Mobilità

Perché Mobileye (Intel) bacchetta Waymo, Uber e Tesla sulla guida autonoma

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Come Mobileye (Intel) si approccia alla guida autonoma, differenziandosi da Waymo, Uber e Tesla

Stesso obiettivo, strada per raggiungerlo differente. Mentre Waymo, Uber e Tesla testano, già da anni, la guida autonoma sulle strade della California, c’è chi, Mobileye (Intel) tra gli altri, lavora alla tecnologia e al prototipo dell’auto del futuro all’interno di un ufficio, perso tra calcoli matematici e statistici.

TECNOLOGIA (GIA’) SU STRADA

La guida autonoma non è ancora pronta alla commercializzazione, questo è un dato di fatto. Pioniere della tecnologia è Google, che ha dato vita ad una divisione che si occupi esclusivamente dello sviluppo delle auto senza conducente. Le vetture di Waymo sono già in fase di test ed è stato attivato, su un percorso stabilito con gente selezionata, anche un servizio di robo-taxi.

Anche Uber ha già avviato la sperimentazione delle sue auto a guida autonoma, mentre Tesla ha montato sulle sue vetture il sistema Autopilot, che consente agli utenti di togliere ( su alcune strade) le auto dal volante, ma senza distrarsi e sempre pronti a riprendere il controllo.

TECNOLOGIA ANCORA POCO SICURA

La tecnologia, però, non è ancora così sicura. Negli Stati Uniti il 18 marzo 2018, a Tempe, in Arizona; una donna è stata investita e uccisa da un veicolo sperimentale della flotta a guida autonoma di Uber mentre attraversava la strada spingendo a mano la propria bici.

Non sono mancati nemmeno degli incidenti mentre era inserito l’autopilot di Tesla.

SERVONO 1.000 ANNI PER I TEST SU STRADA

Durante i test, nel 2018, le società della Silicon Valley hanno percorso un totale di 2 milioni di miglia in California, ma si tratta di test i cui dati devono essere con le pinze. Sui percorsi designati, le probabilità di incidente sono basse.

Per dati affidbili, sostiene Jack Weast, che supervisiona gli standard dei veicoli automatizzati a Mobileye, servirebbe che le vetture a guida autonoma percorrano circa 30 miliardi di miglia nel mondo reale.

“Con una flotta di 100 auto, ci vorrebbero circa 1000 anni”, dice Weast a Quartz. “Ed è meglio non aggiornare mai il software della vettura. Se lo si fa, bisogna ricominciare da capo”.

L’APPROCCIO DI MOBILEYE

Ed è per questo che Mobileye società israeliana che sviluppa sistemi avanzati di assistenza alla guida, acquisita da Intel Corporation nel 2017, ha scelto un approccio diverso. Piuttosto che invadere le strade con auto cariche di sensori, Mobileye (ma anche le principali case automobilistiche) pensa a rendere sicura la tecnologia all’interno di un ufficio, attraverso un rigoroso ciclo di test con simulazione del software e convalida dell’hardware. Solo dopo arriveranno i test su strada.

MATEMATICA E LOGICA

“Crediamo fortemente nella sicurezza”, afferma Weast. “Cerchiamo di fare verifiche formali su carta attraverso studi matematici e logici, come fanno altre aziende, piuttosto che riscrivere un po’ di codice della strada, non avere alcuna verifica di progettazione, e provare a percorrere più chilometri possibili per raccogliere prove statistiche e stabilire che ciò che si è costruito è sicuro. ”

UBER: CAMBIO DI ROTTA

Ora anche Uber sta cambiando metodo, come ha annunciato all’Automated Vehicles Symposium di Orlando, in Florida. La società, tacitamente, ha riconosciuto che bruciare le tappe non è la strada più sicura per per il pubblico.

UNA SICUREZZA STANDARD?

C’è anche chi prova a standardizzare la sicurezza: questo mese, 11 aziende tra cui Audi, Baidu, BMW, Daimler e Intel hanno pubblicato un white paper dal titolo “Safety First for Automated Driving”. Ci sono dei punti cardine che dovrebbero valere per tutti.

Le aziende potranno competere su altro, non sulla sicurezza dell’utente.

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