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Bufera su Fincantieri a Genova?

Fincantieri Genova

Alla gara per il Ribaltamento a mare di Fincantieri, si presenta anche il consorzio formato da Webuild, Fincantieri Infrastructure Opere Marittime e Sales. Fatti, nomi e polemiche (politiche)

 

Allarme conflitto d’interessi alla gara per il Ribaltamento a mare di Fincantieri a Genova, l’operazione di potenziamento del cantiere di Sestri Ponente del gruppo navale.

All’Autorità di sistema portuale (Adsp) di Genova-Savona sono pervenute tre manifestazioni di interesse per l’appalto da 337 milioni per la realizzazione dell’opera.

Si tratta dei consorzi Eteria (le famiglie Caltagirone e Gavio), Rti Grandi Lavori (costituito da Icm e Rcm) e il consorzio tra WeBuild Italia, Fincantieri Infrastructure e Sales (salito alla ribalta per la ricostruzione del Ponte Morandi).

Proprio su quest’ultimo consorzio si sono accesi i riflettori.

“La presenza di WeBuild ha fatto alzare più di un sopracciglio al Pd nel consiglio regionale ligure e in quello comunale a Genova, con i rispettivi capigruppo, Luca Garibaldi e Alessandro Terrile, che segnalano come da giugno l’attuale presidente di WeBuild italia sia Marco Rettighieri, fino a primavera 2021 responsabile dell’attuazione del Programma straordinario di realizzazione delle opere portuali, di cui il Ribaltamento costituisce certamente la fetta più impegnativa”, ha scritto il Secolo XIX.

Ma sia WeBuild sia l’Autorità portuale negano la sussistenza del conflitto d’interessi per Rettinghieri, come riportano fonti stampa.

La nomina del manager alla presidenza della società creata a giugno dal gruppo Salini è avvenuta dopo che Rettighieri ha cessato di ricoprire il ruolo di responsabile del Piano straordinario.

Non solo. Cosa dire allora della presenza di Fincantieri Infrastructure (Fi) in lizza per un’opera che riguarda la controllante Fincantieri?

Nessun conflitto secondo il colosso guidato da Giuseppe Bono: “Fi svolge attività diversa dalla capogruppo e la commessa è pubblica” ha dichiarato al Fatto quotidiano.

Tutti i dettagli.

IL RIBALTAMENTO A MARE DI FINCANTIERI

Il progetto di Ribaltamento a mare prevede l’ampliamento dello stabilimento di Sestri Ponente, riducendo al minimo le possibili interferenze con le altre realtà industriali presenti nel bacino.

L’ampliamento darà l’opportunità di costruire navi da oltre 170.000 tonnellate in un bacino di 400 metri. Sarà effettuato lo spostamento a monte della ferrovia e la ricostruzione delle officine di prefabbricazione, rendendole tecnologicamente ancora più avanzate.Il progetto è stato suddiviso in lotti e prevede anche la sistemazione idraulica del rio Molinassi.

Il Ribaltamento è l’altra grande opera del Piano Straordinario degli investimenti post-crollo del ponte Morandi predisposto dal Commissario per la ricostruzione Marco Bucci.

APPALTO SENZA GARA

A inizio settembre l’Autorità sistema portuale di Genova ha pubblicato l’avviso esplorativo per il Ribaltamento. L’appalto sarà assegnato senza bando e senza esperimento di gara, ma solo attraverso una negoziazione con non più di 10 soggetti. Quest’ultimi scelti sul criterio dello svolgimento di “lavori analoghi di importo più elevato relativamente alla categoria prevalente, rispetto a quelli oggetto dell’appalto, conclusi nel triennio antecedente la data di pubblicazione dell’avviso”.

MA CHI HA PREDISPOSTO L’APPALTO?

Fino ad arrivare alla verbalizzazione delle manifestazioni di interesse da parte dell’Adsp del capoluogo ligure avvenuta in settimana.

“Dal verbale si apprende come Webuild, che si presenta in consorzio con Fincantieri Infrastructure Opere Marittime e Sales, abbia nominato presidente il 25 giugno scorso Marco Rettighieri, fino a poche settimane prima e per oltre due anni responsabile dell’attuazione del suddetto Piano” scrive shippingitaly.

Secondo quanto ricostruito dal MediTelegraph, “Rettighieri si dimise prima che le strutture tecniche dell’Adsp predisponessero le gare per le opere del Programma straordinario”.

COSA EMERGE DAI VERBALI DELL’ADSP

Eppure, proprio la stessa Webuild in sede di presentazione dell’offerta, ha puntato i riflettori sul potenziale conflitto, come emerge dai verbali della riunione di apertura ripresi da shippingitaly.

“Nell’espletamento di tale attività, l’Ing. Rettighieri non ha contribuito, alla predisposizione della documentazione della Gara né ha predisposto consulenze, relazioni o altra documentazione tecnica pertinente all’oggetto della Gara. Pertanto, secondo tale dichiarazione, l’Ing. Rettighieri non ha alcuna conoscenza privilegiata in merito alla Gara e alla pertinente documentazione” si legge nel verbale ripreso da shippingitaly.

“A verbale i membri del collegio dell’AdSP e il Rup (responsabile unico del procedimento) Marco Vaccari, tutti negli ultimi due anni già più volte a contatto con lo staff fino a pochi mesi fa guidato da Rettighieri riporta ancora shippingitaly — ribadiscono “l’assenza di qualsivoglia conflitto di interesse” a loro carico ed evidenziano che la predisposizione degli atti di affidamento dell’appalto del ribaltamento “è comunque intervenuta successivamente alla cessazione dall’incarico dell’Ing. Rettighieri”.

Dunque il conflitto di interessi secondo i coinvolti sarebbe da escludersi in quanto la nomina a presidente del consorzio in gara è avvenuta successivamente alla predisposizione della suddetta.

“SITUAZIONE ASSURDA”

“Una situazione assurda – tuonano dal Pd – che porta la società a dire, in sede di apertura delle offerte, che Rettighieri nella sua prima veste (quella di responsabile del piano) non si fosse occupato della gara, e nella sua seconda veste (quella di operatore privato), non avesse partecipato alla definizione dell’offerta”.

LA POSIZIONE DELL’ADSP

Come ha riportato il Fatto, “dopo la segnalazione della stessa WeBuild, l’Autorità portuale ha promosso la procedura anti-conflitto predisposta da WeBuild”. Ecco come l’ha sintetizzata al Fatto in una nota: “Il rapporto del gruppo con Rettighieri è risalente e non riguarda la gara in questione. Inoltre Rettighieri da consulente di Autorità portuale mai ha partecipato o contribuito all’assunzione di decisioni inerenti alla procedura della gara e ha avuto sull’argomento solo conoscenze di pubblico dominio”.

E QUELLA DI FINCANTIERI

Anche Fincantieri, contattata dal Fatto quotidiano, nega ogni conflitto: “Esser parte del gruppo Fincantieri non comporta per Fincantieri Infrastructure (Fi) alcuna conoscenza o vantaggio sulle altre imprese; Fi svolge attività diversa dalla capogruppo e la commessa è pubblica: Fi è in condizione di parità con i concorrenti”.

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