Mobilità

Come il governo farà sfrecciare le entrate di Trenitalia (Ferrovie) e Italo (Ntv)

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fs italo

A Fs e Italo il governo Conte concede 80 milioni di euro l’anno per sopperire alla crisi del coronavirus


Sostegni a Trenitalia-Ferrovie e Italo-Ntv nel decreto Rilancio: le due società potranno usufruire, come da articolo 214, di aiuti statali nei prossimi anni per compensare gli effetti economici imputabili all’emergenza Coronavirus. Tutti i dettagli.

80 MILIONI ANNUI FINO AL 2034

Al comma 3 dell’articolo 214 si legge che “È autorizzata la spesa di 70 milioni di euro per l’anno 2020 e di 80 milioni di euro annui dal 2021 al 2034 al fine di sostenere le imprese che effettuano servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e merci non soggetti a obblighi di servizio pubblico”. Gli aiuti economici saranno destinati alle Frecce, agli intercity, ai treni merci di Trenitalia-Fs e ai treni ad alta velocità di Italo-Ntv. Restano fuori i treni regionali, cui saranno destinati altri aiuti.

Il denaro messo in campo dal Governo, per FS e Italo, in pratica, servirà a compensare “gli effetti economici subiti direttamente imputabili dall’emergenza Covid-19 registrati a partire dal 23 febbraio 2020 e fino al 31 luglio 2020”.

RENDICONTAZIONE ENTRO IL 30 SETTEMBRE

Ferrovie dello Stato ed Italo Treno, però, sono chiamate a rendicontare “entro il 30 settembre 2020 gli effetti economici” dell’emergenza “secondo le modalità definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

IL COMMENTO DI PAOLO BERIA

“I due più grandi player del mercato possono ricevere 80 milioni all’anno, per quindici anni, per tamponare le perdite del Covid. Fa un miliardo e duecento milioni a fondo perduto. Questi soldi non servono a garantire un livello di servizio minimo o delle tariffe massime, cioè una parvenza di socialità. Sono per i servizi a mercato, che i due potranno comunque sospendere o modificare (come prima e come è giusto che sia per un servizio a mercato) senza dover rendere conto a nessuno”, ha commentato su Business Insider Paolo Beria, professore associato in Economia Applicata presso il DAStU, Politecnico di Milano, dove dirige il laboratorio di ricerca TRASPOL sulle politiche dei trasporti.

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