Mobilità

Enrico Giovannini, tutto sul nuovo ministro delle Infrastrutture al posto di Paola De Micheli

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Ecco il curriculum di Enrico Giovannini: dalla docenza universitaria agli incarichi istituzionali, passando per quelli ministeriali (il Lavoro nel governo Letta), fino all’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (come Conte ha ribattezzato l’alleanza M5s-Pd-Leu…)

 

È stato chief statistician dell’Ocse dal 2001 all’agosto 2009, presidente dell’Istat dall’agosto 2009 all’aprile 2013. Non solo: dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del governo Letta.

Non è una novità nelle istituzioni e nel governo il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, 64 anni, prendendo il posto della democrat Paola De Micheli, che è stata al centro di critiche nella maggioranza soprattutto ad opera di Italia Viva, il movimento di Matteo Renzi.

Una lunga carriera internazionale ai vertici dell’Ocse, la presidenza dell’Istat, il ministero del Lavoro, e da anni la battaglia quotidiana per coniugare sviluppo, uguaglianza e sostenibilità come cofondatore e portavoce dell’ASviS, l’Alleanza dello Sviluppo sostenibile.

Proprio il nome della coalizione M5s-Pd-Leu ribattezzata dal presidente uscente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel giorno dell’incarico dato dal capo dello Stato a Mario Draghi per formare il nuovo governo.

Giovannini è professore ordinario di statistica economica all’Università di Roma “Tor Vergata”, docente di Public management presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Luiss e membro di numerosi board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali.

A Giovannini, Draghi affida di fatto il compito di gestire quei quasi 32 miliardi (31,98 miliardi di euro per l’esattezza) che il Recovery destina al capitolo Infrastrutture, tenendo conto della necessità di ammodernamento del Paese da conciliare con la grande battaglia dello sviluppo sostenibile.

Non a caso, proprio nel Recovery oltre 18 di quei miliardi sono dedicati alla mobilità green. Sfida grande con poche certezze: una è che “la crisi offre un ‘opportunità irrepetibile per scegliere e accelerare su un nuovo modello di sviluppo” come Giovannini stesso ama ricordare spesso nei suoi interventi, l’altra è che la strada da compiere sarà complessa: “perché il futuro sarà pieno di shock e quindi non basta far ripartire il Pil, questi soldi devono servire a trasformare l’economia per renderla più resiliente”, spiegava di recente.

Romano, classe ’57, laurea in statistica alla Sapienza, da direttore generale dell’Ocse dal 2001 al 2009 Giovannini ha realizzato una profonda riforma complessiva sistema statistico dell’Organizzazione e lo stesso è avvenuto alla guida dell’Istat dal 2009 al 2013 dove ha realizzato numerosi progetti innovativi. Suo, tra l’altro, proprio l’avvio del progetto per la misura del “Benessere Equo e Sostenibile (BES)”.

Da ministro del Lavoro ha avviato tra l’altro la riforma degli ammortizzatori in deroga e disegnato Garanzia giovani, concentrando anche l’attività di indirizzo del ministero sulla lotta alla povertà e al lavoro nero e ribadendo più volte agli imprenditori la necessità di investire “sul capitale umano”, ricorda l’Ansa.

Docente di statistica economica a Tor Vergata, ha cofondato l’Alleanza dello Sviluppo sostenibile nata nel 2016 che riunisce 270 tra società, istituzioni e reti della società civile con lo scopo di promuovere i temi dell’Agenda 2030 e lo sviluppo sostenibile.” Quello del rilancio delle infrastrutture, “è uno dei dilemmi che un Paese deve affrontare”, raccontava in una recente intervista nella quale sottolineava che “grazie alle nuove tecnologie, sviluppare infrastrutture a basso impatto ambientale” si potrebbe creare “tantissimo” lavoro riqualificando e che i costi della mancata manutenzione nelle zone ad alto rischio sismico e idrogeologico sono più alti rispetto a gli interventi di prevenzione”.

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