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Tutto su Tankoa, l’azienda genovese di mega yacht (come quello appena comprato da Carlo De Benedetti)

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Conto economico (in rosso), soci e amministratori dell’azienda genovese Tankoa da cui Carlo De Benedetti ha comprato – secondo Dagospia – uno yacht da 72 metri dal valore di circa 63 milioni di euro

 

Secondo Dagospia Carlo De Benedetti, 86 anni, ha appena acquistato uno yacht da 72 metri al cantiere Tankoa di Genova dal valore di circa 63 milioni di euro. Si tratta di una azienda sicuramente poco conosciuta al grande pubblico, ma molto nota ai paperoni di tutto il mondo dato che, assieme a poche altre eccellenze della nautica italiana, come Benetti Yachts, sforna navi da sogno per pochi eletti.

COSA FA TANKOA

E proprio da Benetti Yachts (di cui è stato nocchiero per un quarto di secolo) arriva l’attuale amministratore delegato, Vincenzo Poerio salito a bordo della rivale Tankoa Yachts a inizio 2020 affiancando l’attuale amministratore Euro Contenti. Un arrembaggio nel pieno del maremoto della pandemia, che però non dovrebbe riguardare chi fa super yacht per i ricchissimi. “La produzione si è un po’ frenata e chiudiamo in perdita, seppure di poco, un milione e qualcosa, ma contrariamente alle cose che sento dire, penso che anche quando si va male bisogna investire per andare bene”, ha recentemente commentato Poerio.

L’ESPANSIONE VERSO PISA

E infatti nei piani di Tankoa c’è quello di espandersi: Genova sta stretta, nel vero senso della parola dato che non permette geograficamente di allargare i cantieri, quindi si guarda all’acquisizione dei Cantieri di Pisa. “L’obiettivo è far crescere Tankoa, costruendo qualche unità a Pisa, visto che a Genova c’è posto solo per realizzarne due alla volta, e far ripartire il marchio Cantieri di Pisa, che è un bel marchio, ritirarlo su come avevo fatto per Benetti quando lavoravo per Vitelli in Azimut Benetti”, ha spiegato l’ad Tankoa Yachts.

COSA VORREBBE FARE TANKOA CON I PISANI

I due marchi resterebbero separati e si allargherebbe la gamma dell’offerta nei maxiyacht: Tankoa realizzerebbe barche sopra i 45 metri e Cantieri di Pisa fra i 30 e i 45 metri. “A Genova abbiamo un cantiere piccolo, bene organizzato, ma stretto fra Fincantieri e alcuni riparatori di piccole barche. Per crescere abbiamo iniziato a guardare all’area del distretto toscano e ho trovato Cantieri di Pisa”, ha spiegato sempre Poerio. Tankoa ha messo sul piatto 15 milioni di investimento, fra acquisizione, ristrutturazione del cantiere, prodotto e processi.

ADDIO A GENOVA?

“L’obiettivo – rassicurano dall’azienda – non è spostare Tankoa. Ma se fra 5 anni ci renderemo conto che per ottimizzare sarà meglio trasferire tutto a Pisa lo faremo. A meno che non arrivino risposte per crescere qui: se potessimo accordarci con Fincantieri per uno spazio di 7 mila metri quadri basterebbe. Potremmo ampliarci dove abbiamo strutturato la nostra azienda e sviluppare a Pisa l’altro marchio: due aree distinte e due brand non in sovrapposizione ma complementari”. Genova rischia insomma di perdere una eccellenza della nautica a favore dello storico avversario pisano.

CHI C’È IN TANKOA

Attualmente, Eva Luna Wally Orsi è il presidente del CdA, mentre come si diceva Vincenzo Poerio ha affiancato lo spezzino Euro Contenti nel ruolo di Ceo. Chiude la rassegna degli amministratori il consigliere Alfredo Delli. Quanto alla composizione societaria, socio di maggioranza è la lussemburghese Rivas International, seguita da Iniziative Toscane Finarno. Con distacco Contenti Euro, Eduardo Ratto e Orsi Immobiliare. Quanto al conto economico, a fronte di ricavi che superano i 19 milioni di euro, nel 2019 i costi hanno raggiunto i 20,6 milioni, con una perdita dunque attorno agli 1,3 milioni, comunque in calo sull’anno passato quando superava i 2,7 milioni di euro (il 2017 si era invece concluso con utili per 156mila euro).

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