Mobilità

Come Poste Vita si pisterà su Autostrade con Cdp, F2i e fondazioni

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mobilità e trasporti

Tutti i piani di Poste Vita (gruppo Poste Italiane) nel dossier Autostrade per l’Italia (Aspi).

“Sul nome specifico non commento, ma gli investimenti infrastrutturali sono una delle asset class che hanno senso per le assicurazioni poiche’ danno rendimenti stabili e prevedibili nel tempo rispetto agli investimenti tradizionali”. Così Andrea Novelli, amministratore delegato e direttore generale di Poste Vita, ha risposto – durante l’Insurance Day 2020 di Accenture – a chi gli chiedeva del possibile interesse alla partita di di Autostrade per l’Italia (Aspi).

E’ dunque in corso un concerto tra governo e aziende controllate o partecipate direttamente o indirettamente dal Tesoro per il nuovo corso azionario della concessionaria autostradale del gruppo Atlantia. Ecco tutti i dettagli.

Nei giorni scorsi, il Sole 24 Ore aveva riferito di un possibile, rilevante ruolo di Poste Vita (con un impegno finanziario di 300-400 milioni) in una cordata di investitori istituzionali italiani, organizzata da F2i, per rilevare una quota di Aspi, ha ricordato Radiocor.

Alcune fonti  nei giorni scorsi hanno indicato al Sole 24 Ore in circa 300-400 milioni l’investimento allo studio di Poste Vita (gruppo Poste Italiane”, “ma qualcuno non esclude una iniezione di liquidità più alta. Se così fosse, Poste Vita rappresenterebbe uno dei maggiori soci del fondo, creato ad hoc da F2i per rilevare la quota di maggioranza di Aspi”.

Insieme con Poste Vita, come riportato Il Sole 24 Ore, figurebbero infatti anche alcune Fondazioni e alcune casse di previdenza: Cassa Forense (avvocati), Enpam (medici), Inarcassa (architetti) e Cassa Geometri, che complessivamente gestiscono i contributi pensionistici di 1,2 milioni di cittadini. “L’impegno della controllata del gruppo Poste italiane sarebbe però fondamentale, si apprende, ai fini del lancio dell’operazione”, ha chiosato il quotidiano di Confindustria.

Nel frattempo, in queste ore, ci sono riunioni e incontri decisivi a livello governativo per sbrogliare il dossier di Autostrade per l’Italia (Aspi). Al momento lo stato dell’arte pare questo, secondo le ultime cronache: una doppia soluzione sul caso Autostrade per l’Italia che comprende anche quella più drastica della revoca della concessione, in caso non si arrivasse a un accordo sulle condizioni poste dal Governo.

Il premier Giuseppe Conte e la ministra delle Infrastrutture Paola de Micheli hanno presentato in serata al vertice di maggioranza la strategia, messa a punto anche con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, per porre fine al caso Aspi. Le pressioni interne all’esecutivo non mancano, soprattutto dalle parti del M5S, contrario a una soluzione “pacifica” e che ha ribadito di “non immaginare un futuro in cui ridare a Benetton le Autostrade”, come ha dichiarato il ministro Luigi Di Maio dagli studi di Porta a Porta.

La soluzione potrebbe passare dunque dalle “condizioni minime al di sotto delle quali rimane irricevibile qualsiasi proposta di controparte e diventa automatica la revoca”, come chiarito dal Governo: l’accordo inoltre dovrebbe arrivare prima dell’inaugurazione del nuovo Ponte Morandi a Genova.

Tre le voci principali individuate dall’esecutivo – investimenti massicci, pedaggi ridotti e un piano di risarcimenti – ma soprattutto l’ingresso del fondo F2i e di Cassa depositi e prestiti in Autostrade, in modo da ridurre la presenza di Atlantia, lasciandole così la concessione ma senza più essere socio di maggioranza.

Ora la partita si giocherà soprattutto tra le fila della maggioranza, cercando di placare i malumori del M5S: Atlantia aveva infatti già chiarito di essere pronta a trattare e a trovare un accordo inviando una nota al Mit in cui confermava la “propria volontà di proseguire le interlocuzioni in corso anche dopo l’imminente scadenza del 30 giugno”.

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