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Perché Enel X, Nissan e Volkswagen tramite Motus-e criticano il governo sulla mobilità elettrica

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Che cosa sostiene Motus-E, l’associazione costituita da operatori industriali e mondo accademico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia

La manovra finanziaria arrivata in Parlamento ha disatteso gli annunci degli scorsi mesi. Alla prova dei fatti, il disegno di legge sul bilancio è carente sia per quanto riguarda il tema delle infrastrutture di ricarica, sia per il tema incentivi auto. In questo modo, lo svecchiamento del parco trasporti circolante in Italia resta un miraggio e la riduzione delle emissioni inquinanti un obiettivo difficilmente raggiungibile.

ECCO LE CRITICHE DI MOTUS-E

Sono le critiche messe nero su bianco da Motus-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia. Dell’associazione fanno parte come soci sostenitori, tra gli altri, Enel X, Nissan e Volkswagen.

CHE COSA SI PREVEDEVA NEL CONTRATTO DI PROGRAMMA

Il “Contratto per il Governo del Cambiamento” sembrava aprire uno spiraglio di speranza, secondo l’associazione. Il programma sui trasporti suonava ambizioso: “Avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti […]”.

I RILIEVI DELL’ASSOCIAZIONE

Inoltre, scrive l’associazione presieduta da Francesco Venturini di Enel X, le successive dichiarazioni del ministro Di Maio sul “milione di auto elettriche entro il 2022”, riprese da Bloomberg, autorizzavano fiducia nel cambiamento dichiarato e legittimavano la speranza nello sviluppo capillare di una rete di infrastrutture per la ricarica.

LE SORPRESE DELLA FINANZIARIA

Invece, critica Motus-E, la recente presentazione della Finanziaria, invece, ha sorpreso per la mancanza di qualunque riferimento alla mobilità elettrica: “Questo mentre – nei giorni immediatamente successivi l’arrivo in Parlamento del documento – altri importanti esponenti del governo come il ministro dell’Ambiente Costa e il sottosegretario Dell’Orco hanno nuovamente parlato in maniera esplicita di “risorse economiche e incentivi per il cambio dell’auto” e di sostenere un “percorso di incentivazione bonus malus offrendo la possibilità di far pagare meno a chi inquina meno””.

IL CATALOGO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Nel 2016 – ricorda l’associazione – il Ministero dell’Ambiente ha stilato un “Catalogo” dei sussidi ambientalmente favorevoli e di quelli dannosi. Il Catalogo, in particolare, individua 57 forme di sussidio dannoso per l’ambiente che costano allo Stato ogni anno 16,2 miliardi di euro. Motus-E ha mappato il lungo elenco contenuto in questo documento: si va dagli sgravi sulle accise di molti combustibili, ai differenziali di tassazione tra benzina e gasolio, fino alle acque minerali, “che ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi finiscono in una bottiglia di plastica”.

IL COMMENTO FINALE DELL’ASSOCIAZIONE MOTUS-E

Ora – stimmatizza l’associazione – la legge Finanziaria è in discussione e gli emendamenti che dovrebbero, come nelle intenzioni del Governo, fungere da “volano” all’ecosistema della nuova mobilità, cadono ad uno ad uno.

Conclusione: “Molto rumore per nulla, insomma. Siamo ancora fermi e le proposte che in questi giorni si stanno affacciando sul tema sono le più disparate e difettano in concretezza”

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