Mobilità

Ferrovie (Fs), come sfrecciano le stilettate di Battisti a Mazzoncini su Alitalia, Anas, Atac e costi

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Alitalia? Stiamo valutando il dossier. Non si procederà alla fusione con Anas come vuole il governo a differenze dei passati esecutivi e della gestione Fs precedente. I conti 2018 chiuderanno bene grazie a tagli decisi dopo la gestione Mazzoncini. Il piano industriale predisposto dalla vecchia gestione sarà riscritto. Ci sarà più attenzione ai treni regionali come chiesto dall’esecutivo e dai pendolari. Atac? Nessuna acquisizione, meglio partnership eventualmente.

Sono alcune delle maggiori priorità indicate oggi in una intervista al Sole 24 Ore da Gianfranco Battisti, nuovo amministratore delegato di Fs (Ferrovie Italiane) nominato di recente come tutto il board dal governo (qui l’articolo di Start Magazine con le nomine).

E nell’intervista non mancano stilettate indirette alla passata gestione e al suo predecessore, Renato Mazzoncini, che fu nominato dal governo Renzi.

I CONTI 2018

“Grazie ai risparmi sui costi per 110 milioni che abbiamo realizzato da subito dopo il mio arrivo, chiuderemo l’anno in linea con i risultati degli anni precedenti al netto delle partite straordinarie, quindi fra 400 e 450 milioni”, ha detto Battisti.

PIANO INDUSTRIALE RISCRITTO

“Sto riscrivendo il piano industriale”, ha aggiunto, “con un orizzonte dimezzato a 5 anni e lo sto focalizzando sul trasporto regionale: è la missione che ci ha dato il governo e sarà il nostro core business. Per ribaltare le quote fra auto privata e trasporto pubblico, oggi 70 a 30, dobbiamo portare nei treni pendolari quella centralità del cliente che nell’Alta velocità ci ha consentito di portare il market share dal 12% del 2008 al 67% sulla Roma-Milano”.

IL NODO TRENI REGIONALI

Focus sui treni regionali come chiesto dai pendolari: “C’è un numero che più di altri racconta le nostre criticità nel trasporto regionale: riempiamo solo 37 posti su 100 offerti. Il load factor deve salire al 60%. Questo è possibile con un’offerta più concentrata nelle fasce di maggiore affollamento tra le 7 e le 9 e tra le 17 e le 19 e con un sistema di prezzo dinamico che consenta sconti per chi viaggia nelle ore meno affollate. Inoltre in alcune regioni partiremo con un modello differenziato di offerta: treni veloci diretti quando sono pieni alternati a treni con fermate intermedie. Ma vogliamo mandare subito un segnale chiaro: in via sperimentale sui treni più affollati istituiremo già nel mese di settembre la figura dell’assistente a bordo che deve fornire assistenza e informazioni ai clienti sul treno e sarà affiancato da personale di sicurezza”.

CAPITOLO ALITALIA

“C’è sicuramente un interesse di Fs che corrisponde a un interesse del Paese a creare un polo intermodale completo e a favorire integrazioni e sinergie, evitare sovrapposizioni. Il modello dell’Alta velocità ha fatto molto male ad Alitalia ed è ora il caso di rivedere quali sinergie siano possibili.

ATAC E DINTORNI

Ma il vostro intervento potrà anche consistere nel rilevare società di trasporto locale, come l’Atac?
“Penso che Fs debbano fare più partnership e meno acquisizioni – ha risposto Battisti – Sarà il nostro modo di sostenere lo sviluppo. Le acquisizioni ci saranno solo quando risulteranno indispensabili allo svolgimento delle funzioni e del business che vogliamo sviluppare.dell’Alta velocità ha fatto molto male ad Alitalia ed è ora il caso di rivedere quali sinergie siano possibili.

DOSSIER ANAS

“Il governo dice di voler fare marcia indietro su Anas. Lei che ne pensa?”, ha chiesto il Sole. Risposta di Battisti: “Ci rimetteremo alla volontà del governo. Al momento non è scattata nessuna sinergia fondamentale con Anas, sul piano operativo non cambierebbe molto”. Ma si può bloccare l’integrazione o bisogna aprire una nuova operazione di scissione?  “L’integrazione è conclusa e in realtà è il trasferimento al gruppo Fs del pacchetto azionario di Anas. Per tornare indietro attueremo le indicazioni che ci darà il governo”.

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