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Difesa, cosa cambierà per l’India con la portaerei Vikrant

India Vikrant

Il premier Narendra Modi ha battezzato la INS Vikrant, la seconda portaerei nonché la prima interamente made in India. L’articolo di Marco Orioles

 

Dehli ha varato la sua seconda portaerei nonché la prima interamente made in India e si accinge a lanciarla nelle vastità dell’Indo-Pacifico per meglio contrastare l’espansionismo cinese.

Dopo 17 anni di costruzione e di test, il premier Narendra Modi ha battezzato la INS Vikrant (“coraggioso e vittorioso”) durante una cerimonia nello stato meridionale del Kerala, con un lancio pensato anche per celebrare il 75esimo anno di indipendenza dell’India.

CARATTERISTICHE DELLA VIKRANT

Lunga 262 metri e larga 60 e costata tre miliardi di dollari, la Vikrant è alimentata da un motore con quattro turbine a gas che può raggiungere la velocità massima di 32 miglia orarie, con un raggio d’azione stimato in quasi 14mila km.

Come osserva Reuters, il 75% delle sue componenti è stato prodotto internamente da una mezza dozzina di grandi imprese industriali e da oltre cento piccoli fornitori nazionali.

L’INDIA ENTRA IN UN CLUB D’ELITE

Stando a quanto rileva la Cnn, con la Vikrant l’India si unisce a un piccolo club di nazioni dotate di più di una portaerei in servizio e diventa inoltre il terzo Paese, dopo la Gran Bretagna e la Cina, ad aver varato una portaerei autoctona negli ultimi tre anni.

L’ESULTANZA DI MODI

Modi ha usato toni molto enfatici per sottolineare la notizia. “Oggi”, sono state le sue parole, “l’India si è unita a quei Paesi del mondo che possono produrre una portaerei così grande con tecnologia indigena”.

La Vikrant, ha aggiunto il Primo ministro, “è un simbolo del potenziale indigeno, delle risorse indigene e delle competenze indigene”.

Con un riferimento agli altri sistemi d’arma che Dehli ormai produce in modo autonomo, Modi ha anche evidenziato che “l’India sta lavorando con tutta la sua potenza per diventare autosufficiente”.

IL PROBLEMA DEGLI AEREI (CHE L’INDIA NON HA)

Progettata per far posto a un equipaggio di circa 1.600 uomini e a una flotta di 30 aerei, la Vikrant farà affidamento per ora ai jet russi MIG-29K che già operano sull’altra portaerei indiana, la INS Vikramaditya che Delhi aveva acquisito a suo tempo da Mosca.

Ma sulla Vikrant saranno operativi anche un certo numero di elicotteri nonché sistemi difensivi come missili terra-aria.

Come ha dichiarato a Voice of America l’analista militare Rahul Beti, la Vikrant è stata progettata in realtà per alloggiare aerei di fabbricazione occidentale di cui l’India al momento non dispone. Il Paese, sottolinea l’analista, “non ha per il momento aerei adatti. L’India pianifica (infatti) di acquistarli dalla Francia o dagli Stati Uniti.

Secondo Reuters in corsa per fornire all’India gli aerei di cui ha bisogno per la Vikrant ci sono l’americana Boeing e la francese Dassault.

Come ha sottolineato alla Reuters Kamlesh Kumar Agnihotri, ricercatore della National Maritime Foundation, “se una portaerei deve diventare operativa, allora la sua principale arma saranno gli aerei. Pertanto questo sarà un problema critico” fino a quando l’India non si sarà procurata gli aerei adatti.

LE NUOVE POTENZIALITÀ DELLA MARINA INDIANA

Sta di fatto che, una volta superato questo problema, l’India potrà schierare le sue due portaerei in entrambi gli Oceani assieme ai suoi 10 incrociatori, 12 fregate e 20 corvette.

CONTRASTARE L’ESPANSIONISMO CINESE

Potenziare le proprie capacità navali è diventata una priorità per Dehli alla luce della crescente presenza cinese nell’Oceano Indiano, dove Pechino ha costruito dei porti in Pakistan e nello Sri Lanka nell’ambito del suo maxiprogetto strategico delle nuove Vie della Seta.

Come sottolinea alla Cnn l’analista militare ed ex ufficiale indiano Ajai Shukla,  non si può sottovalutare il messaggio insito nel varo della Vikrant: l’India sta comunicando che “ha la potenza, ha le portaerei e quindi la potenza aerea per dominare le lunghe distanze dell’Oceano Indiano”.

UN NUOVO RUOLO NEL QUAD

Ma la nuova portaerei permetterà anche all’India di assumere un ruolo più prestigioso nell’ambito delle esercitazioni del cosiddetto Quad, l’alleanza informale tra Usa, Giappone, Australia, India. Finora all’esercitazione annuale del Quad denominata Malabar avevano preso parte le portaerei di Usa e Giappone.

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