Mobilità

Come Germania e Francia coccolano l’automotive (e l’elettrico)

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produzione auto germania Francia

Tutti gli incentivi di Germania e Francia alle auto elettriche, ibride e non solo. Ma non mancano le polemiche in Germania

Anche Francia e Germania mettono la quinta per far ripartire il settore auto, in ginocchio dal lockdown per il Covid-19. Sia Parigi che Berlino provano a spingere sull’elettrico, ma Emmanuel Macron lascia spazio anche a incentivi per la rottamazione per provare a mettere sul mercato l’invenduto di questi mesi.

GLI INCENTIVI PER LE AUTO ELETTRICHE DELLA GERMANIA

In Germania, i partiti Cdu e Csu speravano in un bonus esteso anche per i motori euro 6 benzina e diesel, ma alla fine ha vinto l’Spd, che tifava per incentivare la sola batteria. E così, nel post pandemia, Berlino mette a disposizione un bonus da 6.000 per chi acquista un’auto elettrica, a cui si aggiunge un contributo da parte delle case automobilistiche che arriva fino a 3.000 euro.

Il prezzo di listino della vettura non dovrà superare i 40 mila euro.

Per le auto con cartellino tra 40.000 e 60.000 euro, l’incentivo complessivo dovrebbe essere di 7.500 euro totali.

LE AUTO IBRIDE

Più basso l’incentivo destinato a chi acquista le ibride plug-in: avrà 4.500 euro dal Governo più 2.250 euro dai costruttori, per un prezzo di listino fino a 40.000 euro.

Le ibride che costeranno di più potranno usufruire di un incentivo di 5.625 euro.

VW ELOGIA IL GOVERNO

Soddisfatta del pacchetto messo a punto dal Governo Merkel è la Volkswagen (la sua ID.3, con l’allestimento base, potrebbe usufruire degli incentivi). “Il pacchetto di incentivi economici contiene molte misure importanti per sostenere le persone in difficoltà e avere un’influenza positiva sull’umore e sul comportamento”, ha detto un portavoce della casa auto.

LE CRITICHE

Le critiche al pacchetto, invece, arrivano dalla Vda, l’associazione dell’industria tedesca, che ha mostrato “rammarico” per quanto deciso dal Governo. Per i produttori, scrive La Stampa, il pacchetto non basterà a rilanciare le vendite, che a maggio sono diminuite del 49,5% dopo un crollo del 61,1% ad aprile.

GLI INCENTIVI ALLE ELETTRICHE DI PARIGI

Per la ripartenza del settore automotive, il governo francese su spinta di Macron ha messo a punto un piano da 8 miliari di euro, con l’obiettivo primario di stabilizzare i 400 mila posti di lavoro a rischio. Come Berlino, anche Parigi punta in realtà principalmente sull’elettrico, con incentivi per le auto a batteria da 6 a 7 mila euro per i clienti privati, da 3 a 5 mila euro per le imprese, e di 2 mila euro per i veicoli ibridi.

INCENTIVI ANCHE PER LA ROTTAMAZIONE

A differenza della Germania, però, nel piano francese rientrano anche gli incentivi per la rottamazione (ipotesi che avanza anche in Italia). Le famiglie a basso reddito potranno richiedere un bonus da 3.000 euro per rinunciare alla vecchia auto inquinante e acquistarne una nuova.

LE AMBIZIONI DI MACRON

Non solo incentivi all’acquisto delle auto. Emmanuel Macron vuole fare della Francia un leader delle auto elettriche. E da qui nasce un vero e proprio appello ai tre costruttori nazionali: Citroen, Peugeot e Renault per aumentare la produzione manifatturiera nazionale. Per perseguire l’obiettivo, il Governo  ha messo a punto un fondo di 600 milioni di euro per la transizione della filiera. Al fondo parteciperanno anche Renault e Psa, che in cambio promettono di aumentare la produzione francese di veicoli a batteria.

Psa realizzerà 130 mila vetture elettriche entro il 2021, mentre Renault quadruplicherà la produzione entro il 2022, impegnandosi anche a partecipare al consorzio europeo delle batterie.

E L’ITALIA?

Anche l’Italia pensa a qualcosa per rilanciare il settore auto nel post pandemia. Con un emendamento al Decreto Rilancio proposto da Partito Democratico, Leu e Italia Viva, da luglio potrebbero arrivare gli incentivi alla rottamazione: un contributo di 4mila euro per l’acquisto di un’auto euro 6 a fronte della rottamazione di un veicolo con più di 10 anni di anzianità (2 mila euro di incentivi statali e 2.000 che arriverebbero dal concessionario). Il contributo si dimezza a 2.000 euro senza rottamazione (qui i dettagli).

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