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La Ue vuole davvero togliere dalla strada i pick-up Usa? Perché gli americani ci tamponano

Secondo l'ambasciatore Usa presso l'Unione Bruxelles non starebbe rispettando gli accordi sui dazi (dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema americana) e proverebbe a escludere dal mercato comunitario gli ingombranti pick-up che tanto vanno per la maggiore nel Nuovo mondo mentre lasciano storicamente tiepido il consumatore del Vecchio continente. Anche per questo l'obiettivo del diplomatico trumpiano sarebbe in realtà un altro: le norme comunitarie sugli standard di sicurezza e in tema ambiente, troppo onerose per le Case statunitensi

Costruttori americani in rivolta. Anzi, no. Diplomazia statunitense nuovamente all’attacco. Secondo i politici trumpiani di stanza in Europa, infatti, Bruxelles starebbe provando a escludere dalle strade europee, per via normativa, i loro pick-up di maggiori dimensioni, tra cui il Ford F-150, lo Chevy Silverado e il Ram 1500.

GLI USA INFEROCITI PER LE PRESUNTE NORME ANTI PICK-UP

In una intervista che Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione, ha rilasciato al Financial Times tornano ancora una volta nel mirino degli Usa le norme comunitarie sulla sicurezza. Quelle stesse norme che gli Stati uniti avevano preteso che Bruxelles rabbonisse la scorsa estate, in occasione dell’accordo sui dazi al 15 per cento raggiunto dalla Ue.

TUTTO “COLPA” DELL’ACCORDO SUI DAZI DELLA SCORSA ESTATE

Come Start Magazine aveva documentato lo scorso agosto, tra le pieghe dei documenti siglati tra Washington e Bruxelles si nascondeva infatti la richiesta americana di allargare le maglie delle proprie leggi così da aprire le frontiere dei 27 a mezzi precedentemente vietati proprio in base alle restrizioni europee. “Consentire la vendita di un numero maggiore di Suv e pick-up statunitensi con standard di sicurezza e inquinamento atmosferico molto più bassi sarebbe un tradimento nei confronti di tutti i cittadini dell’Ue”, denunciava non a caso in quelle stesse settimane James Nix, Vehicles Policy Manager di una tra le maggiori associazioni ambientaliste in Europa, Transport & Environment.

In realtà da allora non è cambiato nulla a livello legislativo: la normativa di riferimento è sempre infatti il regolamento 858 del 2018, dunque benché l’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione strepiti ipotizzando ulteriori restringimenti della normativa, per ora non ci sono stati interventi in tal senso. Molto è cambiato, invece, sul fronte statunitense, dal momento che a fine febbraio la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi trumpiani: una situazione di estrema confusione che sta spingendo Bruxelles all’attendismo per evitare di vincolarsi col partner d’Oltreoceano sulla base del nulla.

UN NUOVO CASUS BELLI COMMERCIALE?

Anche perché se per Puzder le posizioni di Bruxelles anti pick-up enormi violerebbero lo spirito dell’accordo commerciale della scorsa estate, si tratterebbe comunque di un danno marginale per i produttori statunitensi: Quattroruote lo quantifica in un mercato di 7mila veicoli immatricolati in tutto il Vecchio continente nel corso del 2024.

Il problema dunque non sarebbero tanto i grandi pick-up statunitensi, che non avrebbero comunque mercato essendo enormi e fuori misura per le strade europee, quanto le norme comunitarie in fatto di sicurezza e ambiente che, definendo standard maggiori rispetto a quelli americani, costringono i produttori a stelle e strisce a modifiche molto onerose su tutti gli altri modelli che intendono esportare al di qua dell’Atlantico per vederne riconosciuta l’omologazione.

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