Mobilità

Come le auto a guida autonoma faranno la differenza in caso di emergenza

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Le auto a guida autonoma potranno aiutare a gestire le evacuazioni in caso di emergenza


Le auto a guida autonoma potrebbero rivoluzionare la nostra vita e le nostre abitudini. Anche in caso di pericolo, come si legge su Axios, infatti, con l’avvicinarsi dell’uragano Dorian, ben 1,5 milioni di persone si sono trasferite dalla costa nell’entroterra della Florida. L’intenso traffico ha causato non pochi problemi e disagi, mettendo in serio pericolo la vita dei conducenti e di chi era in auto: con i veicoli a guida autonoma, intelligenti, tutto questo potrebbe cambiare.

ANCHE IL TRAFFICO FA VITTIME

Anche il traffico intenso fa le sue vittime. Non parliamo di soli incidenti stradali. Prima che l’uragano Rita colpisse le coste americane nel 2005, 2,5 milioni di residenti di Houston hanno tentato di fuggire, ma sono rimasti intrappolati in un ingorgo per più di 20 ore,  secondo Houston Chronicle. Più di 100 persone sono morte nell’esodo. In Florida, nel 2017, 7 milioni di persone hanno cercato di fuggire all’uragano Irma, causando ingorghi e problemi correlati.

LE AUTO INTELLIGENTI FARANNO LA DIFFERENZA

L’avvento delle auto a guida autonoma potrebbe fare la differenza durante le evacuazioni. Prima di tutto perch08 una flotta di auto a guida autonoma potrebbe trasportare un numero di persone maggiore verso un posto sicuro, riducendo il numero delle auto su strada.

Ma non solo, comunicando con le altre auto in viaggio, le vetture potranno viaggiare più velocemente e più vicine, massimizzando i flussi del traffico e sfruttando l’intelligenza artificiale, possono identificare percorsi meno congestionati e persino indirizzare le persone verso rifugi o hotel disponibili.

EFFICIENZA DEL 30%?

“Con l’auto a guida autonoma, in teoria, è possibile spostare il 30% in più di persone nello stesso spazio”, dice il professore della Louisiana State University, Brian Wolshon, che ha lavorato con i governi locali nella pianificazione dell’evacuazione.

CI SONO I “MA”

Attenzione, però, la cosa non è senza controindicazioni. Se è vero che nei prossimi anni le stazioni di ricarica aumenteranno, è anche vero che fino a quando la transizione all’elettrico non sarà completata, è possibile che non ci sarà un numero di stazioni di servizio per gestire un’evacuazione su larga scala.

E siccome sempre più persone rinunciano all’auto in favore della bici, è anche possibile che non ci siano abbastanza veicoli per accogliere tutti coloro che devono fuggire in caso di emergenza, spiega il Bryan Koon, vicepresidente della società di consulenza per i disastri IEM.

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