Mobilità

Cdp e Leonardo-Finmeccanica, ecco come Di Maio sfida Guzzetti (e non solo)

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Le fondazioni bancarie rappresentate dall’Acri di Giuseppe Guzzetti frenano su interventi di sistema tramite Cassa depositi e prestiti, ma il vicepremier Luigi Di Maio evoca e invoca proprio gruppi controllati o partecipati dal Tesoro come Cdp e Leonardo-Finmeccanica per operazioni come il salvataggio e il rilancio dell’ex Bredamenarinibus.

Ecco che cosa ha detto il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro parlando con i cronisti fuori dai cancelli dell’ex Bredamenarini, ora Iia (Industria italiana autobus), la newco nata il 1° gennaio 2015 dalle ceneri di Irisbus e Bredamenarinibus.

“Se ci sono aziende che vanno bene e oggi se ne abusa facendo produrre all’estero quello che si dovrebbe produrre qui, allora l’Italia e i lavoratori italiani vengono prima di tutto. Se fino ad ora non si è stati in grado, con il socio che hanno fatto entrare, di produrre in Italia, allora lo Stato dovrà intervenire con strumenti come Invitalia, Cdp, Finmeccanica per mantenere il lavoro in Italia e il lavoro ai lavoratori italiani”, ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

“Sapere che un’azienda come questa ha circa 700 commesse, ha lavoro per 700 veicoli e non glielo fanno fare”, ma lo fanno realizzare “in Turchia, nonostante qui ci sia stato un tavolo in cui è intervenuto lo Stato, è uno schiaffo a tutti coloro che non hanno un lavoro in Italia e a tutti quelli che lavorano qui dentro e ora sono in una situazione di precarietà e incertezza”, ha sentenziano il leader pentastellato: “Questo stabilimento è direttamente collegato a quello di Avellino ed entrambi risentono del paradosso per cui c’è lavoro, ma non si è in grado di realizzarlo perché il socio non sta facendo gli investimenti”.

Una stilettata non proprio indiretta al presidente e amministratore delegato della società, Stefano Del Rosso, oggetto di critiche nelle scorse settimane da esponenti del Movimento 5 Stelle per i mancati investimenti che erano stati annunciati dall’azienda. Del Rosso rispose così al deputato M5S, Generoso Maraia: “Ha pronunciato insulti, menzogne, e le ha diffuse a mezzo Facebook e sulla stampa nei confronti della direzione di IIA. Il tutto è avvenuto nel silenzio dei rappresentanti sindacali presenti. Questo è stato un vero peccato”.

“Se il socio non è in grado di investire – ha detto Di Maio – siccome nei prossimi anni noi vogliamo invece investire in trasporto pubblico locale e in settori strategici come quello della mobilità urbana, allora lo Stato farà un investimento in questi stabilimenti”.

La vicenda ex BredaMenarinibus sarà approfondita con i tecnici del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico il prossimo 6 luglio a Roma.

Nelle scorse settimane, Invitalia (la spa pubblica guidata dall’ad, Domenico Arcuri, di nomina renziana) si è detta impossibilitata ad entrare nel capitale dell’azienda, ma disponibile ad intervenire nei confronti di Iia con un fondo controllato proprio da Invitalia e costituito per aiutare le aziende del Mezzogiorno. L’erogazione di tale fondo però è legata alla presenza di almeno un investitore privato al fianco di Industria italiana autobus.

Ma ora Invitalia, così come Cdp e Leonardo (ex Finmeccanica), è caldamente invitata a riflettere sul dossier. Un auspicio o un invito come nel caso di Alitalia?

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