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Cdp e Ue, come si muoverà il governo Conte sulla mobilità elettrica

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Nuovi e più ambiziosi obiettivi Ue di riduzione delle emissioni di Co2 e nuove modalità per incentivare l’acquisto degli autobus elettrici. Primi passi e progetti del governo Conte sulla mobilità elettrica. Articolo di Giusy Caretto 


La mobilità elettrica piace al nuovo governo. Questo lo si era già capito fin dai tempi del contratto tra Di Maio e Salvini in cui è stata prevista una sezione in cui si confermava l’impegno dell’Italia nel dire addio al diesel e la volontà di incentivare l’auto con la spina. Nessun progetto chiaro ancora, ma qualche indizio che le cose, su questo fronte, potrebbero realmente cambiare è già arrivato in questi primi giorni dell’esecutivo M5S-Lega.

Mentre l’Italia ha proposto all’Europa di incrementare gli obiettivi di riduzione di emissioni di CO2 di auto e veicoli di trasporto leggero del 40% al 2030 e rendere vincolante il 15% al 2025, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa è alla ricerca di un modo per rinnovare il parco autobus italiano.

LE RICHIESTE DELL’ITALIA A BRUXELLES

Nel suo intervento in Lussemburgo al Consiglio Ambiente dell’Unione Europea, il ministro Costa ha proposto di incrementare gli obiettivi di riduzione di emissioni di CO2 di auto e veicoli di trasporto leggero del 40% al 2030 e rendere vincolante il 15% al 2025.

“Dobbiamo raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi a cui abbiamo tutti aderito con convinzione. Su questo tema è necessaria una maggiore ambizione che renderebbe l’Unione Europea più forte e vitale”, ha affermato il ministro. “L’obiettivo della riduzione al 15% prevista dalla Commissione al 2025 deve essere vincolante, con un ulteriore incremento al 2028 e obiettivo al 40% al 2030”.

“Non dobbiamo essere ostili alle nuove tecnologie. Proponiamo una revisione al 2022 e non al 2024 e di eliminare il sistema premiale dei crediti che alla lunga incentiva a inquinare. Potremmo prevedere un sistema di premi solo per chi supera gli obiettivi e un sistema di sanzioni previste per chi non raggiunge gli obiettivi di riduzione”, ha anche aggiunto Costa.

VERSO L’ACQUISTO DI AUTOBUS ELETTRICI

Non solo proposte all’Europa. Sul fronte della mobilità sostenibile, il ministro Costa sembra essere già molto attivo anche in Italia, dove si propone di rinnovare il parco autobus, sbloccando “un fondo a rotazione dalla Cassa depositi e prestiti per acquistare autobus elettrici e dotarli delle necessarie infrastrutture di rifornimento” per ridurre lo smog nelle città più inquinate.

In effetti, l’urgenza di fare qualcosa c’è: l’Italia è già stata deferita in Corte di giustizia Ue per il problema dello smog.

Faremo circolare i veicoli elettrici nelle “città che ne hanno più bisogno – ha detto Costa parlando con i giornalisti a margine del Consiglio in Lussemburgo – sarebbe un passo concreto” anche per “cominciare a fermare la procedura di infrazione dimostrando con i fatti che si e’ iniziato un percorso”.

AUTO ELETTRICHE: ARRIVANO GLI INCENTIVI?

Le buone intenzioni del Governo sul fronte della mobilità erano già chiare ai tempi del contratto di Governo: l’Italia dell’alleanza giallo-verde è pronta ad abbandonare le fonti fossili come carburanti delle auto (al 2040, come previsto dal governo Gentiloni).

“In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina di origine fossile al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi”, si legge nella bozza di contratto di programma in fieri siglato da Di Maio e Salvini.

Si punta tutto (o quasi) sull’auto con la spina, per la cui diffusione sono previsti anche degli incentivi. “È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo elettrico a fronte della rottamazione – vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna”. Il contributo concesso dallo Stato, sarà “attentamente aggiornato sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di ricarica”.

“Il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica deve divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative ad eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale che locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica”, si legge ancora nel contratto.

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