Mobilità

Industria Italiana Autobus farà sbandare Invitalia?

di

industria italiana autobus

Tensioni e preoccupazioni sindacali su Industria Italiana Autobus. Fatti, numeri e scenari

 

Preoccupa il futuro di Industria Italiana Autobus.

La società, controllata da Invitalia (maggior socio singolo), Leonardo e il gruppo turco Karsan, non ha nuove commesse. L’azienda ha partecipato a diverse gare aperte a febbraio di quest’anno, tra cui quelle indette da Consip, ma gli esiti si avranno non prima dell’inizio dell’estate.

L’INCONTRO CON I SINDACATI

La mancanza di consegne è stata confermata anche da Giovanni De Filippis, amministratore delegato del gruppo, nell’incontro con alcune sigle sindacali, Fim, Fiom e Uilm, tenutosi nella giornata del 31 marzo 2021.

“De Filippis ha confermato le preoccupazioni più volte espresse dal sindacato per la mancanza di nuove commesse. In questo momento si sta lavorando per terminare gli ordini arrivati in precedenza, ma l’assenza di gare nel 2020 ha di fatto impedito l’arrivo di ordinativi utili alla normale prosecuzione del ciclo produttivo”, hanno detto i sindacati.

SI ATTENDONO ESITI DI NUOVE GARE

E se è vero che Industria Italiana Autobus ha partecipato a diverse gare aperte a febbraio di quest’anno, tra cui quelle indette da Consip, è anche vero che gli esiti si avranno non prima dell’inizio dell’estate.

LE AMMINISTRAZIONE E CONVENZIONE CONSIP 2018

Ed ancora. Ad ostacolare il futuro della società, nata il 1° gennaio 2015 dalle ceneri di Irisbus e Bredamenarinibus, è il fatto, ricordano i sindacati, che alcune amministrazioni pubbliche hanno scelto “di non aderire alla convenzione Consip 2018, dove ci sono ancora autobus che potrebbero essere ordinati con procedure semplificate”.

I LAVORI DI AMMODERNAMENTO

Ed in attesa di nuove commesse, l’azienda prosegue i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza degli stabilimenti di Bologna e Flumeri. Anche su questo fronte, in realtà, non mancano “criticità, che devono essere velocemente superate, nell’ottimizzazione della produzione e dell’organizzazione del lavoro che oltre a portare benefici in termini di efficienza e costo della produzione hanno un riflesso positivo sulle condizioni complessive di lavoro”.

PUNTARE SU ELETTRICO ED IDROGENO

E dai sindacati arriva anche l’invito a puntare su “nuove tecnologie in particolare sull’elettrico e sull’idrogeno per poter aprire ulteriori spazi di mercato e mettere definitivamente in sicurezza l’azienda”.

IL CONTRATTO NAZIONALE

L’incontro è stata occasione per parlare di contratto nazionale. In particolare, “Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto di utilizzare ogni strumento utile, contrattuale e normativo, a superare il momento di flessione a partire dal diritto soggettivo alla formazione previsto dal CCNL e il Fondo nuove competenze previsto dall’accordo stipulato a dicembre”.

TAVOLO AL MISE

I sindacati, intanto, chiedono l’apertura di un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico, “per affrontare le problematiche degli stabilimenti”. Il Mise, accusano i sindacati, è oramai “latitante e chiaramente indifferente alle vicende dell’industria. A gennaio il Ministero si era impegnato ad aprire un confronto con Regioni, Comuni e Consip, ma da allora non ci ha più convocati. L’intervento del Governo è oggi imprescindibile sia sul lato delle commesse, per coordinare l’acquisto di autobus, sia sul lato della produzione, in qualità di primo azionista che dovrebbe stanziare le risorse necessarie a sviluppo e investimenti”.

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