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Cosa si dice in Germania sull’abbonamento ridotto per i mezzi pubblici

Germania Abbonamento

Tutte le aspettative e i dubbi sull’abbonamento al trasporto pubblico da 9 euro al mese sperimentato in Germania contro il caro energia. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Tre mesi su treni e bus a prezzo scontato in nome del clima e del risparmio energetico. Dal primo giugno e fino al 31 agosto un abbonamento al trasporto pubblico di 9 euro mensili permetterà ai tedeschi, ma anche a coloro che si trovano in Germania per vacanze o lavoro, di usufruire di tutti i mezzi del trasporto pubblico urbano e extraurbano: metropolitana, autobus e tram nelle città e treni regionali e locali in tutto il paese. Sono esclusi dall’offerta gli intercity e i treni ad alta velocità (ICE).

La misura fa parte del piano del governo di aiuti ai cittadini contro il caro energia. Ma è stata immaginata anche come un incentivo alla mobilità pubblica, nella speranza di convincere più cittadini a usare il trasporto pubblico e a lasciare a casa le auto private.

L’abbonamento a 9 euro mensili potrà essere utilizzato in tutte le città tedesche e su tutta la rete ferroviaria, con le eccezioni già segnalate. Chi è già in possesso di abbonamenti annuali, riceverà un rimborso direttamente sul proprio conto bancario.

C’è grande attesa per questa misura, da settimane i media tedeschi pubblicano articoli che consigliano gli itinerari più esotici per poter viaggiare in lungo e in largo per il paese con i treni regionali, utilizzando le coincidenze. Nei giorni di prevendita, gli abbonamenti sono andati a ruba, milioni di tedeschi lo hanno già acquistato e la prima curiosità sarà capire se le aziende del trasporto urbano e la Deutsche Bahn si siano attrezzati a sufficienza per reggere il prevedibile afflusso di utenti.

Da parte delle ferrovie è stato annunciato un piano di rafforzamento dell’offerta con vagoni ripescati dai depositi per circa 60.000 posti aggiuntivi. Non basterà, tuttavia, a soddisfare un’utenza che si prevede massiccia, specialmente nei fine settimana, nel periodo delle ferie e sulle rotte più turistiche.

C’è anche il caso di località esclusive, come quella sull’isola di Sylt, nel Mare del Nord, rinomato buen retiro di vip e miliardari, che ha messo in guardia dal rischio di diventare una meta del turismo mordi e fuggi e ha minacciato misure per limitare afflussi di massa.

Sarà un banco di prova per i diversi sistemi di trasporto, anche quelli urbani. “Non sarebbe una bella pubblicità se i viaggiatori fossero costretti a pigiarsi l’uno sull’altro su treni e autobus”, ha detto alla radio pubblica Deutschlandfunk la ministra dei Trasporti del Land di Berlino Bettina Jarasch. La capitale in particolare, ritrovata meta turistica dopo due anni di pandemia, teme il sovraccarico della pur poderosa rete, che somma al traffico su gomma una rete tramviaria negli ex quartieri orientali e un sistema diffuso e integrato di metropolitana sotterranea e di superficie.

Nonostante la sua popolarità immediata, l’approvazione dell’abbonamento a 9 euro è stata tribolata fino all’ultimo. Scontata l’approvazione da parte del Bundestag, la Camera dei Länder ha tenuto governo e cittadini con il fiato sospeso: i ministri dei Trasporti regionali lamentavano che i 2,5 miliardi di contributo promesso dal governo federale fossero insufficienti e lasceranno enormi buchi di bilancio nelle casse pubbliche. Alla fine il sì è arrivato, anche perché bocciare una misura così popolare sarebbe stato controproducente.

Qualche scetticismo viene avanzato dagli addetti ai lavori, soprattutto riguardo all’obiettivo meno contingente, che non è quello da dare un po’ di sollievo alle tasche dei cittadini di fronte all’aumento del prezzo dei carburanti ma di favorire in maniera strutturale il passaggio dall’utilizzo del mezzo privato a quello pubblico.

Per Ingo Wortmann, presidente dell’Associazione delle compagnie di trasporto tedesche, già da settembre gli utenti dovranno comunque confrontarsi con aumenti dei prezzi rispetto agli standard attuali. “Il governo non ha assegnato risarcimenti per i prezzi più elevati dei carburanti e quindi sarà inevitabile riversare gli aumenti sui costi dei biglietti”, ha detto. Anche sull’effetto di lunga durata dell’esperimento Wortmann si è dichiarato dubbioso: “Non penso che quando il prezzo tornerà normale molte persone passeranno permanentemente ad autobus e treni”.

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