al principio di obiettività”, si legge in una nota di Grazia Volo, legale di Pietro Salini, l’ad di WeBuild.

“Il processo non si conclude oggi e la difesa confida che il Tribunale applicherà rigorosamente la legge e, quindi, valuterà, senza indulgere in suggestioni e congetture, oltre che la ripetitiva requisitoria del P.M., anche i solidi argomenti portati dalla difesa nel corso della lunga e articolata istruttoria dibattimentale”, ha concluso il legale.

PRESCRIZIONE VICINA

Infine, dei 27 imputati, Repubblica ricorda che per “24 la contestazione è turbativa d’asta e dunque la prescrizione è vicina”.

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