Mobilità

Come le auto in Cina si schiantano contro le piattaforme di prestiti P2p

di

debiti cinesi

Il commento di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, sul mercato cinese delle auto

Il mercato delle auto cinese ha messo a segno un brusco calo tra luglio ed agosto, malgrado il calo dei dazi all’import al 15% da luglio. Il motivo di questo brusco calo risiede in gran parte nel fallimento di alcune piattaforme di prestiti P2P molto utilizzate in Cina per chi cerca un prestito ad esempio per acquisto auto.

L’analisi delle dinamiche di queste piattaforme può essere molto utile per comprendere l’andamento del mercato auto cinese (il più grande al mondo) e di conseguenza valutarne l’impatto anche sul mercato europeo.

Le piattaforme prestiti P2P si sono espanse in Cina velocemente dal 2015, al punto da indurre le autorità ad imporre criteri più restringenti. La conseguenza è stata un brusco aumento dei fallimenti di queste piattaforme soprattutto tra luglio e agosto, causando a sua volta un impatto notevole in termini di calo delle vendite auto

Le autorità cinesi stanno però reagendo mettendo a punto un piano espansivo anti impatto dazi. Tra le misure potrebbe rientrare anche la riattivazione di alcune di tali piattaforme allentando i criteri regolamentari applicati, dando pertanto nuova linfa (alias flusso di prestiti) al comparto auto, con conseguente possibile impatto positivo sul comparto auto europee, in particolare le aziende più esposte sul mercato cinese

PIU’ IN DETTAGLIO….

Nel 2015 la Cina iniziò a liberalizzare questa tipologia di piattaforme peer-to-peer e da allora l’ammontare dei prestiti tramite queste piattaforme è arrivato a sfiorare l’equivalente di 200Mld$ con tasso medio annuo sui finanziamenti pari a ben 10,2%!!

Nel 2016 il governo cinese istituisce una task force per regolamentare il comparto che stava già crescendo a ritmi esplosivi, trattandosi di uno dei diversi comparti di cui si compone il cosiddetto shadow banking, che secondo alcune stime avrebbe raggiunto i 10.000Mld$, la metà del Pil Usa.

Nell’agosto 2016 viene emesso il divieto della pratica di utilizzare gli afflussi di nuovi clienti per pagare i loans contratti dai vecchi clienti. L’obiettivo era porre in essere una regolamentazione complessiva entro agosto 2017. In realtà ritardi vari hanno fatto slittare la data limite ad agosto 2018. L’effetto è stato che dal 2016 in poi si è ridotto il numero delle piattaforme in funzione e soprattutto nel corso dell’estate 2018 è drasticamente aumentato il numero di piattaforme che ha denunciato “problemi di funzionamento”.

Secondo alcune fonti indicate da Bloombergnel solo mese di luglio 2018 ben 118 piattaforme cinesi sono fallite.

Per cercare di mitigare l’impatto delle forti restrizioni imposte al comparto (ad esempio da dicembre 2017 sono state rese molto più severe e rigorose le regole di registrazione di nuove piattaforme), tra le misure espansive che le autorità cinesi starebbero mettendo a punto per contrastare l’impatto dei recenti dazi, rientrerebbe anche quello di non penalizzare eccessivamente il comparto delle piattaforme P2P che a sua volta rischia di provocare un brusco impatto negativo soprattutto sul comparto auto.

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