Mobilità

Perché Anac tampona Atac

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REPUBBLICA ANAC ATAC

L’Anac (Autorità anticorruzione) ha chiesto ad Atac di accertare eventuali doli nella gara 2016 per l’affidamento della manutenzione della Metropolitana di Roma 

Atac nel mirino di Anac. L’Autorità Anticorruzione, dopo gli incidenti avvenuti nelle  stazioni Repubblica, Barberini e Spagna della linea A della metropolitana di Roma, per cause connesse allo stato di manutenzione degli impianti, ha inviato all’Atac una delibera per verificare la documentazione della gara per l’affidamento della manutenzione fatta da Atac nel 2016.

LA DELIBERA

L’Anac, presieduta da Marco Merloni, ha inviato una delibera ad Atac controllata dal Comune di Roma, sulla linea A e in particolare sulla chiusura delle stazioni di Repubblica, Barberini, Spagna, effettuata nel 2019. La delibera servirà a valutare eventuali profili penali ed erariali in occasione della chiusura e dei lavori ed è stata trasmessa anche alla procura e alla Corte dei Conti.

I RILIEVI

I rilievi di Anac fanno riferimento sia all’affidamento dei lavori di manutenzione delle scale mobili delle linee A, B-B1 e C della metropolitana di Roma, la cui documentazione risulterebbe non idonea “a selezionare soggetti in possesso di adeguata competenza ed esperienza”, sia alle vicende connesse alla successiva risoluzione del relativo contratto, sia alla fase di gestione, ancora emergenziale, nelle more del nuovo affidamento.

IL BANDO DI GARA

Nel 2016, l’Atac ha indetto una procedura aperta per l’affidamento del servizio triennale di manutenzione ordinaria, programmata ed a guasto, per la Metropolitana di Roma, per un importo a base di gara di euro 22.908.946,26, superiore alla soglia europea. Il prezzo non era il solo criterio di aggiudicazione: il punteggio finale era la risultanza di 40 punti massimi per l’offerta tecnica e 60 per l’offerta economica.

CHI HA PARTECIPATO AL BANDO

A partecipare al bando sono state: Kone S.p.a. (precedente affidataria del servizio, dal 2012); Schindler S.p.A.; RTI Consorzio Integra Società cooperativa (mandatario) e Moma Elevators s.r.l. (mandante); ATI Marrocco Elevators s.r.l. (mandatario), Ferrari 6C s.r.l. (mandante); Del Bo Società Consortile Stabile A.r.l.; RTI Del Vecchio s.r.l. (mandatario) e Grivan Group s.r.l. (mandante); Thyssenkrupp Elevator Italia S.p.a. (precedente affidataria di una parte del sevizio dal 2015).

CHI SI E’ AGGIUDICATA LA MANUTENZIONE

Aggiudicatario è stato il RTI Del Vecchio s.r.l. (mandatario) e Grivan Group s.r.l. (mandante) con un punteggio tecnico di 26,01 su 40 e un punteggio economico di 60 su 60, avendo presentato un ribasso dell’offerta vicino al 50%.

Del Vecchio s.r.l. è un’azienda di assistenza, installazione, costruzione, manutenzione, riparazione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti elevatori: ascensori, montacarichi, scale mobili, tapis roulant, piattaforme elevatrici, montascale, cancelli automatici. La società, dal 1976 al 1988, è stata concessionaria FIAM, installatrice e manutentrice di clienti di rilevanza nazionale (Circumvesuviana, Inps, Upim, La Rinascente, Standa, Ferrovie dello Stato, Università degli Studi di Napoli).

Grivan Group, che ha sede legale a Roma, è un’azienda specializzata nel settore della progettazione, costruzione e manutenzione di impianti meccanici.

SUBAPPALTO A SCHINDLER

Le due aziende avevano provveduto ad un subappalto di parte del lotto alla Schindler, società guidata da Thomas Oetterli, che opera nel campo degli ascensori e delle scale mobili dal 1874.

SCELTA SU BASI ERRATE

La ponderazione del punteggio del bando, però, spiega l’Autorità, non era “adeguatamente motivata in ordine alla prevalenza riconosciuta all’elemento prezzo”. L’unico criterio di capacità tecnico-economica costituito da un determinato fatturato nel settore di attività oggetto di gara, spiega l’Anac, è “carente”.

MANUTENZIONE CARENTE

E che qualcosa non andasse era evidente già l’anno successivo, il 2017, spiega la nota Anac, che facendo riferimento alla documentazione di Atac nota in quell’anno “l’incremento medio dell’indisponibilità degli impianti; degli intrappolamenti; del numero delle richieste di pronto intervento; tempi medi di pronto intervento superiori a quelli dichiarati in sede di offerta tecnica”.

La manutenzione garantita, era tale da essere ritenuta non “accettabile per garantire ordine tecnico e regolarità di servizio”.

LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

Atac, dopo i diversi incidenti che hanno portato alla chiusura di alcune stazioni metro, ha ritenuto necessario risolvere il contratto per “perdurante situazione di inefficienza e di mancato rispetto degli standard manutentivi” e per “incapacità dell’appaltatore di mettere in campo concrete ed efficaci azioni di miglioramento delle proprie performance e di recupero di efficienza dei livelli manutentivi”.

Di tutte queste scelte ora, però, Atac dovrà rendere conto ad Anac.

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