Mobilità

Stellantis, tutte le sfide in Italia di Alfa Romeo, Maserati e Fiat

di

Alfa Romeo

Il punto su Stellantis nell’intervento di Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, e di Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl

 

Nella giornata del 16 gennaio, con la fusione di Fca e Psa nasce Stellantis, già dalla prossima settimana le azioni ordinarie di Stellantis inizieranno a essere negoziate sui mercati  azionari di Parigi, di Milano e Wall Street.

Per la Fim-Cisl il gruppo Stellantis deve rappresentare una grossa opportunità per gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura, soprattutto per la messa in sicurezza dell’occupazione.

Nel settore dell’automotive servono grandi risorse finanziarie, di capitali e tecnologiche per far fronte ai cambiamenti in corso sulla mobilità e sul cambio delle motorizzazioni.

Stellantis da oggi è il quarto costruttore al mondo, ha a disposizione ingenti capitali che unitamente alle sinergie che si realizzeranno con la fusione, stimate dai vertici aziendali in 5 miliardi, devono essere messe a disposizione per mettere in sicurezza il patrimonio più importante costituito dagli oltre 400.000 lavoratrici e lavoratori del Gruppo.

Per questo motivo come sindacato italiano riteniamo necessario in tempi brevi un incontro con il nuovo amministratore delegato Carlos Tavares. Pensiamo che il gruppo si debba caratterizzare in un’attenzione verso le lavoratrici e i lavoratori del gruppo e alle loro rappresentanze sindacali e la prima base di partenza è conoscersi ed iniziare a confrontarsi in maniera costruttiva.

Come Fim-Cisl presidieremo con determinazione le scelte e i piani industriali futuri di Stellantis per evitare contraccolpi su stabilimenti, ruolo ricerca ed enti centrali e occupazione.

Completati gli investimenti previsti dal piano Fca 2019-2021, il confronto con il nuovo gruppo Stellantis partirà dai nuovi piani industriali.

Per noi sarà importante il ruolo che verrà assegnato all’Italia nei vari ambiti a partire dalla ricerca, al rilancio e al lancio di nuovi prodotti con i marchi italiani come AlfaRomeo, Maserati, Fiat e 500, sviluppare ulteriormente le produzioni Jeep, rafforzare il processo di elettrificazione iniziato con il lancio della 500 Bev e le versioni ibride di Renegade e Compass, rafforzare la presenza nei veicoli commerciali di Sevel.

La Fim-Cisl è pronta ad affrontare con buone e positive relazioni sindacali anche sfide impegnative con il nuovo gruppo Stellantis, quando queste hanno come obiettivo investimenti, prospettive positive per stabilimenti e occupazione.

Siamo invece indisponibili e contrari quando questi obiettivi non vengono garantiti e vengono messi in discussione gli interessi delle lavoratrici e lavoratori. Per questo Stellantis dovrà investire molto sulla partecipazione dei lavoratori, intensificare in chiave partecipativa le relazione sindacali.

È questo che abbiamo fatto come Fim-Cisl con gli accordi sindacali sottoscritti in Fca, che hanno consentito il salvataggio e il rilancio di due importanti realtà come FIAT e Chrysler. Nel nuovo gruppo non dovranno prevalere i “nazionalismi”, ma dovranno essere valorizzate le capacità e le competenze che i diversi paesi portano nella nuova Stellantis.

Dal governo italiano ci aspettiamo un ruolo positivo e attivo per il rafforzamento della presenza del settore dell’auto e di Stellantis nel nostro Paese, attraverso un indirizzo di attenzione delle risorse del Recovery Plan, la costruzione di uno stretto rapporto collaborativo con i amministratori, la proprietà e con i governi degli altri paesi con una radicata presenza di Stellantis.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati