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Fiat e il difficile rapporto con l’innovazione

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Fiat: dal difficile rapporto con l’auto elettrica a quello (più semplice) con la guida autonoma e all’ostacolo Honda per i suoi piani futuri

 

Un rapporto da sempre difficile con l’auto elettrica e meno difficile, ma sempre spinoso, con l’auto a guida autonoma. Parliamo di Fiat Chrysler, la casa automobilistica nazionale che ancora non ha portato sul mercato italiano una sua vettura 100% a batteria, ma che grazie ad un accordo con Google sta lavorando per portare su strada le driverless car.

Fiat e l’auto elettrica

Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, ha sempre creduto che il modello auto a batteria non fosse il futuro immediato della mobilità e che che i motori endotermici sarebbero ancora rimasti sul mercato (conquistando gran parte del pubblico) per molti anni ancora. Sì, secondo la visione di Marchionne, infatti, nell’industria dell’auto prevale sempre la necessità di puntare al risultato nel breve periodo. Ovvio, dunque, che l’auto elettrica (per costi e infrastrutture) non possa essere una scelta immediata da parte dei consumatori.

Dobbiamo precisare che  Fiat Chrysler ha sul mercato una sua auto elettrica: si tratta della 500e, modello venduto solo in California. La scelta di lancio è stata obbligata,  dovuta alle ferree leggi dello Stato americano, che impone ai costruttori la produzione di una quota di veicoli a zero emissioni (ZEV). E Marchionne, in una conferenza, aveva chiesto agli Americani di non comprare la 500 elettrica, che all’azienda costa una perdita secca di circa 14 mila dollari per ogni vettura venduta.

auto elettrica 500eSolo in questo 2016 ha messo su strada la prima auto ibrida plug in dell’intero gruppo, la Chrysler Pacifica, presentata all’inizio dell’anno al Salone di Detroit. Son passati ben 7 anni da quando Fiat ha salvato dal fallimento l’americana Chrysler: che pensava che l’unione tra le due case automobilistiche potesse rappresentare un nuovo inizio, in senso green, per Fiat si sbaglia. E a dirla tutta sbagliava anche Obama, che aveva benedetto l’accordo tra le due case sostenendo che “La Fiat ha dimostrato di saper costruire l’auto pulita del futuro”.

Di tempo, dicevamo ce n’è voluto. Il rapporto Fiat-auto elettrica è sempre stato difficile. Ma forse, ora, è costretto a cambiare e Marchionne deve cedere alle batterie. Dopo Tesla, Nissan e le case cinesi, anche i tedeschi hanno deciso di entrare, con decisione, sul mercato dell’elettrico.

Fiat deve accelerare. E ora sembra averlo capito anche Sergio Marchionne, che nelle ultime settimane ha affermato che il gruppo italo-americano sta prendendo in seria considerazione l’aggiunta di veicoli 100% elettrici ai propri modelli. E le prime due vetture a viaggiare completamente a batteria dovrebbero essere la Maserati Alfieri (che risulta essere in stato di sviluppo avanzato) e una piccola city-car.

Il facilitato rapporto con l’auto a guida autonoma. E l’insidia Honda

Se è vero che l’innovazione tecnologica non è mai stato il punto forte di Fiat (vedi auto elettriche, appunto), è anche vero che l’accordo con Google ha facilitato il rapporto della casa automobilistica italiana con i sistemi di guida autonoma.

Attenzione: anche in questo caso niente di rivoluzionario. L’accordo, infatti, prevede che Fiat fornisca solo la scatola vettura. A fare il resto sarà Waymo, la neonata divisione di Alphabet (casa madre di Google) al lavoro per la realizzazione delle driverless car. Insomma, in questo caso Fiat tocca l’innovazione, ma non la fa. Non si lavora internamente nella casa per creare e testare tecnologie di guida assistica, come stanno facendo, tra gli altri, Tesla e Ford.

E proprio questo potrebbe penalizzare l’azienda guidata da Marchionne, in un futuro, non così tanto lontano. Nei giorni scorsi, infatti, Honda ha avviato i colloqui con Waymo, per una futura collaborazione. E mentre Fiat sarebbe un mero fornitore di scatola, Honda potrebbe dare a Waymo qualcosa in più sul piano della tecnologia. Potrebbe nascere tra l’azienda americana e la casa giapponese un vero rapporto di collaborazione, molto diverso dal rapporto di mero fornitore come sembra essere quello di Fiat Chrysler.

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