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Quanto (e come) cresce la Marina cinese

Marina

Nel corso del 2021 la marina cinese ha immesso in servizio ben 22 navi da combattimento. L’approfondimento di Giovanni Martinelli

Un anno si è appena concluso e, in qualche modo, diventa perfino inevitabile tracciare dei bilanci; una sorta di “regola” al cui rispetto non sono venuti meno anche in Cina che, infatti, ha finito con l’applicarla anche alla rassegna di alcuni degli eventi principali che hanno interessato la Marina Militare di quel Paese nel 2021.

Il tutto, in realtà, non è stato nemmeno “celebrato” sui canali ufficiali del regime di Pechino; che pure non disdegna la celebrazione dei risultati raggiunti in quanto a capacità belliche. E’ invece bastato un semplice “post” su una piattaforma social Cinese, con poche informazioni e altrettanto poche immagini (di quelle generate dal computer), e poi rapidamente diffusosi su altri social e siti internazionali, a fornire un quadro tanto chiaro quanto forte.

Rapidamente sintetizzabile in un semplice elenco; apparentemente scarno ma, in realtà, denso di contenuti. Nel corso del 2021, la Marina Cinese (nota anche come PLA Navy) ha immesso in servizio ben 22 navi da combattimento. Nel dettaglio, si tratta di 2 grandi unità da assalto anfibio Type 075, 3 cacciatorpediniere Type 055 (in realtà, per caratteristiche/capacità operative, degli incrociatori), 7 cacciatorpediniere Type 052D, 9 corvette Type 056A e un sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare Type 094A.

In realtà, il conto finale è ancora più alto; dato che dovrebbe essere aggiunta almeno un’altra decina di unità minori e/o ausiliarie. Ma anche solo limitandosi (per modo di dire…) a quelle indicate nell’elenco, si arriva comunque a un totale di oltre 170.000 tonnellate di dislocamento complessivo.

Per dare un termine di riferimento, la Marina Americana sempre nel 2021 ha immesso in servizio non più di 3 navi da combattimento (più altre minori e/o ausiliarie), per un totale di circa 17.000 tonnellate. In pratica, appena un decimo della PLA Navy!

E per quanto si possa obiettare che simili confronti basati su un arco temporale di un solo anno (influenzabile da molteplici fattori contingenti) siano poco affidabili, sarà sufficiente mettere in prospettiva l’intera questione dei numeri per capire meglio cosa sta accadendo. Nel 2000 infatti, le stime più accreditate indicavano in circa 120 le navi in servizio nella Marina Cinese; 20 anni dopo erano diventate già 360 e nel 2030 si stima che potranno essere almeno 425. Nello stesso periodo (2000 – 2030, per l’appunto) la consistenza della US Navy dorrebbe rimanere pressoché invariata, intorno al numero di 300 navi circa; o poco più.

Ma quello che i numeri non riescono a dire è la non meno importante crescita qualitativa della PLA Navy stessa. Perché le nuove unità immesse in servizio non solo presentano dimensioni/ caratteristiche complessive sempre più importanti; di più, si sta chiaramente assistendo a un aumento significativo delle capacità operative di ogni singola piattaforma.

Tutti elementi che fanno dunque emergere un altro dato ancora; il processo di sviluppo dello strumento militare Cinese non mira più solo a contrastare gli Stati Uniti (e i Paesi alleati) nella sola regione dell’Indo-Pacifico; aumentando allo stesso tempo il suo potere in quest’area del mondo.

Ormai, le aspirazioni sono ben altre; efficacemente riassunte nella celebre dichiarazione del Segretario generale del Partito comunista cinese Xi Jinping che, nel 2017, impartì pubblicamente l’ordine di modernizzare le Forze Armate di Pechino, con l’obbiettivo di disporre entro la metà del secolo di una potenza militare da lui stesso definita “world-class”. Un concetto all’apparenza vago ma che, in realtà, ha un significato ben preciso: diventare esattamente la prima potenza militare del mondo. Al cui interno le capacità aeronavali della Marina Cinese giocheranno un ruolo fondamentale.

Ma se il 2021 è stato un anno importante per la PLA Navy, è facile prevedere che il 2022 non sarà da meno. Saranno infatti immesse in servizio altre navi da assalto anfibio e nuovi cacciatorpediniere; inoltre, arriveranno numerose nuove fregate Type 054A, destinate a diventare il nerbo della flotta. Più “misteriosi” invece gli sviluppi della componente subacquea anche se la Cina continua comunque a sviluppare battelli sia a propulsione nucleare, sia convenzionale.

Ma soprattutto, questo sarà l’anno del varo della prima “super-portaerei” Type 003. Dopo le precedenti 2 unità simili ma con caratteristiche/capacità relativamente limitate, la sua comparsa (in quanto direttamente comparabile alle analoghe piattaforme della US Navy) rappresenterà un altro passo verso quella che potremmo definire la piena “maturazione” dalla Marina Cinese.

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