Mobilità

Come cambiare il trasporto pubblico locale nell’era post Covid?

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trasporto pubblico

Stato dell’arte, scenari e riflessioni nell’approfondimento di Marco Foti sul trasporto pubblico locale

L’emergenza sanitaria, emersa dalla pandemia, ha posto tutti gli addetti al settore di fronte alla necessità di ridisegnare il futuro dei nostri spostamenti con nuovi paradigmi, nuove strategie rispetto ad una differente richiesta di mobilità che dovrà adeguarsi a diversi modelli organizzativi rispetto a quelli offerti oggi.

L’offerta del Trasporto Pubblico Locale è ridotta di due terzi (nei casi migliori, del 50%), i tempi di accesso ai servizi ed alle attività lavorative sono differenziati. È in corso un cambiamento epocale delle abitudini di spostamento.

In questo clima di cambiamento è fondamentale mirare ad una visione di ripresa sostenibile. Tra le diverse soluzioni avanzate per rilanciare il settore dei trasporti, queste riguardano il Trasporto Pubblico Locale.

Ad oggi, non è ancora possibile conoscere nel dettaglio le esigenze di spostamento, pertanto le soluzioni per la mobilità ipotizzate potrebbero non essere idonee per soddisfare la domanda di mobilità o limitare l’uso dell’auto privata come mezzo di spostamento.

Da queste premesse occorre “ri-partire” e pensare il prossimo futuro della mobilità nelle aree urbane, anche sulla base delle «Linee guida» del MIT, emanate nell’aprile del 2020 per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19.

Tra i punti il Ministero dei Trasporti raccomanda le aziende di TPL all’adozione del protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro nel settore dei trasporti e della logistica. A bordo dei bus il MIT raccomanda di acquistare, ove possibile, i biglietti in formato elettronico, on line o tramite app, ed aumentare la frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri, mantenendo sempre il distanziamento sociale.

La situazione attuale ci pone davanti ad una nuova scelta di progettazione dei servizi di trasporto pubblico in funzione delle specifiche esigenze di mobilità, esigenze che si sono modificate sensibilmente in questo ultimo periodo. Emerge quindi la necessità di aggiornare il servizio pubblico in modo da cogliere la complessità e l’articolazione dei fenomeni negli ambiti urbani, sub ed extra urbani.

Per cui occorre definire forme di trasporto pubblico complementari a quelle tradizionali e improntate sulla logica della flessibilità nella scelta dei percorsi, nella sequenza delle fermate, nei tempi (orari e frequenze), nella dimensione della domanda di spostamento.

Oggi più che mai i servizi di trasporto a chiamata, servizi flessibili sul territorio e nel tempo, risultano la risposta alle esigenze manifestate nel pieno rispetto del distanziamento sociale. Si tratta di servizi speciali, una sorta di taxi collettivo allargato, implementati per il soddisfacimento degli spostamenti degli utenti. È un modo per sostituire il servizio di trasporto pubblico locale in queste condizioni per cui è strettamente necessario monitorare la domanda di mobilità a bordo dei bus. La corsa viene effettuata solo quando serve ed al tempo previsto, evitando all’utente inutili attese e quindi nel pieno rispetto delle indicazioni riportate nei protocolli di sicurezza.

Il servizio a chiamata è una soluzione operativa da cui si possono trarre grossi vantaggi: l’utente prenota una corsa con app, web, telefono. L’azienda organizza il servizio in funzione della domanda di mobilità prenotata, risparmiando sulla gestione del servizio. Le informazioni sulla domanda possono essere condivise con i passeggeri, in attesa nelle pensiline delle fermate o dei capolinea.

Nel complesso, il servizio a chiamata potrebbero costituire un sistema informativo che consente di contingentare salite e discese, facendo rispettare il limite di capienza deciso dalle autorità ed evitando l’affollamento del trasporto pubblico locale.

Un’idea che potrebbe contribuire al rispetto delle regole sul distanziamento sociale, che però non può prescindere dal senso civico e dalla collaborazione del cittadino.

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