Mobilità

Ecotassa e bonus, chi vince e chi perde nella gara delle auto

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Fatti, numeri, modelli e scenari. Che cosa succede dopo l’ecotassa e il bonus per la rottamazione delle auto

 

Più inquini, più paghi. Più la tua auto è di lusso, più paghi. I principi guida dell’ecotassa, emendata rispetto alla prima proposta governativa, mirano a incentivare chi compra veicoli rispettosi dell’ambiente. Nella versione riveduta del provvedimento si correggono alcune misure della prima bozza, che avevano fatto piovere tante polemiche sul Governo. «La Panda 1.2 costerà di più? Comprino la Panda 1000», aveva detto ai primi di dicembre la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, attirandosi le ire e gli sfottò di mezzo arco parlamentare, oltre che dei social.

La bozza è stata modificata e la platea delle auto finite sotto la “mannaia” dell’ecotassa si è ristretta. Ma il balzello non risparmierà chi acquista suv e auto di lusso, e tuttavia i mezzi di media cilindrata e alcuni veicoli commerciali non saranno esentati.

BONUS AUTO

Che cosa c’è nel maxi emendamento del governo alla manovra oltre al resto? Incentivi per l’acquisto di automobili poco inquinanti, ibride o elettriche fino a 50mila euro. In via sperimentale, a chi acquista un veicolo, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, è riconosciuto un bonus che nel caso di rottamazione, può avere due valori: 6mila euro per auto che inquinano da 0 a 20 grammi di CO2 per km percorso; di 2.500 euro dai 21 ai 70 grammi di CO2. In assenza di rottamazione, l’incentivo è di 4mila euro per la prima fascia (ad inquinamento quasi zero) e di 1.500 euro per la seconda fascia (da 21 a 70 grammi).

ECOTASSA

Salve le utilitarie, si dovranno pagare 1.100 euro per le macchine che inquinano da 161 a 175 grammi di CO2 per chilometro percorso, 1.600 euro dai 176 ai 200 grammi di CO2 per km, 2mila euro da 201 a 250 grammi di CO2, e 2.500 euro per soglie superiori a 250 grammi di CO2.

Considerato che il parametro premiante principale è l’emissione di Co2, chi godrà dei maggiori benefici saranno gli automobilisti che rottameranno una vecchia euro 0 per sostituirla con un’elettrica o una ibrida.

MARCHE E MODELLI

Cosa significano, in concreto, le nuove misure? Lo ha esemplificato il Messaggero, sulla base dell’ultima bozza della manovra: comprando un’auto come Skoda Citigo o Fiat Punto 1,3 multijet (non più in produzione), si avrebbe diritto a 1500 euro. Cifra che schizza a 3000 euro per l’Audi A3 Etron, Mitsubishi Outlander Phew e Toyota Yaris 1.5 hybrid. Seimila euro, invece, per chi punta su Citroen C0, Renault Nose o Volkswagen Egolf.

CHI PROTESTA

Il provvedimento del Governo, sin dalla sua bozza, ha provocato la reazione di Unrae e Federauto, le associazioni che rappresentano le case di produzione estere e i concessionari. Prendendo a riferimento i primi 11 mesi del 2018, hanno stimato che la nuova norma «provocherebbe un extragettito per lo Stato di appena 350-370 milioni di euro. Il 49% degli acquirenti di auto nuove pagherebbe la nuova imposta, il 38% non ne sarebbe coinvolto, l’8% avrebbe diritto al bonus. L’incentivo basterebbe a malapena a soddisfare la domanda esistente, premiando le persone già intenzionate ad acquistare vetture a basse emissioni».

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