Mobilità

Perché le nozze Volkswagen-Ford devono impensierire Fca

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L’articolo di Luciano Mondellini, giornalista di MF/Milano Finanza, sull’intesa industriale tra Volkswagen e Ford che lascia Fca più sola

L’intesa industriale tra Volkswagen e Ford (al momento non sono previsti scambi azionari) che è stata annunciata dal ceo di Wolsfburg Herbert Diess ha riaperto all’improvviso i giochi sul tavolo delle alleanze internazionali tra le case automobilistiche. Con il risultato immediato che per Fca esiste un numero inferiore di opzioni disponibili per il proprio futuro.

CHE COSA HANNO FATTO I VERTICI DI VOLKSWAGEN, BMW E DAIMLER

I vertici delle tre grandi case tedesche (Volkswagen, Bmw e Daimler) sono stati ricevuti dal presidente americano Donald Trump a Washington. Un summit volto a evitare una possibile crisi e l’introduzione di dazi sulle auto prodotte in Europa e uscendo dalla Casa Bianca Diess ha sorpreso tutti spiegando che «Volkswagen è in negoziati avanzati con la Ford per costruire davvero una alleanza automobilistica globale, che rafforzerà anche l’industria automobilistica americana».

ECCO I PIANI DI VOLKSWAGEN E BMW

Diess ha inoltre aggiunto che la società potrebbe usare le capacità produttive della Ford in America e che sta considerando di realizzare un secondo impianto negli Stati Uniti e che gli eventuali investimenti saranno annunciati in gennaio o febbraio. Si tratta, come si diceva, di una intesa che non prevede al momento scambi di partecipazioni azionarie tra la casa di Wolfsburg. E ha quindi carattere prettamente industriale.

COME CRESCE L’ASSE TRA LE DUE CASE

Ciò detto, però, queste trattative segnalano che si sta creando un asse forte tra il gruppo tedesco e quello statunitense all’interno dello scacchiere mondiale dell’automobile. Con il risultato che per il Lingotto vengono meno due possibili partner in caso di nozze. In più di un’occasione infatti il nome di Volkswagen era emerso come possibile marito di Fca sul tavolo del risiko del settore. E sebbene quello di Ford non sia mai stato tra i nomi più gettonati per una possibile aggregazione con il Lingotto, è altrettanto vero che John Elkann e i membri della famiglia Ford più volte hanno parlato di una possibile combinazione tra le loro aziende.

I PIANI DI FCA

In questo contesto Fca, come più volte ribadito dal ceo Mike Manley, continuerà nel suo sforzo per raggiungere gli obiettivi del piano industriale al 2022. Una strada che il Lingotto, secondo il suo top management, è in grado di percorrere da solo. Ciò detto qualora le pressioni competitive presenti sul settore dovessero spingere la casa italo-statunitense a cercare un partner, è evidente che ora sarebbero di meno i partner disponibili.

Tra i papabili resta soprattutto quella General Motors con cui l’ex ceo Sergio Marchionne tentò inutilmente di andare nozze. Mentre in Asia ci sono sempre i coreani di Hyundai-Kia e in Europa non resta ormai che la sola Psa (Peugeot Citroen) che però deve ancora digerire in termini operativi l’acquisizione di Opel di recente concretizzata.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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