Mobilità

Fca-Renault, tutti i giudizi di analisti e banche d’affari

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Che cosa si legge nei report di analisti e banche d’affari sulla fusione annunciata tra Fca e Renault

CHI SARANNO I NUOVI AZIONISTI DEL GRUPPO FCA-RENAULT

I principali azionisti del nuovo colosso che nascerà dal merger saranno Exor al 14,5%, il governo francese al 7,5% e Nissan al 7,5%. Prima che la transazione venga chiusa, per mitigare la disparità dei valori di mercato, gli azionisti Fca riceveranno anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro (1,60 euro per azione) e delle azioni Comau o in alternativa un dividendo aggiuntivo di 250 milioni (0,16 euro) se non si dovesse verificare lo spin-off di Comau. In pratica, spiega Fidentiis, il rapporto di concambio è 5,3 azioni Fca per ogni azione Renault e include un premio del 10,5% per gli azionisti di Renault.

IL REPORT DI BANCA AKROS SUL GRUPPO NASCENTE

“Fca offre implicitamente 55,3 euro per ogni azione Renault , l’11% in più rispetto al prezzo di chiusura di venerdì scorso; a questo prezzo, la valutazione implicita di Renault in termini di enterprise value è di circa 3,2 miliardi di euro (patrimonio netto: 16,3 miliardi di euro più minoranze: 0,6 miliardi di euro più liquidità netta: 3 miliardi di euro più asset finanziari come la quota di Nissan: 11 miliardi di euro, ndr)”, valuta Banca Akros. Il multiplo ev/ebitda implicito nella transazione è pari a circa 0,5 volte, quando Fca è scambiata a circa 1,3 volte e in media l’industria automobilistica europea a circa 2,5 volte.

LE SINERGIE ATTESE FRA FCA E RENAULT

Dall’aggregazione delle sue società sono attese oltre 5 miliardi di euro di sinergie l’anno a regime, dopo costi di implementazione stimati in 3-4 miliardi di euro e senza chiusure di impianti. Il valore attualizzato delle sinergie è pari a circa 30 miliardi di euro, ovvero l’attuale capitalizzazione di mercato combinata di Fca più Renault post dividendi. Ci sono chiare sinergie sul fronte industriale (R&D per elettrico e guida autonoma/sinergie geografiche e di procurement).

LE STIME SULLE SINERGIE

“Il valore delle potenziali sinergie è enorme: al netto delle imposte (30%) si arriva a circa 28 miliardi di euro. Se sottraiamo 4 miliardi di euro di implementazione, si giunge a circa 24 miliardi di euro per il 100% e 12 miliardi di euro per la sola Fca , quindi 7,7 euro per ogni azione Fca “, spiega Banca Akros.

I NUMERI DEL COLOSSO NASCENTE

“Con quest’aggregazione nascerà il terzo Oem a livello globale, con vendite di veicoli pari a 8,7 milioni, ricavi per 170 miliardi di euro, 10 miliardi di euro di ebit adjusted e 8 miliardi di utile netto in base ai risultati 2018 dei due gruppi”, afferma Fidentiis, precisando anche che la capitalizzazione di mercato dell’entità combinata sarà pari a circa 30 miliardi di euro (3,8 volte il multiplo prezzo/utile) con circa 5 miliardi di liquidità netta.

I GIUDIZI DI FIDENTIIS

Fidentiis ritiene che quest’operazione ridurrà il profilo di rischio di Fca in termini di diversificazione geografica e capex. Certo che sinergie per 5 miliardi senza chiusura di impianti “rappresentano un obiettivo aggressivo, ma anche considerando solo il 70% delle sinergie l’impatto positivo sull’utile per azione di Fca sarebbe superiore al 20%”, calcola Fidentiis che vede un solo rischio per la chiusura di quest’accordo: la reazione dei principali azionisti di Renault , del governo francese e di Nissan.

IL COMMENTO DI EQUITA

Per Equita il deal, atteso da oltre 4 anni e “sicuramente accrescitivo, con una buona integrazione geografica e di prodotto e sinergie a prima vista superiori a quelle classiche: il 3% della base costi combinata rispetto alla nostra idea del 2%”, ha buone chance di essere approvato.

I BENEFICI DEL DEAL SECONDO MEDIOBANCA

I benefici, spiega Mediobanca, derivano principalmente dalla condivisione degli investimenti in relazione alle nuove piattaforme per il lancio di soluzioni ibride/elettriche. Nel 2018 Renault ha investito 5,2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, 3,5 miliardi di euro, invece, Fca. Inoltre, Fca potrebbe ridurre i costi di compliance (1,8 miliardi di euro) grazie all’utilizzo delle soluzioni elettriche/ibride di Renault. Nel 2018 l’1,3% dei volumi Renault è stato elettrificato.

I VANTAGGI RECIPROCI

A sua volta Renault potrebbe avere accesso alla rete di distribuzione di Fca nell’area Nafta, acquistare i marchi premium Alfa, Maserati e Jeep e diluire il peso di Nissan in una futura fusione che coinvolga i tre player. In caso di fusione, il gruppo italo americano potrebbe aumentare la sua penetrazione in Russia e nei mercati dell’area Apac. I tre player insieme, supponendo che anche Nissan partecipi all’operazione, venderebbero più di 15 milioni di unità l’anno con evidenti economie di scala.

LE SOVRAAPPOSIZIONI POTENZIALI

Tuttavia, non mancano alcuni potenziali ostacoli che potrebbero impedire un eventuale accordo tra Fca e Renault. Innanzitutto, nota Mediobanca, Fca e Renault hanno una forte sovrapposizione in termini di capacità produttiva in Europa (Renault ha 20 stabilimenti in Europa, 14 solo in Francia, mentre Fca ha 40 impianti in Europa e 27 in Italia). Il risparmio sui costi potrebbe influire su alcune chiusure di impianti che potrebbero essere difficili da raggiungere.

IL RUOLO DEL GOVERNO FRANCESE IN RENAULT

Al contempo, aggiunge Mediobanca, il governo francese ha una partecipazione del 15% in Renault e potrebbe opporsi a una potenziale fusione. Senza contare che, dopo un potenziale accordo, l’esecutivo francese diventerebbe un azionista rilevante di un gruppo che include il terzo produttore di auto americano. Nello scenario di una guerra commerciale, “non siamo sicuri che l’amministrazione degli Stati Uniti darà il via libera a un tale accordo.

GLI INTRECCI FRA RENAULT E NISSAN

Infine, Renault detiene il 43% del capitale di Nissan che a sua volta ha in mano una partecipazione del 15% in Renault. “Supponiamo che Nissan possa opporsi all’intesa”, avverte Mediobanca, “in quanto indebolirebbe la sua partecipazione in un potenziale futuro scenario di merger. Comunque prevediamo una reazione positiva sia del titolo Fca sia del titolo Renault ” che trattano a sconto rispetto ai competitor: Fca è scambiata a 4,3 volte il multiplo prezzo/utile 2019, quasi in linea con Renault.

GLI ASPETTI POSITIVI PER EXOR

Nel caso della holding di casa Agnelli, Exor, l’operazione le consentirà di incassare, pre-fusione, dividendi aggiuntivi per circa 0,82 miliardi di euro da Fca e di diventare il primo azionista del gruppo, post-fusione, con una quota di oltre il 14%. La fusione tra Fca e Renault ha diversi punti positivi per Exor tra cui l’incasso aggiuntivo e la diluizione dell’esposizione nell’auto all’interno di un gruppo nettamente più grande e preparato per le sfide del settore elettrico e della guida autonoma. Exor tratta a circa il 29% di sconto sul net asset value.

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; qui la versione integrale)

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