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Ita Airways: il governo atterra Msc e Lufthansa, avanti tutta con Certares, Delta e Air France

Msc Lufthansa

Tutte le ultime novità sul futuro di Ita Airways

 

Per la cessione di Ita “sarà oggi avviato un negoziato in esclusiva con il consorzio formato da Certares Management LLC, Delta Airlines Inc. e Air France-KLM SA, la cui offerta è stata ritenuta maggiormente rispondente agli obiettivi fissati”, ha comunicato il ministero dell’Economia il 31 agosto.

Alla conclusione del negoziato in esclusiva – ha aggiunto il ministero retto da Daniele Franco – si procederà alla presenza di accordi vincolanti solo in presenza di contenuti pienamente soddisfacenti per l’azionista pubblico”. Esclusa quindi l’altra cordata che era in corsa per Ita, quella formata da formata da Msc e Lufthansa.

La cordata preferita dal Mef – secondo le indiscrezioni di Startmag – ha messo nero su bianco la disponibilità di Delta a entrare nell’azionariato di Ita. Finora sia Delta sia Air France si erano presentate come semplici partner commerciali nell’operazione. Adesso Delta fa un salto di qualità nel suo possibile impegno. L’idea del ministero dell’Economia è di conservare una quota di Ita (tra il 20 e il 40%)

Il fondo Certares ha offerto circa 600 milioni per il 55%, lasciando il 45% al Tesoro e garantendo anche l’ingresso futuro nell’azionariato dei due vettori alleati (l’americana Delta è la prima aviolinea al mondo; Air France-Klm ai vertici in Europa per cui si ragiona su un ingresso poco sotto il 10% del capitale), ai nastri di partenza semplici partner industriali. Meno soldi sul tavolo dunque messi dallo schieramento risultato vincitore, ma la possibilità per l’azionista pubblico (che esprimerà due consiglieri su cinque nel board compreso il presidente in ruolo non esecutivo) di pesare nelle scelte strategiche della compagnia, in linea con quanto previsto dal Dpcm del governo sui contorni della cessione. In particolare sull’occupazione, l’integrazione in un network mondiale, lo sviluppo delle rotte internazionali, l’impulso al turismo e il ruolo centrale dell’aeroporto di Fiumicino, hub verso i mercati africano e asiatico.

Certares ha partecipazioni in aziende che vendono viaggi e servizi collegati, soprattutto ai manager: American Express Global Business Travel, Internova (con le sue agenzie turistiche di lusso negli Stati Uniti) Hertz (che noleggia auto) e Tripadvisor. Certares dunque aiuterebbe Ita a staccare tanti biglietti aerei (soprattutto in business class e su rotte a lungo raggio, dal prezzo alto) portando in dote il ricco mercato dell’America del Nord, secondo Repubblica.

Certares sottolinea inoltre gli storici rapporti tra Ita, Delta e Air France (parte della stessa alleanza commerciale, SkyTeam, come già Alitalia). Questo aiuterebbe a rafforzare Fiumicino. Air France vanta anche l’alleanza con Cma Cgm (cargo via mare). Sono possibili, quindi, sinergie con il cargo aereo (che Ita sta costruendo) e benefici per Malpensa.

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DEL QUOTIDIANO REPUBBLICA SU ITA, DELTA, CERTARES E AIR FRANCE:

Nella corsa a Ita, il fondo Certares, Delta e Air France tentano il sorpasso sulla cordata concorrente che schiera Msc Group e Lufthansa. Nelle proposte aggiornate di acquisto depositate ieri, Certares e i suoi alleati (Delta e Air France) propongono al ministero dell’Economia una “gestione congiunta” di Ita. Al ministero verrebbero lasciato il 42% delle azioni del vettore e dei diritti di voto in assemblea. Il timore del ministero, però, è di conservare una fetta rilevante di capitale (il 42%) senza che ad essa sia assegnata una valutazione precisa. Ora Certares attribuisce alla quota pubblica un valore e soprattutto si impegna a rilevarla in tempi certi: in modo diretto o attraverso i suoi alleati Delta e Air France. Del capitale di Ita, Air France prenota il 9,99%. Certares ha partecipazioni in aziende che vendono viaggi e servizi collegati, soprattutto ai manager: American Express Global Business Travel, Internova (con le sue agenzie turistiche di lusso negli Stati Uniti) Hertz (che noleggia auto) e Tripadvisor. Certares dunque aiuterebbe Ita a staccare tanti biglietti aerei (soprattutto in business class e su rotte a lungo raggio, dal prezzo alto) portando in dote il ricco mercato dell’America del Nord. Certares sottolinea inoltre gli storici rapporti tra Ita, Delta e Air France (parte della stessa alleanza commerciale, SkyTeam, come già Alitalia). Questo aiuterebbe a rafforzare Fiumicino. Air France vanta anche l’alleanza con Cma Cgm (cargo via mare). Sono possibili, quindi, sinergie con il cargo aereo (che Ita sta costruendo) e benefici per Malpensa. Nella corsa a Ita, la cordata antagonista (Msc Group e Lufthansa) è tutt’altro che ferma. Mentre Certares lascerebbe all’azionista pubblico il futuro presidente di Ita, invece Msc e Lufthansa concedono il diritto di gradimento. Il governo italiano esprimerà il suo benestare sul presidente e l’ad. Msc Group è anche il leader mondiale nel trasporto di merci via mare. E come tutte le imprese del campo vuole puntare sul cargo per via aerea, attraverso Ita. Virtuose sarebbero poi le sinergie tra Ita e il mercato delle crociere, dove pure Msc Group opera con buoni risultati. In tutto questo, Lufthansa è un compagno solido. Conosce bene il nostro mercato perché controlla Air Dolomiti e perché ha ripetutamente cercato di acquistare Alitalia. Il fatto che Msc Group e Lufthansa puntino all’80% di Ita garantirebbe un ingresso significativo (850 milioni). Più alto di quello della cordata concorrente (fino a 650), almeno in prima battuta. Anche se l’Msc Group ha sede legale in Svizzera, la famiglia Aponte è italianissima. E questo può pesare. Aponte comprerebbe Ita attraverso una controllata francese e comunitaria (SAS Shipping Agencies Services Sàrl). Greg O’Hara, presidente di Certares, ha anche passaporto comunitario perché è nato in Germania da genitori greci. Dunque può rilevare Ita, come “beneficiario ultimo” dell’operazione. Ma la sua sfera di interessi si sviluppa tra Usa e Canada, Paese di cui è pure cittadino. Nei prossimi giorni, il ministero indicherà quale delle due offerte approva e avvierà una trattativa in esclusiva con la cordata preferita. A settembre, ormai in vista del voto, il governo potrebbe firmare un memorandum d’intesa con la cordata vincente. Un atto rilevante, ma non vincolante. Sarà il nuovo governo a raccogliere il testimone della privatizzazione e a decidere, per davvero, il destino di Ita.

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