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Ecco come la Cina agevolerà Tesla

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La Cina ha esentato Tesla dal pagamento delle tasse del 10% sulle vendite auto. Ecco perché

 

Tesla ha una corsia preferenziale in Cina. Il governo di Pechino, in vista dell’avvio di produzione Tesla in terra asiatica, ha scelto di includere la casa auto guidata e fondata da Elon Musk nell’elenco delle aziende esentate dal pagamento delle tasse sulle vendite di auto.

L’ESENZIONE

L’esenzione significherà, per Tesla, poter risparmiare nella vendita delle auto elettriche il pagamento della tassa, pari al 10%, sulle vendite delle Model 3, che presto verranno prodotte in Cina, e delle Model S e Model X, per un totale di 16 varianti, che continueranno ad essere prodotte in America.

QUANTO VALE PER TESLA QUESTA DECISIONE

Grazie a tale concessione, Tesla potrà ridurre il costo dei veicoli Tesla sino ad un massimo di 99 mila Yuan, pari a circa 14 mila Euro (a causa della caduta dello Yuan rispetto al dollaro, i modelli esportati in Cina potrebbero subire un aumento di listino).

UN FAVORE NON DA POCO

L’esenzione potrebbe valere più del doppio, per Tesla. Il ministro cinese sui dazi doganali ha annunciato che a dicembre potrebbero essere introdotte nuove tasse che provocherebbero un aumento del 25% su tutti i veicoli che non siano stati prodotti in Cina. Le case auto dovranno scegliere se ammortizzare i costi in modo autonomo o aumentare il costo delle vetture.

L’ELENCO DELLE ESENTI

Nella lista degli esclusi, insieme a Tesla, ci sono diversi costruttori cinesi che producono auto elettriche commercializzate in Cina ed esportate verso altri mercati internazionali.

L’INGRESSO NEL MERCATO (E IN TERRA) CINESE

Il trattamento di favore riservato a Tesla non stupisce. La società di Elon Musk, infatti, è un’azienda straniera che sta avviando, nella nuova Gigafactory 3, costruita nei dintorni di Shanghai, la produzione della Tesla Model 3 per il mercato cinese.

La produzione in loco permetterà che l’elettrica americana eviti i dazi di importazione, presentandosi a prezzi più competitivi rispetto a una concorrenza nazionale (NIU) e mondiale (Audi, Mercedes …) sempre più serrata.

UNA SPINTA PER L’ECONOMIA CINESE

L’avvio della Gigafactory cinese potrebbe rappresentare, se pur con le difficoltà di Pechino ad ammetterlo, una spinta al suo settore manifatturiero in crisi, come scrive Finimize.

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