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Cassino

Cosa farà davvero Stellantis a Cassino?

Stellantis promette a Cassino la produzione di nuovi modelli. Ma Fiom è guardinga: "La riduzione dei costi si deve fare con l’aumento dei volumi tornando a produrre un milione e mezzo di veicoli nel nostro Paese". Fatti, commenti e approfondimenti

 

La risposta di Stellantis a chi l’accusa di essere troppo francocentrica è il potenziamento dell’impianto di Cassino, assegnando allo stabilimento laziale nuove produzioni. Risposta che però non convince affatto i sindacati. Ma andiamo con ordine.

 

LE RASSICURAZIONI DI TAVARES SUL FUTURO DI CASSINO

Dopo il record delle 135mila unità prodotte nel 2017, la produzione di Cassino si è progressivamente ridimensionata così come il numero di addetti, ormai sulla soglia delle 3mila unità. In controtendenza però i risultati del 2022: 55mila unità prodotte con un recupero del 25% sull’anno precedente ma ancora al di sotto dei volumi del 2019.

“Lo stabilimento di Cassino – ha detto il numero 1 di Stellantis, Carlos Tavares – vanta una lunga tradizione di innovazione e tecnologia. I veicoli basati sulla piattaforma Stla Large che stiamo progettando rivoluzioneranno l’esperienza di guida grazie a funzionalità e caratteristiche all’avanguardia e, per questo, confidiamo nella grande competenza dei nostri dipendenti e nel team manageriale di Stellantis per riuscire a raggiungere i nostri audaci obiettivi legati al costo e alla qualità. Il supporto dei dipendenti di Cassino e la lungimiranza delle autorità locali e nazionali sono per noi un grande stimolo per sviluppare veicoli in grado di conquistare i clienti con una mobilità pulita, sicura e accessibile”.

L’impianto del comune di Piedimonte San Germano, alle porte di Cassino, inaugurato nel 1972, è stato ammodernato di recente con la predisposizione di 1.200 robot nei reparti stampaggio, lastratura, verniciatura e produzione di parti di plastica al fine di rendere la fabbrica il clou per la produzione di modelli premium e lusso, prima delle Alfa (Giulia e Stelvio) quindi della Maserati Grecale. Forte attenzione anche alla sostenibilità ambientale: dal 2017 il consumo di acqua è stato dimezzato e sono stati predisposti pannelli fotovoltaici nei parcheggi interni per la produzione di energia solare. Ma, appunto, dopo il boom di produzione del 2017, le linee si sono via via rallentate.

I DUBBI DEI SINDACATI

“Oggi l’ad di Stellantis in visita allo stabilimento di Cassino ha annunciato l’arrivo della piattaforma elettrica STLA Large. Una buona notizia se non fosse che non c’è alcuna certezza sui modelli, i volumi attesi e i tempi”, questo il tenore della nota congiunta di Simone Marinelli, coordinatore automotive per la Fiom-Cgil nazionale e Donato Gatti, segretario generale Fiom-Cgil Frosinone-Latina.

“Nell’incontro che ha tenuto con i delegati di fabbrica – spiegano dalla Fiom -, l’ad si è invece concentrato molto su ulteriori tagli di costo che per l’azienda sono indispensabili per mantenere le produzioni nel sito. Efficientamenti, uscite incentivate, aumento dei ritmi produttivi, tagli ai servizi continueranno anche nei prossimi mesi e metteranno ulteriore pressione sulle lavoratrici e sui lavoratori che hanno già subito un peggioramento delle condizioni quotidiane di lavoro. A questo si aggiunge la continua richiesta di riduzione dei costi anche verso i fornitori e la mancanza di prospettive su nuovi modelli per far uscire dalla crisi l’intero settore”.

“È necessario – l’auspicio della sigla sindacale – che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconvochi azienda e sindacati per avviare un confronto per un accordo su produzione e occupazione: la riduzione dei costi si deve fare con l’aumento dei volumi tornando a produrre un milione e mezzo di veicoli nel nostro Paese”.

Più ottimiste le altre sigle: “L’annuncio di Tavares – evidenzia Ferdinando Uliano della segreteria nazionale della Fim-Cisl – arricchisce di prospettive occupazionali lo stabilimento di Cassino, dopo le difficoltà degli ultimi anni”.

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