Mobilità

Tutti i dettagli sull’autoscontro ai vertici di Volkswagen

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L’approfondimento di Luciano Mondellini, giornalista di Mf/Milano Finanza

Con un comunicato ufficiale che ha sorpreso l’intera Germania (e tutto il settore automobilistico internazionale) Volkswagen ha annunciato ieri di essere pronta a rivoluzionare la sua governance. Ivi compreso il ruolo del ceo, attualmente occupato da Matthias Mueller, il quale nonostante, un contratto che lo lega alla tolda di Wolfsbsurg sino al 2020, dovrebbe lasciare il suo incarico per fare posto, secondo indiscrezioni di stampa, a Herbert Diess, attuale capo del brand Volkswagen (uno dei 12 marchi del colosso della Bassa Sassonia).

LE PROSSIME NOVITA’

Il cambio della guardia dovrebbe essere annunciato nella giornata di venerdì 13 quando i massimi organismi direttivi del secondo produttore di auto al mondo si riuniranno nel quartier generale di Wolfsburg. Ma intanto la notizia è piaciuta ai mercati, dato che il titolo Volkswagen ha guadagnato il 4,5% in borsa chiudendo a 171,6 euro.

LA NOTA DELLA CASA

La nota, arrivata a metà giornata, ha spiegato in poche righe che «Volkswagen sta valutando ulteriori sviluppi della sua struttura manageriale, sviluppi che sarebbero associati a cambiamenti di figure nel consiglio di amministrazione che potrebbero includere un cambio anche nella posizione di presidente del cda», posizione ora occupata da Matthias Mueller. La nota ha inoltre spiegato che il presidente del comitato di sorveglianza, Hans Dietrich Poetsch, sta trattando con alcuni membri del comitato sulla questione e lo stesso Muller «ha dimostrato la sua disponibilità di massima a contribuire ai cambiamenti.

CHE COSA SUCCEDERA’

Al momento, però, è tutto da verificare se le considerazioni e discussioni attualmente in atto porteranno a ulteriori sviluppi della struttura manageriale o a cambi di personale nel board di Volkswagen». Di ufficiale, insomma, ci sarebbe solo l’ammissione di un possibile rimpasto del cda, che non necessariamente implicherebbe l’uscita di Mueller. Ma più testate della stampa tedesca hanno subito indicato che il manager di Stoccarda sarebbe ormai pronto a lasciare e che Diess ne sarebbe il successore.

LE SORPRESE IN GERMANIA

Come si diceva, la decisione ha sorpreso l’intero settore automobilistico mondiale e la stampa tedesca, che pur segue la casa di Wolfsburg molto attentamente e con un gran numero di giornalisti. Anche perché Mueller era diventato numero uno di Wolfsburg nel settembre del 2015 subito dopo lo scoppio dello scandalo del Dieselgate (e il conseguente allontanamento dell’allora ceo, Martin Winterkorn). E in questi anni è stato il principale punto fermo di Volkswagen nella tempesta che è seguita allo scandalo sulle emissioni. Riportando i conti in crescita e il risultato netto in utile: nel 2017 i ricavi sono stati superiore a 230 miliardi e i profitti pari a 11 miliardi.

IL GIUDIZIO DEGLI ANALISTI

Secondo gli analisti, la promozione a capo azienda di Diess una ottima notizia per gli investitori e il titolo potrebbe crescere ulteriormente. Arrivato nel 2015 da Bmw , il manager bavarese ha fama di grande tagliatore di costi, di esperto di nuova mobilità e di semplificatore di strutture aziendali. Un atout, quest’ultimo, di cui Wolfsburg ha assoluto bisogno, visto che la sua governance (che regna su 12 brand) in più di una occasione è apparsa barocca e incapace di estrarre tutte le sinergie tra le controllate che invece potrebbero emergere. E questa caratteristica, in un momento in cui le case automobilistiche hanno bisogno di grandi investimenti per far fronte alle sfide che le nuove tecnologie pongono, potrebbe essere un elemento decisivo nella scelta del nuovo numero uno operativo del colosso automobilistico.

(Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza)

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