Mobilità

Ecco come Ferrovie preme su Mediobanca per convincere Atlantia-Autostrade a imbarcarsi su Alitalia

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L’attivisimo di Di Maio. Il ruolo di Ferrovie e dei molteplici consulenti di Battisti. La disponibilità di Toto. Le prossime mosse di Atlantia. E gli incontri di Efromovich. Tutte le ultime novità sul dossier Alitalia.

 

Oggi può essere il giorno della verità per il destino di Alitalia. Perché Atlantia ha convocato il consiglio d’amministrazione periodico nel quale, con ogni probabilità, si farà il punto della situazione in merito al possibile intervento nella cordata che dovrà costituire la newco per l’ennesimo tentativo di salvataggio della compagnia aerea di bandiera.

E siccome, secondo indiscrezioni di mercato, Mediobanca, advisor di Ferrovie dello Stato assieme a Oliver Wyman, McKinsey e Deloitte, ha chiesto alla holding infrastrutturale dei Benetton di fare un passo formale in tal senso, è ipotizzabile che nelle prossime ore, e comunque entro il fine settimana, la società guidata dall’ad Giovanni Castellucci presenti la manifestazione d’interesse.

Tassello fondamentale per rispettare la scadenza di 15 luglio, ribadita ancora una volta ieri in video chat live su Facebook dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio che ieri ha avuto un colloquio con l’ad di Fs, Gianfranco Battisti. Questo perché, a tutt’oggi, manca ancora la quarta gamba sulla quale far poggiare questo progetto che vede coinvolte, da mesi, Fs (30-35%), il ministero delle Finanze (15%) e il vettore Usa Delta (10-15%).

In questo contesto, ovviamente, Atlantia viene dipinta e valutata come il miglior alleato possibile. Quello che non necessita delle garanzie richieste dagli advisor delle Ferrovie alla famiglia Toto, a Claudio Lotito e all’imprenditore colombiano German Efromovich che ancora ieri sera a colloquio con il ministro Di Maio.

In uno scenario, definito da più parti, ancora molto liquido sta prendendo corpo una nuova opzione. Quella che vede affiancare Atlantia dai Toto. Solo che quest’ultima famiglia, fino a ieri sera, non aveva presentato a Mediobanca le garanzie necessarie per partecipare all’operazione di salvataggio, nè i requisiti finanziari.

«Siamo aperti a ogni scenario», ha ribadito il titolo del Mise, specificando di non aver preclusioni sul quarto alleato (a fianco di Fs, Mef e Delta), di aver incontrato martedì gli emissari del gruppo Toto. Di Maio ha poi ancora sottolineato che, anche se la holding dei Benetton sarà, come pare, della partita, «il governo non fa un passo indietro sulla revoca della concessione», in merito alla tragedia avvenuto nell’agosto di un anno fa, a Genova, sull’autostrada A-10, e costata la vita a 43 persone. Un tema delicato, più di natura politica che industriale, questo che comunque anche i Benetton non potranno non tenere in considerazione.

Certamente, però, se Atlantia sarà coinvolta, i suoi vertici vorranno avere certezze sulla governance societaria, sulla gestione e soprattutto sul business plan di rilancio. E poi va, comunque, trovato un amministratore delegato in grado di far ripartire Alitalia: una sfida non facile in tal senso. Detto ciò, i tasselli del puzzle paiono andare a comporsi anche perché la necessità del governo è di risolvere questa difficile situazione che sta procedendo parallelamente al salvataggio dell’Ilva.

Ed è per questa ragione che Efromovich (assistito dal consulente Antonio Guizzetti e dagli avvocati di Grimaldi Studio Legale) e sostenuto finanziariamente da Ubs vuole provare ad avere un ruolo in questa operazione. Al punto che, da quel che trapela, si sarebbe dichiarato disposto a incrementare la sua partecipazione nel capitale della newco – c’è un limite del 49% per i soggetti extra-Ue nel capitale dei vettori aerei europei, anche se Efromovich avrebbe passaporto portoghese -, immettendo più risorse nel progetto a fronte però di un suo coinvolgimento diretto nella gestione operativa. Una opzione che deve essere valutata con attenzione da Fs, Mef e Delta.

Il suo obiettivo è arrivare al 40% mettendo sul piatto 400 milioni e puntando al rilancio guardando a tre mercati di riferimento: Centro Europa, Mediterraneo e Africa. Solo che avendo chiesto l’accesso alla data room solo martedì chiede tempo per definire la proposta che punta a una diversificazione dell’offerta, escludendo però la trasformazione di Alitalia in low cost.

E siccome nulla ancora è deciso, e una newco partecipata da 4-5 soggetti potrebbe non garantire il definitivo rilancio di Alitalia ecco che non bisogna trascurare, fino all’ultimo secondo disponibile, il ruolo di Lufthansa. La compagnia tedesca resta alla finestra, nel caso in cui dovesse saltare il progetto della newco.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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