Mobilità

Bmw, Daimler, Renault, Tesla e Vw: chi arranca e chi sfreccia nelle vendite delle auto elettriche in Germania

di

auto elettriche Germania Toyota

Alcuni costruttori in Germania non riescono a soddisfare l’alta richiesta di auto elettriche (grazie agli incentivi del governo tedesco). Nomi, numeri e curiosità

 

C’era da aspettarselo: prima o poi sarebbe scoppiata la moda dell’auto elettrica. La batteria attrae sempre più clienti. A pompare il mercato, in Germania, ci sono anche gli incentivi fino a 9.000 euro concessi dal governo di Angela Merkel per far ripartire (in modo sostenibile) il mercato auto dopo il lockdown.

A non esser pronte all’avanzata della spina (almeno in questo modo repentino) sono però le case auto tedesche: Bmw e Daimler fanno fatica a soddisfare la domanda. I clienti sono costretti ad attese di un anno circa e per alcuni modelli sono stati congelati gli ordinativi.

Andiamo per gradi.

VENDITE RADDOPPIATE NEI PRIMI SEI MESI DEL 2020

Il 2020 è l’anno della batteria, almeno in Germania. Nei primi sei mesi del 2020, le vendite di auto elettriche nel Paese sono quasi raddoppiate, come riporta Süddeutsche Zeitung.

Numeri confermati anche dagli addetti ai lavoro. “Abbiamo già registrato una domanda significativamente più elevata a seguito dell’aumento del bonus ambientale a febbraio”, riferisce Mario Herget, consulente di vendita presso la concessionaria VW Arnold a Korbach.

EFFETTO INCENTIVI

Ora gli incentivi concessi dal governo Merkel, che possono arrivare fino a 9.000 per l’acquisto di un veicolo full-electric, catalizzano ancora di più la domanda di auto con la spina.

Dopo il 4 giugno, fa notare il quotidiano tedesco Energy Load, la quota di e-car nei veicoli configurati è aumentata dal 10 al 45% sul nuovo portale di intermediazione di auto Carwow. Anche le piattaforme Meinauto.de e Neuwagen24.de evidenziano un interesse maggiore dei clienti nei veicoli a batteria.

ATTESE FINO AD UN ANNO

Ma il boom delle auto elettriche trova impreparati i costruttori, che fanno fatica a soddisfare la domanda.

Daimler ha congelato gli ordinativi per la Smart EQ per una richiesta troppo alta, mentre Mercedes ha annunciato a fine giugno di non riuscire a soddisfare le consegne dell’ibrido plug-in A 250e.

Attese di un anno per i modelli Kia E-Niro, Seat Mini elettrico e Citigo iV. Sei mesi, invece, per chi vorrebbe guidare l’e-up VW.

I MODELLI PIU’ VENDUTI

A beneficiare delle lunghe attese è Tesla, pioniere americano dell’auto a batteria che punta ad una presenza più ampia e imponente anche in Europa (non a caso ha avviato la costruzione della gigafactory a Berlino). È suo uno dei modelli più venduti nel Vecchio Continente, la Tesla Model 3. Volano le vendite anche della Renault Zoe. Anche la casa auto francese ha creduto, molto prima di altri, nell’auto elettrica.

SVOLTA A SETTEMBRE?

Una scossa al mercato potrebbe, comunque, arrivare a settembre. Dopo l’estate, infatti, dovrebbe debuttare la Volkswagen ID.3 e poi dovrebbe anche arrivare la Fiat 500e, mentre è già possibile acquistare Opel Corsa-e e Peugeot e-208 ed e-2008.

IL PROBLEMA BATTERIE

Modelli a parte, il fatto che le case auto non siano pronte trova radici ben più profonde del “semplice” assemblaggio dei modelli: l’Europa è costretta, in questi mesi, a fare i conti con il collo di bottiglia delle batterie.

I produttori di batterie svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo e la riuscita del mercato (ovviamente). Ferdinand Dudenhöffer, esperto del settore, ha dichiarato a Der Spiegel che la situazione cambierà solo quando le capacità dei produttori europei di celle aumenterà nei prossimi anni.

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