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Come vanno i conti di Fincantieri?

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Fincantieri

Non brillano troppo i conti 2020 di Fincantieri. Ecco come e perché. Tutti i dettagli sul bilancio 2020 approvato dal cda del gruppo cantieristico

 

Non brillano troppo i conti di Fincantieri. Ecco come e perché.

Pesa la pandemia sui conti Fincantieri, con il bilancio 2020 che chiude con una perdita di 245 milioni di euro, al netto di oneri connessi al Covid-19 (euro 196 milioni) e oneri su contenziosi per amianto (52 milioni).

Comunque, sulla scorta dell’ultimo trimestre dello scorso anno che ha segnato un recupero produttivo, le previsioni sono di un ritorno all’utile nel 2021.

Il Cda ha approvato il bilancio che parla di carico di lavoro confermato, di ripresa produttiva con 19 unità consegnate e ordini acquisiti per 4,5 miliardi per 18 nuove navi.

LA PERDITA DI PRODUZIONE

L’esercizio 2020 risente di una perdita di produzione del 20% rispetto a quanto programmato ma sono state rispettate le consegne programmate delle unità cruise, sia pure con lo slittamento dei programmi produttivi.

CHE COSA SOTTOLINEA FINCANTIERI

Soprattutto, sottolinea il gruppo capeggiato dall’ad, Giuseppe Bono, non c’è stata alcuna cancellazione degli ordini.

I RICAVI DI FINCANTIERI

I ricavi si sono attestati a 5,1 miliardi (-11% sul 2019) per effetto di una perdita di 3,2 milioni di ore di produzione.

L’EBITDA

L’Ebitda è a 314 milioni (320 nel 2019) ed Ebitda margin 6,1%, (5,5% nel 2019).

L’INDEBITAMENTO

L’indebitamento si attesta 1,06 miliardi (731 milioni a fine 2019) e riflette l’evoluzione tipica del circolante nella costruzione delle navi da crociera, ma risulta in miglioramento rispetto al terzo trimestre.

I POSTI DI LAVORO

Lo scorso anno sono stati inoltre creati in Italia oltre 500 posti di lavoro direttamente e 2.500 nell’indotto con l’incremento degli organici. Sono stati anche effettuati investimenti per 309 milioni e proseguono i lavori di efficientamento operativo nei cantieri italiani e nei cantieri esteri (Norvegia, Romania e Stati Uniti).

IL CARICO DI LAVORO

Il carico di lavoro complessivo è di 116 navi, con consegne fino al 2029, ed euro 35,7 miliardi (6,1 volte i ricavi), di cui soft backlog per circa euro 7,9 miliardi.

LE PREVISIONI

Si prevedono nel 2021 ricavi in aumento del 25/30% rispetto a quelli del 2020, a conferma delle direttrici di crescita delineate dal Gruppo prima della pandemia, e in conseguente miglioramento della marginalità che si prevede attestarsi intorno al 7%, dunque con un ritorno all’utile e, a partire dal 2022, a dividendi.

CHE COSA HA SCRITTO IL SOLE 24 ORE

Il ceo Bono ha posto poi l’accento – ha scritto il Sole 24 Ore – sulla “conferma del carico lavoro (oltre i 35 miliardi), sostenuto da nuovi ordini per 4,5 miliardi con il business delle navi militari che ha fatto la parte del leone. Oltre al contratto per i nuovi sommergibili, Fincantieri ha portato a casa, tra l’altro, la commessa per la prima unità capoclasse delle nuove fregate lanciamissili per la Marina Usa nell’ambito del programma FFG(X) e, nel quarto trimestre, si è perfezionato anche il contratto per la vendita di due fregate Fremm, originariamente concepite per la Marina militare italiana e poi cedute all’Egitto, di cui una consegnata a dicembre 2020 e l’altra in consegna nel 2021. A spingere la performance del gruppo ha poi contribuito, come ha ricordato l’ad, anche l’accelerazione sulla diversificazione del business con lo sprint su nuovi fronti (leggi energie rinnovabili), presidiati con efficacia dalla controllata Vard, e con il rafforzamento nel settore delle grandi infrastrutture. Dove Fincantieri ha messo a segno l’acquisizione di Inso e Sof e dove il gruppo ha realizzato il nuovo Ponte di Genova «con il quale abbiamo dato prova – ha sottolineato ieri Bono – delle nostre capacità di realizzare prodotti molto complessi nei tempi previsti»”.

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