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Auto e moto elettriche, cosa succede ai costruttori giapponesi

Honda Hq

Honda ha dichiarato di voler introdurre più di 10 nuovi modelli elettrici entro il 2025, ma non ha nascosto le difficoltà legate ai veicoli EV. Per questo la Casa giapponese non abbandonerà i motori endotermici. 

Non è un mistero che i produttori nipponici di auto e moto non stiano affrontando con convinzione la corsa del settore verso l’elettrico. Nell’arcipelago nipponico riecheggiano cupe le parole dell’amministratore delegato di Toyota, Akio Toyoda, nel suo doppio ruolo di numero 1 di una delle maggiori case giapponesi e di presidente dell’associazione automobilistica dei costruttori di auto della nazione del Sol Levante: “Il Giappone è dipendente dalle esportazioni, perciò, la neutralità del carbonio equivale a una problematica occupazione per il Paese. Alcuni politici dicono che dobbiamo trasformare tutte le auto in veicoli elettrici o che l’industria manifatturiera è obsoleta, ma non credo che sia così. Per proteggere i posti di lavoro e di conseguenza anche la vita dei giapponesi, penso che sia necessario guardare al nostro futuro lavorando nella più giusta direzione fatta finora”.

IL MONITO DEL CEO DI TOYOTA

Esattamente un anno fa, il ceo Toyoda aveva portato a sostegno della sua tesi sulla necessità di procedere con una transizione ecologica più ragionata e meno repentina il fatto che il Giappone produce circa 10 milioni di veicoli all’anno, di cui circa il 50% viene esportato: ebbene, le previsioni ipotizzano che l’industria nipponica possa produrre 8 milioni di veicoli all’anno solo con il contributo dei motori a combustione, inclusi ibridi e Phev, anche nel 2030, mentre la loro eliminazione per legge paralizzerà il mercato del lavoro.

“Ciò significa che la produzione di 8 milioni di unità andrebbe persa e l’industria potrebbe rischiare di dover rinunciare alla maggior parte dei 5,5 milioni di posti di lavoro”, aveva ammonito Toyoda. “Se i motori a combustione interna sono il nemico, probabilmente non saremo più in grado di produrre quasi tutti i veicoli che oggi assembliamo con tutte le conseguenze negative che da tale situazione discenderebbero per la nostra economia”.

LE PERPLESSITA’ DI HONDA

C’è un’altra casa molto importante che non corre con entusiasmo verso l’elettrico e ha anzi appena dichiarato che continuerà a sviluppare motori endotermici: è Honda Motor Co. Tra i costruttori più noti e apprezzati dagli amanti delle moto, ha comunque un suo piano green che contempla di lanciare più di 10 modelli di motociclette elettriche in tutto il mondo fin nei prossimi tre anni, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio per le motociclette entro il 2040.

Tuttavia, Honda ha ammesso che il passaggio all’elettrico non è affatto indolore, visto che  la nuova tecnologia potrebbe comportare veicoli più pesanti e, soprattutto, prezzi più alti. I piani industriali del costruttore nipponico tengono però in massima considerazione i mercati delle economie in via di sviluppo dato che, è noto, le popolazioni di tali Paesi, prima di passare dalla bici alle auto, acquistano le moto (è accaduto in Cina, sta accadendo in Idia) e dunque il passaggio all’elettrico, ha dichiarato la stessa Honda, rischia di aumentare le barriere all’ingresso per i consumatori dei mercati di economie emergenti.

Probabilmente anche per questo, l’azienda ha dichiarato di non voler terminare la produzione di motori a combustione interna per le sue motociclette. Al contrario, ha fatto sapere di investire in ricerca e sviluppo per ridurre le emissioni dei motori e introdurre modelli compatibili con carburanti a zero emissioni, come le miscele di benzina ed etanolo.

Forse anche per questo che le case automobilistiche giapponesi Toyota, Honda e Nissan si sono classificate in fondo nella graduatoria dell’ultimo studio di Greenpeace sugli sforzi per decarbonizzare le proprie attività. Toyota in particolare è al fondo tra i primi 10 produttori di auto per volume di vendite – esattamente come l’anno scorso – in quanto Greenpeace ha sottolineato che meno dell’1% delle vetture vendute in totale sono a zero emissioni. Le fanno compagnia le due connazionali: Honda occupa il 9° posto della classifica, subito dopo, all’ottavo, viene Nissan, che pure aveva fatto da apripista ai tempi della Leaf.

I PIANI ELETTRICI DI HONDA

Honda, comunque, presenterà via via un listino di mezzi elettrici sempre più ampio. La Casa nipponica ha dichiarato di voler introdurre più di 10 nuovi modelli elettrici entro il 2025 e di puntare a vendere 1 milione di moto elettriche all’anno entro i prossimi cinque anni. Dal 2027 in poi, Honda stima di vendere 3,5 milioni di moto elettriche all’anno, pari a circa il 15% delle vendite totali, entro il 2030. L’azienda ha aggiunto che doterà le sue moto elettriche di batterie allo stato solido, attualmente in fase di sviluppo.

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