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Magna è ancora magna in Germania?

L'azienda Magna si rimangia la parola data a sindacati e alla politica locale chiudendo prima del previsto il proprio stabilimento a Dorfprozelten, in Baviera. Colpo basso per l'Ig Metall preso sui fronti ben più ampi dei piani lacrime e sangue delle principali Case tedesche. E secondo una indagine il 54% delle aziende dell'automotive presenti in Germania sta tagliando posti di lavoro

Alla fine lo stabilimento tedesco di Magna a Dorfprozelten, in Baviera, non ce l’ha fatta. In bilico da almeno tre anni, l’impianto situato nel distretto di Miltenberg che produce specchietti retrovisori esterni e interni per veicoli chiuderà dopo che sindacati e autorità locali avevano ricevuto la rassicurazione dal gruppo canadese che non sarebbe stato toccato almeno fino alla fine del 2028. La crisi in cui è sprofondata l’intera industria automobilistica occidentale, con particolare riferimento a quella di Berlino e dintorni, nell’ultimo periodo ha accelerato la ferale decisione, imponendo la chiusura anticipata.

MAGNA SI RIMANGIA LA PAROLA

La stampa tedesca sottolinea la beffa che la decisione di chiudere definitivamente i cancelli entro un anno, quindi per la metà del 2027, sia stata presa proprio nei giorni in cui ricorre l’anniversario dell’accordo che i politici del Land e il potente sindacato metalmeccanico Ig Metall erano riusciti, come raccontato in modo entusiastico dai rappresentanti dei lavoratori, a strappare anche in modo un po’ inaspettato alla dirigenza.

Un accordo comunque sofferto: in cambio infatti le controparti avevano dovuto ingoiare la sparizione di quasi la metà dei posti di lavoro, pari a 200 unità, ottenendo però la rassicurazione che per un lustro gli altri 250 (ma secondo gli ultimi dati gli effettivi sarebbero ormai scesi a 216 unità, dato che alcuni nel mentre hanno lasciato l’azienda di propria sponte) sarebbero rimasti indisturbati.

DIFFICILE UN NUOVO MIRACOLO DELL’IG METALL

Furente l’Ig Metall che in questi giorni sta chiamando a raccolta a ripetizione i metalmeccanici stipendiati dalle principali Case automobilistiche tedesche nel tentativo di contrastare il moltiplicarsi forsennato di piani draconiani per far fronte al recente crollo delle vendite registrato dai player del settore e vede ora aprirsi un nuovo fronte, l’ennesimo, proprio dove sperava di aver piazzato un cerotto.

Questa volta riunire le parti attorno a un tavolo potrebbe non servire perché la proprietà sembra decisa: né gli investimenti degli ultimi anni né il drastico piano di riduzione delle spese avallato in precedenza dall’Ig Metal hanno reso l’impianto economicamente sostenibile. La crisi dell’intero comparto e la perdita di nuove commesse hanno fatto il resto.

LA CRISI DELL’AUTOMOBILE TEDESCA S’ALLARGA

Come riporta la testata Industrie Magazin un’indagine condotta dall’Associazione tedesca dell’industria automobilistica (Vda) nel giugno 2026 dipinge un quadro altrettanto desolante a livello nazionale: il 54% dei fornitori e delle aziende automobilistiche di medie dimensioni intervistate sta tagliando posti di lavoro in Germania, mentre solo il 3% ne sta creando di nuovi. Due terzi delle aziende hanno inoltre indicato di aver posticipato, delocalizzato o annullato completamente gli investimenti previsti nel Paese. Una crisi che il mondo politico è chiamata a risolvere il prima possibile.

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