Mobilità

Lufthansa si cuccherà Alitalia? Fatti, ipotesi e scenari (opposti)

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Alitalia

Alitalia potrebbe finire nelle mani di Lufthansa, ma c’è chi spera che sia il vettore italiano a fare shopping all’estero (con l’aiuto dello Stato)

 

Nuvole e tempo incerto nel futuro di Alitalia. Con l’arrivo del governo Draghi, gli scenari sul futuro della compagnia aerea potrebbero cambiare. Ed in gioco potrebbe entrare la tedesca Lufthansa, che entrerebbe nel capitale del vettore italiano.

Qualcuno, però, spera in un intervento dello Stato affinché sia Alitalia ad acquisire altro. E c’è chi spera, invece, che in gioco entri Leonardo. Ecco i diversi scenari.

LUFTHANSA ACQUISIRA’ ALITALIA?

Un primo progetto, quello che secondo il Sole 24 Ore, è al vaglio dei tecnici dei ministeri interessati, e che segue quanto scritto in un emendamento al decreto Milleproroghe di Stefano Fassina, prevede tre fasi. L’ultima vedrebbe la tedesca Lufthansa entrare in partita per entrare nel capitale di Cityliner o di una compagnia creata ad hoc.

Sconosciuti modi, tempi ed eventuali quote. Certo, scrive il quotidiano di Confindustria, il vettore tedesco procederà ad un aumento di capitale.

I PASSAGGI PROPEDEUDICI

Prima dell’ingresso in partita di Lufthansa, però, il commissario di Alitalia Giuseppe Leogrande, potrebbe conferire a un’altra società, e poi al ministero dell’Economia, tutti gli asset della vecchia Alitalia. E secondo quanto scrive il Sole, “si ipotizza una cessione di tutti questi beni a Cityliner, la costola a basso costo della compagnia”.

Alitalia cederebbe tutto, inclusi una parte degli aerei, circa 5.500 lavoratori e tutte le attività di volo, manutenzione e handling.

LA CESSIONE AL MEF

Cityliner, con tutto il pacchetto, verrebbe quindi ceduta al Mef, che per il futuro di Alitalia, dal 2017, ha messo sul piatto fino a 1,3 miliardi di euro. Il Mef, ora guidato da Daniele Franco, potrebbe chiedere a Cityliner o ad un’altra compagnia creata apposta (anche la stessa Ita) l’avvio delle attività, dal momento che la licenza è già operativa.

Solo dopo Lufthansa potrebbe scenderebbe in partita.

LE PERPLESSITA’

Non mancano, in questo piano, dubbi e perplessità. Quale futuro attenderebbe gli altri 5.000 dipendenti della compagnia? E come sarà la compagnia italo-tedesca?

NESSUNA ALITALIA DI STATO

Questo scenario farebbe sì che “i 3 miliardi di euro stanziati dall’esecutivo precedente per creare la nuova Alitalia di Stato, non serviranno più. O, almeno, solo in parte”, scrive il Sole.

LA PROPOSTA DEL PROF. ARRIGO

Quei 3 miliardi, invece, dovrebbero essere spesi diversamente per Ugo Arrigo, economista esperto di trasporti, che prevede uno scenario opposto a quello che è allo studio dei tecnici del ministero.

Si potrebbero “utilizzare i tre miliardi già stanziati non per cercare di far decollare una compagnia microscopica bensì per acquisire una partecipazione di rilievo in un grande vettore europeo al fine di integrare nel medesimo quel che resta di Alitalia e di affidargli da azionisti il rilancio e la crescita dimensionale del vettore nazionale, quello che avremmo dovuto fare noi nel corso del tempo ma che non abbiamo neppure provato dopo la metà degli anni ‘90”, ha scritto Arrigo.

IL TWEET DI GIURICIN

Ma davvero Lufthansa può comprare Alitalia? Ecco il tweet significativo di Andrea Giuricin, economista.

IL PIANO DI PALTRINIERI

Anche il fondo americano AmonRa capital, fondato da Flavio Robert Paltrinieri e attivo nell’acquisizione di aziende europee e non solo in stato fallimentare, nell’immobiliare, energia, logistica, aeroporti, ha dei piani per Alitalia. l fondo ha messo su un piano di risanamento della compagnia aerea italiana dal nome “Make Italia Safe”, che secondo quanto scrive Affaritaliani.it che ha sentito Paltrinieri, prevede che la nuova ipotetica Alitalia possa puntare ai voli di lunga gittata e al Point to Point (rotte brevi e di corto raggio), “che valorizzi l’unico continente rimasto libero e profittevole, l’Africa e che coinvolga due partner tecnici esterni, garantendo il mantenimento dell’occupazione e prevedendo l’assunzione di ulteriori 5.000 unità”.

Anche Leonardo avrebbe un ruolo da protagonista nella nuova Alitalia, che dovrebbe anche puntare su una nuova mobilità degli aero-taxi droni, secondo i piani (fumosi) di Paltrinieri.

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