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La jv di Stellantis spegne definitivamente la gigafactory di Termoli

La jv a tre punte tra Stellantis, Total e Mercedes perde due terzi delle gigafactory in cantiere: colpo di spugna sui progetti di Termoli e di Kaiserslautern. L'unica fabbrica operativa per la mobilità elettrica resterà anche la sola già completata, in Francia che peraltro procede a rilento. Si attendono inoltre contraccolpi dalla decisione del Gruppo italo-francese, principale cliente di Acc, di allontanarsi dall'auto elettrica

La gigafactory di Termoli non si farà. Era nell’aria da tempo, Stellantis in merito non ha mai voluto fornire risposte definitive facendo rimbalzare la questione ad Acc, Automotive Cells Company (jv tra la stessa Stellantis, Total e Mercedes) e la risposta definitiva ora è arrivata.

LA JV A TRE PUNTE PERDE DUE TERZI DELLE GIGAFACTORY

Mentre i piani originari di Acc prevedevano tre gigafactory in altrettanti Paesi così da non scontentare alcun membro della joint venture, Automotive Cells Company data l’indifferenza del mercato nei riguardi dell’auto elettrica si è ormai arresa a lasciar perdere i lavori per la costruzione di quelle previste a Termoli, in Molise, e a Kaiserslautern, in Germania.

COSA DICONO DA ACC

“Nell’ambito della nostra riorganizzazione industriale, non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di Acc in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024”, viene spiegato dalla joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total.

“Acc – prosegue la nota – deve impiegare le proprie risorse per massimizzare la propria competitività, maturità tecnologica ed eccellenza industriale. Sono state implementate misure strategiche in tutti i siti di Automotive Cells Company per ottimizzare le nostre prestazioni operative e la sostenibilità finanziaria, al fine di garantire che il contributo alla transizione verso la mobilità elettrica avvenga da una posizione di resilienza e solidità economica”.

Quindi la doccia fredda: due delle tre gigafactory previste resteranno nei rendering degli architetti. “Mentre si stanno valutando diversi scenari, abbiamo avviato un dialogo costruttivo con i rappresentanti del works council in Germania e con i sindacati in Italia per lavorare sulle condizioni relative all’eventuale interruzione dei progetti delle gigafactory di Kaiserslautern e Termoli”.

IN FRANCIA LE COSE NON VANNO BENISSIMO

L’unica fabbrica operativa per la mobilità elettrica resterà anche la sola già completata, in Francia, a Douvrin dove peraltro la produzione prosegue a rilento. Indiscrezioni di stampa parlano persino di un gruppo di tecnici cinesi (campioni indiscussi nel settore) in arrivo nel sito per insegnare ai francesi come risolvere l’elevato tasso di scarti e aumentare i volumi in modo da portarli a quelli pianificati da tempo.

QUALE FUTURO PER ACC SE STELLANTIS INCHIODA SULL’AUTO ELETTRICA?

Ma è il destino della stessa gigafactory di Douvrin a essere incerto. Colpa anche del suo maggior cliente e azionista, Stellantis, che se da un lato per via dei ritardi e degli inadempimenti di Acc starebbe subendo slittamenti fino a otto mesi nella produzione di elettriche come le Peugeot 3008 e 5008, dall’altro sta già compiendo una brusca e decisa sterzata rispetto all’elettrico che lo porterà inevitabilmente a diminuire le commissioni.

L’annuncio dei mesi scorsi del gruppo italo-francese di allearsi con la cinese Catl per la realizzazione di una gigafactory in Spagna ha fatto il resto, allarmando gli altri partner presenti in Acc e ponendo Stellantis in una posizione apparentemente sempre più distaccata dal progetto.

COSA RESTA A TERMOLI?

Massima allerta anche in Italia dal momento che la sopravvivenza del polo produttivo di Termoli era legata alla gigafactory di Acc, la prima e unica che sarebbe dovuta essere realizzata in Italia.

Cancellato quel progetto, la sussistenza dell’hub molisano è appesa agli ultimi annunci di Stellantis che a inizio anno ha confermato l’arrivo della linea di produzione del cambio e‑Dct (entro la fine del 2026) mentre dovrebbero continuare gli investimenti sui motori Gse Euro 7 anche dopo il 2030 da installare sia sulla gamma di prodotti attuale sia in quella futura.

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