Mobilità

Ferrovie, tutti i dati sugli incidenti. Report Ansf

di

Cipe Ferrovie

Che cosa emerge dal rapporto annuale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. In Italia cresce il numero di incidenti e di vittime a causa della cattiva manutenzione delle reti, in primis quella Rfi (gruppo Ferrovie)

 

Italia fanalino di coda in Europa per incidenti ferroviari e per vittime ma con una crescita di sinistri causati da problemi di manutenzione. Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla Relazione relativa al 2018 pubblicata dall’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, che vigila su 17.233 chilometri di rete gestita da Rfi (controllata della holding Ferrovie) e di reti regionali interconnesse.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO E IL CONFRONTO CON L’EUROPA

Tra 2007 e 2018, riferisce l’Ansf, i valori registrati sulla rete italiana si collocano al di sotto dei valori medi registrati nei Paesi europei (membri dell’Unione europea più Svizzera e Finlandia) in termini di vittime, ovvero morti e feriti gravi, e di incidenti significativi in base ai volumi di traffico. Per incidente significativo si intende quello in cui è stato coinvolto almeno un veicolo ferroviario in movimento, che ha causato almeno un decesso o un ferito grave o danni pari o superiori a 150mila euro o un’interruzione del traffico di 6 o più ore.

Nel 2018 in Italia si è avuto 1 morto ogni 5.133.000 km circa percorsi da treni e 1 vittima ogni 2.345.000 km percorsi dai treni. Le tipologie di incidenti che registrano il dato più elevato nel 2018 sono quelle in cui sono coinvolti veicoli in movimento e i deragliamenti. Il numero complessivo delle vittime è pari a 164 di cui 161 sulla rete Rfi e 3 sulle reti regionali interconnesse.

VITTIME PER TIPOLOGIE DI INCIDENTI

Lo scorso anno i numeri più elevati di vittime si sono avuti nella categoria “incidenti alle persone che coinvolgono veicoli in movimento”, “deragliamenti” e nella categoria “incidenti ai passaggi a livello”. In particolare, si sono avute 37 vittime (3 morti e 34 feriti) in deragliamenti di treno; 25 vittime (4 morti e 21 feriti gravi) in incidenti ai passaggi a livello; 96 vittime (68 morti e 28 feriti gravi) in incidenti che coinvolgono veicoli ferroviari in movimento.

TIPOLOGIE DI INCIDENTI

Analizzando la causa principale degli incidenti significativi avvenuti nel 2018, la quota preponderante (73%) risulta associata alle indebite presenze sui binari o agli attraversamenti della sede ferroviaria da parte di pedoni, inclusi i casi accaduti in corrispondenza dei passaggi a livello, cui corrisponde il 55% delle vittime. Cresce il dato relativo alla manutenzione, 7 sinistri in più rispetto allo scorso anno, con il 16% degli incidenti connessi e il 27% delle vittime. A fronte di 1 solo evento relativo alle collisioni contro veicoli stradali ai passaggi a livello, si sono registrate 23 vittime pari al 14% delle vittime totali e il 92% del totale delle vittime ai passaggi a livello.

INCIDENTI PER DERAGLIAMENTI

Proprio parlando di manutenzione, si devono citare gli 8 incidenti avvenuti sulla rete gestita da Rfi (gruppo Ferrovie) per un totale di 37 vittime (3 morti e 34 feriti gravi), tutte relative al deragliamento di un treno regionale avvenuto a Pioltello il 25 gennaio 2018. Dagli elementi a disposizione – sottolinea l’Agenzia nella relazione preliminare – i deragliamenti sono tutti riconducibili a problematiche manutentive, perlopiù riguardanti l’infrastruttura, o a dissesto idrogeologico.

Per questo l’Ansf ha emesso una specifica circolare, rivolta a tutti gli operatori ferroviari, e ha impartito altre disposizioni nei confronti di Rfi, definendo azioni immediate a breve e a lungo termine per un riesame complessivo dei processi interni in modo da garantire un efficace presidio dei processi manutentivi di propria competenza.

AZIONI INTRAPRESE SUL PROCESSO MANUTENTIVO

Del resto, l’Agenzia non nasconde che la gestione del processo manutentivo sia una delle principali criticità del sistema ferroviario e perciò, fin dalla sua istituzione, ha chiesto il presidio delle attività connesse alla manutenzione. Nel 2018, come si diceva, ha emesso una circolare e ha chiesto altre disposizioni a Rfi e, vista la complessità delle operazioni richieste al gestore dell’infrastruttura nazionale, ha monitorato lo stato di adempimento di ciò che era stato prescritto con tavoli tecnici dedicati e la formalizzazione di azioni di sollecito per concludere le attività previste che però, a fine 2018, non sono ancora state ultimate.

IMPEGNI PER IL FUTURO

Per il futuro l’Ansf ribadisce che nell’intero sistema ferroviario rimangono problematiche a carattere tecnico legate in particolare alla manutenzione dell’infrastruttura e dei veicoli. Per questo, l’impegno dell’Agenzia è diretto a intensificare gli sforzi e a promuovere tutte le azioni migliorative a presidio della sicurezza ferroviaria. Inoltre, l’Ansf si impegna a supportare gli operatori ferroviari perché si sentano sempre più responsabili del funzionamento sicuro della loro parte di sistema e a verificare l’ottemperanza delle raccomandazioni impartite lo scorso anno in relazione ai processi manutentivi.

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